
“Vede, invece di tutti questi cartelloni Michelin contro gli incidenti, dei quali se ne frega, il “benestante” vorrebbe veder piantati dappertutto dei segnali “d’igiene sociale” sulle spiagge, sui prati, nei boschi… “Povero stronzo, non riposare, non divertirti, pensa al tuo lavoro, al rientro, ai tuoi debiti!” “Fannullone, non ubriacarti, non fottere, ricordati che sei indegno di qualunque distrazione!” “Non fare mica il bagno, sporcheresti l’acqua, porco d’un povero! Una spugna ti basterà!” “La persona perbene si riconosce dal suo conto in banca! Tutto il resto è inganno!” “Levatevi dai coglioni, sudici, schifosi pagliacci! Levateci questo pensiero!” “I ricchi son sempre lì che aspettano di ereditare e di derubarci, delle nostre ore, della nostra vita, i loro figli di coprirci di merda e di farci vedere quel che pensano i loro genitori: odio e disprezzo… con loro l’unica astuzia è di tacere, se ci mettono all’ingrasso, è per gettarci poi alle anguille… D’altra parte, i poveri non sono che delle scimmie gabbate, feroci e disgustosi proprio come i ricchi…”
Lettera di Louis-Ferdinand Céline a Roger Nimier, luglio-agosto 1959.





