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Pop. I Simpson in versione Lego per i venticinque anni della serie tv

Pubblicato il 26 febbraio 2014 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cultura Televisionando

LEGO simpsonsIl 2014 è sempre di più l’anno dei Lego, i celebri mattoncini di plastica con cui costruire qualsiasi cosa ci venga dettato dalla fantasia. Dopo “The Lego Movie”, nelle sale cinematografiche in questi giorni, è la volta dei Simpson. L’azienda olandese ha messo in vendita una casa da montare, che ricalca perfettamente quella della famiglia più spostata d’America, completa di personaggi. Il gioco è stato messo in vendita negli USA in occasione dei 25 anni della serie TV e arriverà in Italia in primavera. Inoltre la Fox, rete su cui vanno in onda i Simpson, ha annunciato una puntata interamente fatta con i Lego.

La fama del cartone animato ideato da Matt Groening quindi aumenterà sempre di più e approderà anche nell’universo dei bambini più piccoli, ai quali il cartone non è indirizzato, essendo tagliato sul pubblico degli adolescenti. Spesso infatti i Simpson sono stati accusati di essere diseducativi e volgari, anche se recentemente sono stati rivalutati. Nonostante le marachelle di Bart, le avventure scomode di Homer e la presenza nella città di Springfield di una selezione di personaggi ben poco raccomandabili, il cartone manda messaggi positivi, nascosti da una facciata irriverente. I protagonisti sono una famiglia unita, in cui i genitori si occupano dei figli senza lasciarli a loro stessi. Una famiglia non sfasciata in cui il padre e la madre, Homer e Marge, nonostante tutto, rimangono insieme. Non è la famiglia della Mulino Bianco, ma d’altronde nessuna famiglia lo è. I Simpson insegnano che nessun matrimonio è perfetto ma che il proprio marito e la propria moglie sono tali “nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia finché morte non ci separi”.

Inoltre Springfield è una comunità di persone che molto spesso si riunisce attorno alla chiesa per risolvere i propri problemi, in cui vige un patto di convivenza pacifica e reciproca e in cui dopo i grandi scontri ritorna sempre la pace. Essere parte di Springfield vuol dire anche essere parte di un gruppo umano in cui nessuno è realmente solo. Ad esempio il barista Boe, che celebra il Natale cercando di impiccarsi, si ritrova alla fine in una casa accogliente a festeggiare. In tempi di individualismo sfrenato, un messaggio del genere vale oro e non ci può essere nulla di più educativo.

@barbadilloit

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Di Francesco Filipazzi

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