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Focus Francia (di E.Nistri). Arnaud Beltrame, patriota europeo e cattolico tradizionalista

Pubblicato il 27 marzo 2018 da Enrico Nistri
Categorie : Esteri Politica
Arnaud Beltrame porta la bandiera con i suoi camerati

Arnaud Beltrame porta la bandiera con i suoi camerati

L’ennesimo crimine del fondamentalismo islamico in Francia suscita diverse considerazioni. La prima è il fatto che l’opinione pubblica europea si sta abituando a questo “terrorismo in franchising” che colpisce a intermittenza e almeno all’apparenza senza una logica preordinata. È finita da tempo l’era delle fiaccolate in favore di Charlie Hebdo e della libertà di fare satira (magari anche di cattivo gusto, come emerso dopo il terremoto ad Amatrice). Certo, le vittime della strage di Carcassonne e di Trèbes sono state per fortuna meno numerose che in altre occasioni, ma resta il fatto che l’Europa si sta assuefacendo all’idea che sia una cosa normale finire schiacciati sotto una macchina o sgozzati ad opera di fanatici. Ci può essere del buono in questa mitridatizzazione di fronte al pericolo: l’angoscia non può paralizzare la vita di una nazione. Ma al tempo stesso sussiste il rischio di una sottovalutazione dei rischi sottesi al fenomeno migratorio e all’applicazione del principio dello jus soli.

L’ultimo terrorista islamista di Cacassonne

Il terrorista di Carcassonne era un marocchino cui era stata concessa la cittadinanza francese, che aveva convertito al fanatismo islamico una ragazza francese, che viveva di espedienti ma si trovava a piede libero. Anche se ha agito da solo, non era un isolato: nel quartiere dove viveva le troupes televisive recatesi dopo il delitto sono state minacciate e aggredite da giovani magrebini e l’ex sindaco di Carcassonne, un socialista, ha auspicato che non sia sepolto nel territorio cittadino, per evitare il rischio di pellegrinaggi. Il criminale ha sgozzato il tenente colonnello Arnaud Beltrame (pugnalato al collo, nell’eufemistico linguaggio degli inquirenti), con un rituale ricco di significati nella subcultura del fanatismo islamico.

Arnaud Beltrame, patriota europeo

Proprio la figura di Beltrame, offertosi in ostaggio al posto di  una donna nel supermercato della strage, merita una riflessione che trascende l’effimera esaltazione retorica. Classe 1973, l’ufficiale apparteneva a una generazione cresciuta all’insegna della celebre frase di Brecht “beati i popoli che non hanno bisogno di eroi”: affermazione lapalassiana che però, decontestualizzata, è stata utilizzata come strumento di propaganda antimilitarista. Per fortuna non l’ha mai presa sul serio: lo dimostra la sua carriera, dal liceo militare di Saint-Cyr a un reggimento di artiglieria, dalla partecipazione alle missioni di pace all’ingresso nella Gendarmerie. Il suo ultimo gesto non è il riscatto, ma il compimento di una vita e ha ottenuto un plauso unanime, o meglio quasi unanime, visti i commenti deliranti di un esponente di “La France Insoumise”, per altro subito tacitato dai suoi compagni, che si è scagliato contro i “lèches-culs qui chougnent  sur la mort d’un colonel de gendarmerie”. Il suo gesto ricorda quello di Salvo D’Acquisto più di quanto potrebbe sembrare, e non solo perché la Gendarmerie è l’equivalente francese dell’Arma. Se l’eroico vicebrigadiere italiano si sacrificò per salvare dei civili dalla rappresaglia di un esercito di occupazione inferocito dal nostro voltafaccia dell’Otto settembre, il tenente colonnello francese è morto per salvare i connazionali dalla ferocia di quella che potrebbe essere l’avanguardia di  un esercito di occupazione ancora più spietato.

Un combattente cattolico

C’è tuttavia un altro aspetto della figura di Arnaud Beltrame su cui è doveroso soffermarsi: il suo spessore etico-religioso. Il colonnello proveniva da una famiglia laica che non l’aveva nemmeno fatto passare a Comunione, era sposato civilmente (in Francia, però, non esiste l’istituto del matrimonio concordatario e le due cerimonie avvengono separatamente), era stato affiliato alla massoneria, che ha rivendicato la sua appartenenza alla “Respectable Loge Jérôme Bonaparte de Rueil-Nanterre”. Il quotidiano cattolico “La Croix” ha però precisato come negli ultimi anni ne avesse preso le distanze, intraprendendo un percorso diverso, e ha parlato senza precisare la fonte di persone “a lui vicine”. Forse, l’unica testimonianza certa, se non fosse vincolata al segreto del confessionale, sarebbe quella del sacerdote che negli ultimi anni era divenuto suo direttore spirituale: padre Jean-Baptiste, canonico dell’abbazia di Lagrasse. Con lui Beltrame aveva intrapreso un percorso di avvicinamento alla fede, cominciato quasi casualmente con una visita al monastero. La lettera in cui il sacerdote rievoca il suo rapporto col tenente colonnello e la moglie, le sue visite all’abbazia, il lungo itinerario di preparazione al matrimonio religioso, la cui celebrazione era prevista per il 9 giugno, è facilmente rintracciabile su vari siti cattolici, fra cui Stilum Curiae, il blog dell’ex vaticanista della “Stampa” Marco Tosatti.

C’è tuttavia un altro illuminante dettaglio nella conversione religiosa del tenente colonnello. Quella di Lagrasse non è un’abbazia qualsiasi. I canonici della Mère de Dieu, che la amministrano dal 2004, appartengono a quell’arcipelago di comunità religiose tradizionaliste che hanno ottenuto, grazie al motu proprio Ecclesia Dei, voluto da Giovanni Paolo II, il permesso di celebrare la liturgia utilizzando ancora il messale del 1962; in altri termini, come si dice semplificando, “dicono la messa in latino”, espressione impropria perché l’odierna messa in volgare non è la semplice traduzione del vecchio messale di San Pio V, ma ha conosciuto considerevoli mutamenti anche di contenuto.

Questioni liturgiche a parte, è interessante notare come l’eroico tenente colonnello non sia stato attratto da un cristianesimo conciliare e conciliante, il cristianesimo che sta riabilitando la teologia della liberazione affiancandole magari la teologia dell’immigrazione. Ad affascinarlo è stato un cattolicesimo virile e tradizionalista, quasi “templare”: il suo era il Cristo delle cattedrali, non quello dei presepi multietnici o Lgtb. Anche il suo sacrificio può essere letto in questa chiave. Certo, anche senza conversione, un alto senso del dovere associato all’etica laica della République avrebbero potuto indurre Beltrame alla stessa scelta, ma non è da escludere che la conversione e la conseguente fede in una vita ultraterrena abbiano contribuito a infondere in lui quel supplemento d’anima, quella virgola di eroica follia indispensabili per affrontare a viso aperto una morte quasi certa. Del resto, anche Salvo D’Acquisto era uno spirito profondamente religioso ed è stato avviato per lui un processo di canonizzazione, che l’ha proclamato “servo di Dio”. Oggi c’è chi auspica che la Chiesa riconosca le virtù eroiche del tenente colonnello Arnaud Beltrame, morto per una Francia che credeva di non avere più bisogno di eroi. E che anche per questo oggi si trova ad averne un disperato bisogno.

@barbadilloit

Di Enrico Nistri

25 risposte a Focus Francia (di E.Nistri). Arnaud Beltrame, patriota europeo e cattolico tradizionalista

  1. CATTOLICESIMO virile e tradizionalista,quasi TEMPLARE.IL CRISTO deve essere dei monasteri e cattedrali e non quello dei presepi multietnici o lgtb. S. MESSA in latino con canti GREGORIANI e assolutamente non in volgare con cambiamenti di contenuti perdendo di SACRALITA’ed ARMONIA del profondo del mistero. ONORE ad ARNAUD BELTRAME per il suo atto eroico..Pero’ mi chiedo essendo un militare non poteva difendersi dalla coltellata dal solito parassita

  2. Il primo nemico dell’Europa, dei suoi popoli e delle sue nazioni, é il dilagante nichilismo di stampo sessantottino e marxiano, che ha creato quel vuoto spirituale che sta favorendo l’espansione di una dottrina aliena come l’islam nel nostro continente. Per sconfiggere sia il nichilismo che l’islam occorre recuperare quel cattolicesimo virile e tradizionale di cui l’articolo fa menzione.

  3. https://www.ladepeche.fr/article/2017/12/14/2703994-attentat-un-exercice-mobilisateur.html “Anche a Carcassonne c’è stata un’esercitazione. E simulava proprio “una strage di massa che ha avuto luogo in un supermercato”. E’ accaduto a Carcassonne, il 13 dicembre. E a guidare l’esercitazione coi suoi 60 uomini, era il tenente colonnello Arnaud Beltrame. Quello che il 23 marzo ha offerto di sostituirsi a un ostaggio, una donna, e il terrorista Redouane Lakdim , 25 anni, ha accettato. ..I giornali locali riportano l’incredibile coincidenza, “que donne le froid dans le dos”, che da i brividi. Il tenente colonnello è morto eroicamente. Ucciso, ma la narrativa sorvola sul come e da chi. E’ sottinteso che è stato ucciso dal terrorista, ma se invece magari dalle teste di cuoio durante l’irruzione? Macron lo celebra, la Francia lo piange. Ci mancherà anche il suo commento su chi, come e perché ordinò quella esercitazione profetica. Anche il terrorista del resto è morto e non potrà dire come è andata. E’ il solito piccolo delinquente drogato, che si è “radicalizzato” in carcere, schedato dal DGSE come sospetto jihadista, ma la sorveglianza era stata sospesa. Il mattino del delitto, i vicini lo hanno visto accompagnare a scuole le sorelline. Tutto come sempre…”
    Insomma l’ennesimo psyops, con le stesse modalità di sempre, e come al solito tutti cascano nella trappola dello “scontro di civiltà”, quando non c’è nessuno scontro visto che questi presunti terroristi non sono altro che figli dell’occidente, creazione dell’occidente decadente e nichilista che in Francia(guarda caso) ha il suo centro nevralgico… Il cattolicesimo virile e templare, che apprezzo quando non diventa esclusivismo oltranzista e legalista, ad oggi è puro formalismo, è un “guscio vuoto”, una “scorza senza nocciolo”, e con la chiesa di Bergoglio e le dinamiche odierne diventa pura utopia pensare ad un “risveglio cristiano” in occidente, apprezzo sicuramente le buone intenzioni dei precedenti commentatori, io stesso le condivido in alcuni punti, come la bellezza e profondità indiscutibile della messa tradizionale, ma non prendiamoci in giro ragazzi, guardiamo alla realtà dei fatti, il cattolicesimo ha finito la sua forza vitale, ha terminato il ciclo della sua esistenza,e Bergoglio mette la definitiva pietra sopra questa storia millenaria… Così come fu per la Roma pre-cristiana, oggi la situazione è molto simile, e i nuovi “pagani” saranno i cattolici, rimasugli di una civiltà che non esiste più, persi nell’edonismo di massa, nell’inciviltà dell’opulenza e del consumo, nel grigiore dell’individualismo materialista e dell’ideologia dei mercanti, quelli che si dovrebbero scacciare dal Tempio… peccato che in Vaticano conta più Soros che Cristo… chiedo scusa per la durezza delle mie parole, ma non vedo degli spiragli in questo senso…

  4. @Stefano: questi maghrebini nati in Francia e cittadini per ius soli, saranno pure figli dell’Occidente decadente e nichilista, ma nella società francese sono sempre un corpo estraneo, e quindi un problema. Giusto il paragone tra la Roma imperale pre-cristiana e l’odierna Europa “cristiana”, ma questo è il risultato dell’autodistruzione attuata dalla Chiesa con il CVII, non più Chiesa di Cristo, ma “chiesa universale”, dove Gesù e Maometto sono messi sullo stesso piano. Sicuramente, con l’attuale pontefice argentino ed un clero progressista e moralmente corrotto, le speranze di una rinascita cristiana sono pari a zero: credo che questo spetti di più ai credenti.

  5. I cattolici tradizionalisti sono tali e quali agli jihadisti: pretendono di avere la verità e vorrebbero per giunta imporla a chiunque. Quanto al CVII, la Chiesa non poteva che adeguarsi alla modernità dal momento che non era assolutamente più in grado di plasmare la realtà circostante. E, poi, il cardinale con tre metri di strascico oggigiorno non può che apparire ridicolo. Sia spazio più allo spirito che alla forma; si ritorni all’essenzialità del cristianesimo delle origini, ma soprattutto si dimostri la veridicità dei riti cristiani; perché fino a prova contraria non sono altro che degli spettacoli: a volte esteticamente belli ma spesso di cattivo gusto (tanto vale farsi l’abbonamento a teatro).

  6. Antonio. Tutte le religioni hanno una componente teatrale. Ma quello cattolico era di qualità.

  7. Il nichilismo di stampo sessantottino e marxiano per me è giunto assai prima del CVII. Che ha fatto danni certo, ma non ha favorito una secolarizzazione che procedeva comunque…

  8. Divertenti le spassose capriole fantasiose nel porre dubbi dell’accaduto criminale del solito maghrebino di Carcassonne.E’ quali sarebbero i dubbi degli altri atti criminali commessi da questi esseri che si suppone vengano a civilizzarci??? E’ meglio tacere per grazia di DIO misericordioso..Non va piu’ infilare SOROS come DEVIL per ogni criminalita’.Questo si vedra’ in tutta la realta’ quando SALVINI comincera fare piazza pulita espellendo tutti questi portatori di civilta!!! Cosa combineranno e solo allora si capira’….La fede e’un dono che racchiude sensiblita e candore d’animo..cio’ vuol dire essere misericordiosi ma non COGLIONI e’ bene tenerlo in mente..

  9. Caro Fernando i cosiddetti fondamentalisti sono finanziati, stipendiati ed armati da noi, noi occidentali, francesi, inglesi, americani, italiani, israeliani, sauditi etc etc… Quindi per me è lecito pensare, che questi attentati, dalle torri gemelle al bataclan, da Londra a Parigi,che hanno tutti sempre le stesse modalità è impossibile che siano atti che l’intelligence non possa tenere sotto controllo, e se come ormai anche i muri sanno siamo nel mezzo di una guerra non ortodossa, io semplicemente mi chiedo cui prodest? La risposta è chiara, conviene proprio a tutti coloro che fanno la guerra ad Assad, agli stessi che ogni giorno inventano false notizie per accreditare i “ribelli siriani” che poi guarda caso tornano a “casa” e fanno attentati, agli stessi che in questi giorni espellono diplomatici russi per un inventato caso di una spia doppiogiochista che da anni viveva a Londra, conviene agli stessi che criminalizzano l’Islam e i musulmani che combattono contro il fondamentalismo islamista da noi, e ripeto da NOI finanziato… La situazione è chiara e sotto gli occhi di tutti, se poi vogliamo dire che i “barbari” sono i musulmani e il terrorismo è colpa loro va bene, continueremo ad esportare la nostra “democrazia”, continueremo a produrre il fondamentalismo eretico che ci piace tanto, Al Qaeda ed Isis sono nostri amici e non lamentiamoci delle conseguenze, degli immigrati e di tutto il resto, perchè la contraddizione è evidente, se si sostiene Iran, Siria,Russia, Hezbollah si sostiene la civiltà e i nemici del fondamentalismo, se si sostengono “ribelli siriani”, Arabia Saudita,Israele etc si sostiene il terrorismo, ovvero coloro che fanno gli attentati in casa nostra, ovvero immigrati che dallo spaccio di droga passano all’Isis, coloro che sono nati e cresciuti da occidentali in ogni cosa e che se vivessero in un qualsiasi paese veramente islamico sarebbero a marcire in galera per il resto della loro vita… L’Islam è l’unico avversario vero dei terroristi,e li combatte sul campo, noi che facciamo invece? Questa è la domanda, altro che cattolici, non saremmo in grado nemmeno di allacciare le scarpe ad un qualsiasi combattente iraniano o libanese o siriano…

  10. E comunque, giusto per precisare, il “cattolico tradizionalista” Beltrame è stato omaggiato da tutte le Logge francesi in quanto massone, e anche dal giornale del Partito Radicale italiano, organo ufficioso della massoneria… Ora conciliatemi questo con il suo presunto cattolicesimo tradizionalista… http://www.opinione.it/politica/2018/03/26/rocco-schiavone_arnaud-beltrame-ero-massone-dimaio-fico-casaleggio-bindi/#

  11. Nel 1830 con un’operazione militare su larga scala il Re di Francia Carlo X invase e conquistò la Reggenza di Algeri, allora sotto il dominio dell’Impero Ottomano. Gli Stati barbareschi di Algeri, Tripoli e Tunisi, da secoli depredavano le coste cristiane mediterranee, rapendo pure donne e bambini per i quali poi richiedevano riscatti o che erano destinati alla schiavitù ed ai bordelli locali. Fu una liberazione per l’Italia, in specie per le coste liguri, dove gli abitanti non avevano scampo, essendo oltretutto da secoli rovinata in vari punti la romana Via Aurelia. Ed adesso? Chiediamo scusa, attraverso l’impunità ai maghrebini, per aver posto fine all’infame commercio? Per la verità non molto meglio erano i Vikinghi del Nord, che vivevano pure loro di saccheggi e rapine, e che ho letto essere oggi oggetto di un culto diffuso, specialmente a “destra”…Oibò…

  12. Sta succedendo, in un mondo sempre più alla rovescia, che i difensori della tradizione sono i massoni…

  13. Espellere non basta. Bisognerebbe essere molto più radicali…

  14. @Stefano: condivido le perplessità da te espresse in merito alla presunta cattolicità del gendarme ucciso, di cui l’affiliazione massonica é certa. Tuttavia non é da escludere si fosse redento, succede. Che l’ISIS sia stato finanziato da USA, Israele e compagnia, in funzione anti-Assad, é noto a tutti. Ammesso che gli attentati di matrice islamista che hanno colpito l’Europa negli ultimi 20 anni, siano in realtà delle “false flag” pianificati dai servizi segreti, a mio avviso é irrilevante. Se tiriamo fuori questa storia delle “false flag”, ci facciamo del male da soli, e rischiamo di giustificare la presenza dell’islam in Europa, che é assolutamente fuori dalla natura.

    @Felice: quel maledetto Sessantotto é arrivato certamente dopo il vergognoso CVII, e ad essere obiettivi il primo è conseguenza del secondo, perché solo in presenza di una Chiesa contraffatta, permissiva davanti a tutto, poteva svilupparsi e diffondersi nella società, con tutte le conseguenze che conosciamo. Sicuramente il germe velenoso del Sessantotto ha origini più remote, e su questo posso concordato.

  15. La Chiesa nel 1963 ormai contava poco nel mondo, tranne che in Italia, dove il papa era il vero segretario della DC. Ma era comunque politichetta da compagnuzzi della parrocchietta, non ideologia profonda e globale…

  16. Come era meglio il mondo prima della globalizzazione.

  17. Sono daccordo ovviamente sul maledetto 68 come origine della società post-moderna ed edonista, sono anche daccordo sul fatto che il CVII sia stato uno spartiacque ed abbia contribuito al processo di “mutazione antropologica” degli italiani, ma si potrebbe andare ancora più a ritroso nel processo di decandenza, iniziato molto prima ancora… Ovviamente sono anche daccordissimo sulle misure dure da adottare contro l’immigrazione, il punto diciamo su cui non sono daccordo è l’equazione Immigrazione-Islam, che secondo me sono due cose differenti, perchè i mondialisti liberal che vogliono l’integrazione e il multiculturalismo sono gli stessi che poi finanziano il terrorismo che a sua volta serve per combattere l’Islam tradizionale e i residui di spiritualità e valori cristiani in occidente, insomma secondo me musulmani veri e cristiani veri hanno gli stessi nemici, ed infatti la Chiesa Ortodossa e la Russia hanno ben capito tutto ciò e fanno fronte unico con l’Islam tradizionale… Gli immigrati sono africani, non musulmani, l’Islam è una religione universalista come il cristianesimo, il paese islamico più numeroso al mondo è l’Indonesia, e di certo non sono gli indonesiani il problema… Quindi vanno distinte le cose, perchè lottare contro una religione come l’Islam che ancora conserva dei valori ed una certa virilità significa anche affossare tutta la spiritualità tout court, cristianesimo compreso, perchè coloro che vogliono una società atea e materialista, che non vogliono i crocefissi nelle scuole come la Francia ultra-laicista, sono gli stessi che poi alleandosi con i wahabiti-salafiti islamici cercano di estirpare l’Islam vero, la lotta è fra Tradizione e Nichilismo, non fra occidente e oriente o fra Cristianesimo e Islam… La spiritualità va difesa sempre a mio parere, perchè è comunque un antidoto ed una resistenza ai dis-valori post-moderni, e se i cattolici prendessero esempio dai combattenti siriani allora si che ci potrebbe essere un risveglio… P.S. Su Beltrame non nego che possa essere stato un “buon” massone e poi un ottimo cristiano, non ho pregiudizi e non ho di certo argomenti che possano farmi pensare questo o il contrario di questo, mettevo solo in evidenza una certa contraddizione nel personaggio, e quando vedo certa gente che omaggia questa figura, mi faccio qualche domanda visto che di solito sono dalla parte opposta di certe figure, tutto qua… Cordiali saluti.

  18. Ringrazio chi ha scritto l’articolo perché non sapevo della fede di quest’uomo. Da frequentatore della Messa Tridentina mi fa piacere sapere che Beltrame era un cattolico (è meglio dire semplicemente “cattolico”, senza l’aggettivazione “tradizionalista”: o si è cattolici o non lo si è).

  19. Un piccolo appunto: per quanto non abbia alcuna simpatia per ’68 e sessantottini, bisogna stare alla larga da demonizzazioni aprioristiche. Si ricorderà come nell’Italia ingrigita ed ingessata di allora, almeno agli inizi la contestazione abbia rappresentato una forse inevitabile valvola di sfogo e di competizione culturale per qualsiasi giovane intelligente. Il problema sta molto nelle ideologie dei cattivi maestri e nella valenza libertaria nel significato peggiore del termine che acquisì quel movimento. Tuttavia il ’68 fu solo la miccia che fece esplodere una polveriera già minacciata da tempo, ricordiamolo bene.
    Quanto a lefebvriani e dintorni attenzione: non tutto ciò che è oro luccica. La frequentazione della – bellissima – messa tridentina non costituisce il sine qua non per il buon cristiano.

  20. Cupo. In realtà era già globalizzato, almeno per le classi alte, europee ed americane.

  21. x 20 luglio – Ti ringrazio per aver ripreso il discorso. Intendevo dire che o si è cattolici o si è non-cattolici, non demonizzo la Messa “novus ordo” (non è che chi frequenta questa non sia cattolico ma effettivamente ha causato grossi problemi, mettendo al centro l’assemblea anziché Dio). L’articolo usa la parola “tradizionalista” per far capire immediatamente, e va bene, ma “cattolico tradizionalista” è improprio, perché sembra che ci siano i cattolici “normali” e i cattolici “tradizionalisti”. Ciò che volevo affermare, senza correggere sostanzialmente l’articolista, è che o si crede a quello che la Chiesa Cattolica ha sempre insegnato, e allora si è cattolici, oppure si crede a qualcosa di diverso, e allora non si è più cattolici, anche se ci definiamo tali. Negli ambienti dove si frequenta la Messa in latino (che è semplicemente la Messa di sempre) non si usa dire “tradizionalisti”, una tale qualifica è usata in modo dispregiativo da altri. La mia è solo una precisazione.

  22. Rispettabilissimi i luoghi ove si celebra la Messa in latino, ma non possono essere che per pochi. Vale a dire sono ininfluenti per mutare i costumi degenerati di oggi in tutti gli ambiti…

  23. Certo, è chiaro che o si è cattolici o non lo si è. Mi premuro solo mi stare in guardia rispetto agli “ambienti della messa in latino”. Tanti fedeli sono pii e devoti, ma non mancano vecchi nobili che oramai trivano il loro unico scopo nel perpetuare tradizioni svuotate di significato, invertiti e gente che appunto alla sola forma bada.

  24. Si concordo anch’io con la precisazione di 20 luglio ed in seguito di paleolibertario, ovviamente l’attributo “tradizionalista” è assolutamente un orpello inutile a meno che non sia riferito per comodità ad un determinato modo di intendere la cristianità(alla Burke per dire) o più propriamente ai lefebvriani per cui non ho mai avuto particolare simpatia… Ma può essere riferito anche a un orientamento di tipo “perennialista”, ricordo infatti che molti intellettuali, anche non cattolici, si mobilitarono per la difesa della Messa tradizionale, seguendo l’iniziativa di Cristina Campo che fondò l’organizzazione “Una Voce-Italia” che elaborò anche due documenti in favore della Messa Romana, documenti che videro fra i firmatari personalità di spicco come R. Amerio, J.L. Borges, G. De Chirico, A. Del Noce, C.T. Dreyer, J. Maritain, E. Montale (pochi mesi dopo eletto vicepresidente di “Una Voce-Italia”), S. Quasimodo, M. Zambrano Del Noce, E. Paratore, J. L. Borges, M. Luzi,A. Christie e che produssero la preservazione del latino nella liturgia romana (cfr. la Lettera Apostolica di Paolo VI Sacrificium laudis, del 1966) ma anche ”l’indulto”, concesso da Paolo VI il 5-11-1971 per quanto concerne l’uso della Messa tridentina in Inghilterra e Galles. Poi la Campo passò al rito bizantino, in quanto vide nel “novus ordo” una sconfitta irrimediabile… Ovviamente qua si potrebbe discutere delle “aporie” della Campo, del suo “tradizionalismo” inteso anche in senso “perennialista”, dell’amicizia col grande sodale di Guenon ovvero l’hindù Anand Coomaraswamy, del rapporto controverso con Zolla ,che si ruppe pare proprio a causa della ostinata difesa della Messa Romana da parte della Campo, l’amicizia con il rabbino A.J. Heschel, colto studioso della filosofia ebraica medievale, kabbalah e chassidismo –che la stessa Campo presentò in traduzione italiana per Rusconi nel 1970 (L’uomo non è solo: una filosofia della religione), dunque parallelamente alla battaglia per la Messa romana! –non costituisce un atteggiamento usuale per un cattolico “tradizionale”: a maggior ragione se l’A. in oggetto, definito dalla Campo “come ogni mistico […] homo liturgicus”, fu uno degli ispiratori di uno dei documenti più avversati in ambito cattolico-tradizionale, Nostra Aetate. Deduce da ciò F. Ricossa: “Quindi anche nel 1970 C. [Cristina Campo] non difendeva tanto la Tradizione ma le tradizioni, non l’Ortodossia , ma il ‘Sacro’, non tanto la Messa ma il ‘Rito’…”. Allo stesso tempo la Campo fu amica e interlocutrice privilegiata anche di Mons. Lefebvre, sacerdote nel quale ella vide “l’intemerato custode dell’ortodossia” e con cui nei sui ultimi anni ebbe un rapporto “totalizzante”… insomma ho descritto tutto questo per dire che ci sono molte sfaccettature e punti di vista diversi anche su questo tema della difesa della Messa Romana, e che non per forza certe cose si escludono a vicenda, come dimostra la biografia di una delle più grandi a mio parere poetesse del novecento… P.S. Concordo anche con l’appunto ultimo di Felice…

  25. Tre impostori erano, tre impostori resteranno.

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