
Già da qualche anno gli appassionati delle “nuvole parlanti” assistono, in alcuni casi, a un ritorno e, in altri, a una vera e propria conferma di storie a fumetti e personaggi che hanno segnato epoche e momenti storici ben precisi. E spesso continuano a farlo con risultati sorprendenti.
Tra questi vale la pena citare alcune raccolte – molto gradite a chi scrive – in formato maxi o pocket, come le storiche collane di Oltretomba, oggi riproposte dall’editore IF Edizioni, che contengono il meglio di quanto veniva pubblicato all’epoca da Ediperiodici nel filone horror-gotico ed erotico. Vi hanno lavorato nomi fondamentali del fumetto italiano e internazionale come Giuseppe Montanari, Ferdinando Tacconi, Giorgio Pedrazzi e Silverio Pisu. Attualmente, la collana principale è rappresentata da Oltretomba Poker, curata da Luca Laca Montagliani. Il format – come altri usciti in quel periodo – era quello del classico tascabile per adulti, privo di un personaggio fisso: storie autoconclusive, spesso ambientate tra il 1840 e il 1900, capaci di mescolare l’horror soprannaturale a dosi di nudo ed erotismo.
Un altro titolo significativo, anch’esso riproposto dallo stesso editore, è il divertente Corna Vissute, che, pur condividendo l’impostazione popolare di Oltretomba, spostava il baricentro dall’horror a un registro sexy-sociale e umoristico. Un tassello non secondario dell’editoria popolare italiana, spesso sottovalutato dalla critica ufficiale.
L’eccezione Diabolik

Il discorso passa inevitabilmente attraverso i grandi classici, a partire da Diabolik, il personaggio creato dalle sorelle Giussani: un anti-eroe geniale nel travestimento, pronto a uccidere per i propri scopi ma fedele a un codice etico personale. Il suo successo si consolida anche grazie a figure fondamentali come Eva Kant e l’ispettore Ginko, dando vita a un triangolo narrativo di tensione che dura da oltre sessant’anni.
Un pezzo da novanta del fumetto noir d’epoca è Kriminal, scritto da Max Bunker e disegnato da Magnus, recentemente tornato in edicola in versione anastatica – il più fedele possibile all’originale – grazie a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, che riproporranno l’intera collezione delle 102 uscite.
Se Diabolik è il “re del terrore” che opera entro un codice d’onore e un’eleganza quasi asettica, Kriminal ne rappresenta il rovescio brutale, cinico e moralmente scorretto. Anthony Logan è un assassino spietato, mosso da vendetta personale e puro profitto. Non risparmia nessuno: le sue vittime includono donne e anziani, spesso eliminati con una freddezza che all’epoca scatenò non poche polemiche e numerosi interventi censorî.
Le sceneggiature di Bunker mettevano impietosamente a nudo l’ipocrisia della “buona società”: nobili decaduti, borghesi avidi e istituzioni corrotte venivano sistematicamente smascherati, umiliati o massacrati, spesso in contesti sospesi tra grottesco e umorismo nero, anticipando temi e atmosfere che confluiranno più tardi in Alan Ford.

C’è spazio anche per un personaggio oscuro interamente al femminile: con Satanik (1964) si completa il dittico rivoluzionario di Magnus & Bunker, portando il fumetto nero verso una rottura sociale ancora più radicale, proprio perché affidata a una protagonista donna, ambigua, vendicativa e spietata.
A questo punto sorge spontanea una domanda: quanto è rimasto oggi, non solo della qualità grafica ma anche dei contenuti, del fumetto classico occidentale? Un linguaggio che, nel corso dei decenni, ha progressivamente ceduto spazio – soprattutto tra i più giovani – all’avanzata di manga e anime giapponesi, spesso portatori di narrative complesse e stimolanti anche per un pubblico adulto.
Eppure, per più di una generazione a partire dagli anni Sessanta, in un momento storico di ricostruzione economica, politica e sociale, i “giornalini” (così venivano liquidati dagli adulti) hanno avuto un ruolo tutt’altro che marginale nella formazione culturale dei ragazzi.
Accanto al noir e all’horror, l’Italia può vantare autentiche pietre miliari come Corto Maltese, il marinaio-avventuriero creato da Hugo Pratt: ancora oggi un’icona grafica e narrativa, capace di affascinare nonni, padri e figli grazie a storie senza tempo, a un immaginario colto e a una straordinaria capacità di far viaggiare la fantasia del lettore.
Meritano una menzione anche riviste storiche come Skorpio e Lanciostory, ben note ai lettori più maturi, che hanno rappresentato una preziosa alternativa editoriale importando i capolavori della scuola argentina: da Oesterheld a Breccia, passando per Wood e Altuna.
La domanda che oggi molti di noi si pongono è inevitabile: in un contesto storico in cui la tecnologia sta modificando profondamente le modalità di fruizione dei media – coinvolgendo musica, cinema e libri – saremo ancora capaci di valorizzare un mezzo di conoscenza e bellezza come il fumetto?
Le vendite, al netto della parentesi pandemica, non sembrano crollare in modo drammatico. Tuttavia, i luoghi fisici deputati alla diffusione di questo patrimonio culturale – le edicole – attraversano una fase di evidente difficoltà. Interrogarsi su questo passaggio non è solo un esercizio nostalgico, ma un tentativo necessario per evitare di perdere un pezzo significativo del nostro immaginario e del nostro tempo libero.






