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Tennis. La sorpresa Vanni, talento italico alla ricerca del proprio centro di gravità

Pubblicato il 16 febbraio 2015 da Michele Fronterrè
Categorie : Sport/identità/passioni

luca vanniLa finale di San Paolo sta per finire. E il nostro Vanni è certamente la sorpresa del torneo. L’italiano, che ha saputo infilarsi nel corridoio lasciato libero nel tabellone dalla testa di serie numero 1 del seeding Feliciano Lopez, sta lottando, mentre questo pezzo viene confezionato, al terzo set con un giocatore con molta più esperienza di lui: l’uruguagio Cuevas. Mentre il set, il terzo, si avvia al decisivo tie break grazie a due ottime prime di Vanni, quello che possiamo sperare per lui, toscano classe 85, non avvezzo alle finali e condannato, da sempre, a navigare oltre la centesima posizione ATP, è che questa finale lo aiuti a maturare definitivamente. Perché Vanni ha i numeri ma manca spesso dell’algebra. E come altri talentuosi nostri connazionali, poco inclini al girovagare per il mondo. Il tallone d’Achille è sempre la sindrome del cane di mannera, dunque. Più a suo agio nel proprio baglio.

Vederlo giocare contro Cuevas alla pari, con la dovuta sicurezza nei punti importanti, autorevole col diritto, accelerando alla bisogna per prendersi il punto, fa ben sperare per il futuro.

Dotato di un buon servizio, Vanni ha avuto una carriera afflitta da parecchi problemi fisici. Ma, al netto di tutto, ora che Cuevas con un rovescio passante lo ha infilato infliggendogli il definitivo 7-4 nel terzo set impedendogli di coronare il sogno di arrivare e vincere la sua prima finale, possiamo dire che quello che manca a Vanni é ancora un pizzico di strategia e di forza fisica per affrontare partite così tirate. Che poi é quella malizia che acquisisci solo con le partite. Quella malia di saper seguire a rete un diritto del peso e dell’efficacia che non è stata inferiore a quello di Cuevas. Quella cattiveria agonistica per saper rischiare di più uno splendido rovescio lungolinea, quelli con cui ha bucato più volte la difesa di Cuevas.

Vanni non era mai entrato nel tabellone principale di un torneo pro fino a quello di Chennai di quest’anno E nel giro di un mese, oltre a entrare in un tabellone principale, oggi lo ha pure attraversato per intero veleggiando fino alla finale. La missione é, dunque, compiuta. E avendo anche dato un ottimo colpo alle tasche, oltre che alla classifica, prima di andare a giocarsi il primo turno con Bolelli a Marsiglia, può permettersi sicuramente un po’ di relax al Bomboa.

@barbadilloit

Di Michele Fronterrè

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