Si chiama Naomi Bongiorno ed è una ragazza romana dal viso aperto e dai grandi occhi sorridenti che nasconde sotto un cappello da cowboy. Sotto quel cappello che sa di polvere e praterie Naomi è Nashville Nash.

Quando imbraccia la chitarra e comincia a cantare la sua voce è metamorfica. Profonda e cristallina, vellutata e grintosa. Tecnicamente è un mezzosoprano. L’ha scoperto studiando canto a sedici anni. Sono seguiti anni di teatro performativo nella scuola di Stefano Jurgens e al Teatro Stabile di Roma, e lezioni da un coach di blues, perché il teatro le ha formato il carattere ma la musica l’ha scelta. “La musica è una tela di ragno” dice descrivendo la scrittura delle sue canzoni: un riff, una melodia e poi la rete delle parole. Nashville Nash fonde la tecnica col sentimento “Più che all’estensione do peso a quello che esce fuori dall’anima. La mia voce ha molti più scuri che chiari e io stessa mi sento black. Mi piace il groove, marcare il ritmo sull’interpretazione di un testo”. Basta ascoltare Blue Moon il singolo appena uscito sulle piattaforme per darle ragione. Tre singoli, nel 2025 ha pubblicato Hardcore e Lontano da me -quest’ultimo presentato lo scorso marzo in Campidoglio nell’ambito di un incontro sul tema della violenza sulle donne-, parte di un nuovo progetto di mashup musicale sotto la guida di Francesco Viscovo, Dogslife production, che dalla sua costola creativa ha progettato il collettivo Better dogs, di cui Nashville Nash è parte

La canzone fa sintesi delle sonorità blues e pop, sfuma i generi trap e country. Orecchiabile ed elegante, Blue Moon sembra il punto di arrivo di un’identità musicale che appare più matura rispetto alla musica underground nei due singoli precedenti. Di nicchia se non fosse questo un progetto molto contemporaneo “Francesco Viscovo ha messo il beat e le sonorità più underground e riconducibili alla musica che passa per le radio. Mashup sì, ma senza perdere la mia impronta stilistica. È vero che le mie prime composizioni possono essere considerate nicchia, ma dai feedback stiamo registrando che la contaminazione piace. Il mio limite, se vuole la mia nicchia, è non fare pop buono per discoteche. Io scrivo, canto, suono e ascolto. Ascolto Mannarino che è uno degli esponenti più interessanti del panorama romano. Mi piacciono Tommaso Paradiso, Enrico Nigiotti, artisti che pur essendo mainstream restano di nicchia”. In effetti, dai texani ai piedi, dal tatuaggio dell’America e dai paesaggi di frontiera alla Steinbeck che rintraccia nella campagna romana si stenta a pensarla illuminata da una mirror ball. Piuttosto è facile trovarla tra le vie di Roma a scovare parole con cui giocare con i suoi followers su Instagram e Facebook. Naomi si è inventata un gioco: farsi ispirare dalle strade e dalle piazze di Roma per trovare parole con cui comporre ogni settimana una canzone. A maggio è uscita Sulle scale, altro esperimento molto social e molto sound elettronico. Più hip hop è il singolo Resta con me insieme a Noah e in futuro c’è un progetto con OG Eastbull, artisti della scuderia Dogslife “La musica senza versatilità resterebbe qualcosa di privato e non da condividere con gli altri. Le generazioni, i tempi, le società mutano e noi artisti mutiamo insieme ad essi. Madonna, per esempio, è un’icona di stile che ancora oggi insegna a fare la metamorfosi di noi stessi” Vale dunque per la svolta pop che trionfa adesso nella musica italiana “Credo che la svolta pop non voglia dire perdere la propria personalità ma essere plasmabili insieme al mondo, pur mantenendo la propria autenticità”.

Autentico è il suo amore per l’America degli Stati del Sud, quella fascia di territorio più tradizionalista dal Tennessee al Texas passando per il Colorado. Ed è questa la cifra più autentica e diversa rispetto al panorama italiano dove tradizione confina o sconfina nel folclore: qui c’è altro. C’è una ragazza che sogna l’America dell’immaginario letterario, cinematografico e musicale, essa stessa l’America più autentica. L’ha conosciuta attraverso il nonno scultore che mentre l’accompagnava a scuola le faceva ascoltare musica d’ogni stile. Scherza sulla sua passione per l’America “Penso di avere degli antenati nel Texas o forse in un’altra vita ho vissuto a Nashville. Fin da piccolina avevo una passione per i cavalli e scenari da Far West. Ascoltavo Elvis Presley, Etta James, Janis Joplin”. Poi, il viaggio come un’eroina da romanzo di frontiera “Nel 2014 ho fatto il tour dell’America dell’Ovest e sono passata anche per il Nevada, il Gran Canyon, la Death Valley, Monument Lake. Tutte quelle zone mi davano un’energia particolare. Quell’America me la porto tatuata sulla pelle e ho deciso di chiamarmi così”. A scrivere l’ha ispirata un romanzo americano, Lonesome Dove di Larry McMurtry, un romanzo crudo e malinconico come il cielo rosa descritto nelle prime pagine, come il rosa mescolato col blu che fa da sfondo alla sua Blue Moon e come la rosa che porta il sorriso in una canzone di Mannarino. Se si chiede a Naomi un sogno risponde con l’ironia che colora lei di rosa “In quanto Nashville sogno in grande e sogno Nashville. Ma anche un live all’auditorium Parco della Musica perché è il luogo del cuore. Oppure aprire un concerto di Mannarino”. Perché no? In Hardcore confessa “Spengo le luci ma i sogni son veri”. Intanto è bello ascoltare la sua versione di Statte zitta! di Mannarino e immaginarla su una barca d’argento. Mentre canta, chitarra in mano e cappellaccio western.






