
Divampa la polemica sulla decisione dell’Ue, quindi anche l’Italia, di utilizzare risorse fuori bilancio per gli armamenti, per consolidare la propria componente militare, a fronte dell’annunciato disimpegno Usa e della “minaccia russa”. Siamo a un cambio di passo, che giustifica l’impiego di preziose risorse a scapito delle difficoltà delle società nazionali?
Siamo stati molto disimpegnati
Il ridimensionamento della presenza Usa era preventivabile, visti gli interessi statunitensi verso il continente americano e il sud-est asiatico. Se non ci si immaginavano modalità e velocità, sorprende che proprio le forze armate statunitensi siano state prese in contropiede dalla scelta politica, a scapito di un graduale “cambio di consegne”.
Sperperate a vista
Ma lo sforzo dell’Ue, derogando alle regole di bilancio, farà sperperare parecchi miliardi di euro da parte di Paesi alla ricerca del tempo perduto. Il coordinarsi per uno sforzo comune europeo, favorendo economie di scala, si scontra con interessi nazionali. Si ri-pone il problema di una difesa, solo a parole, dietro l’angolo. Acquistare invece sistemi d’arma dagli Usa, come fatto fino ad ora, beneficerebbe proprio chi ci ha messo in difficoltà.
La situazione militare
Tempi non biblici, ma quasi
Molti Paesi, Italia inclusa, hanno quasi abbandonato l’esperienza in settori ritenuti non prioritari, come i sistemi di intercettazione a distanza ad alta quota, perché la presenza Usa pareva bastare. I fatti dell’Ucraina insegnano che le modalità di condurre un conflitto si evolvono velocemente, anche utilizzando tecnologie a basso costo, ma molto efficaci, settori nei quali la quasi totalità delle forze Nato non ha investito a sufficienza.
Asimmetria i nemici porta via
Lo sforzo dell’Ue basterà a prevenire un’aggressione? Una crepa nelle capacità dell’avversario induce chiunque a sfruttarla. La Russia è capace di guerra asimmetrica, di fomentare divisioni e indirizzare la visione e l’informazione dei paesi della Nato. A parte questa azione, siamo sicuri della volontà, come dicono alcuni, di uno scontro armato con l’Europa entro il 2030?








Non concordo con l’analisi di Apium perché parte da assunti a mio parere errati. Prima di tutto la guerra in Ucraina della Russia è di fatto stata non solo contro l’Ucraina ma contro la NATO, sia perché il sistema industriale militare russo si è scontrato contro quello NATO, sia perché l’Ucraina ha potuto beneficiare di tutto il sistema digitale di avvistamento NATO, in primis USA ed UK, persino quello presunto civile di Starlink. Inoltre dopo il grave errore iniziale russo di credere che mandando 180.000 soldati, la maggioranza dei quali della guardia nazionale russa, in vista di Kiev avrebbe fatto cadere il governo grazie ad un colpo di stato, cosa che ben sappiamo non é avvenuta, la guerra è stata combattuta nel Dombass, che è l’area geografica più fortificata al mondo, grazie alle città fortezza costruite ai tempi dell’URSS, dopo il trauma subito dai russi con l’invasione tedesca del 1941, fatta proprio in quella zona, dove l’esercito germanico non trovando nessun impedimento, percorse la pianura Ucraina a tempo di record. Premesso tutto ciò uno scontro tra le nazioni europee NATO e la Russia è praticamente impossibile, poiché se anche i russi hanno il miglior esercito del mondo, con almeno 2.000.000 di soldati che avendo combattuto da volontari contro gli ucraini, che invece ormai da 2 anni hanno solo gente arruolata a forza, e che comunque sono i secondi almeno quelli che sono sopravvissuti, non c’è la farebbero mai ad invadere e tantomeno a controllare i territori conquistati. E questo anche se le nazioni europee hanno ormai eserciti inservibili sia per numero che per qualità dei soldati. E se anche si facesse un arruolamento di massa, al di là che la maggioranza degli attuali giovani dovrebbe essere arruolata a forza, come afferma l’ex generale Maurizio Boni, una delle menti più lucide del panorama militare italiano, se non sanno scagliare una pietra poiché non l’hanno mai fatto, figuriamoci mandarli a combattere i russi. Ma poi perché russi dovrebbero invaderci, visto che al contrario di loro, noi non abbiamo nulla per loro appetibile, considerato che loro sono la nazione più grande al mondo, con tutte le materie prime che a noi servono, e che negli ultimi anni sono diventati anche il granaio europeo ed il più grande produttore di fertilizzanti. In pratica solo i russofobi del nord e parzialmente del centro Europa, che hanno una storia controversa con la Russia possono pensare una cotale claudio sciocchezza. D’altronde non dobbiamo dimenticare che nel 1941 Lettonia, Estonia, Lituania, Finlandia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovacchia, parteciparono all’invasione Dell’URSS , e la conseguente sconfitta non la hanno dimenticata.
Per noi non esiste alcun percolo russo. Ergo il 5% del bilancio – per comprare inutili, sofisticatissimi tanks tedeschi ed un po’ di aerei francesi soprattutto – è denaro buttato nel cesso! Facciamo carceri, case popolari di qualità (per gli italiani in primis) ecc.