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Corsivi. Ritratto di Franco Rodano, il cristiano che scelse il comunismo e Berlinguer

Pubblicato il 17 Febbraio 2020 da Stefano Sacchetti
Categorie : Politica

Franco Rodano

Il rapporto tra il mondo cattolico e quello comunista è sempre stato ambiguo e sibillino, seppur intruppato di enfasi retorica. Per rimanere nell’ambito della più stretta attualità, il rapporto tra la cultura cattolica e il pensiero radical chic non è mai stata stretto e determinante come in questi anni. Nel mezzo delle frizioni tra conservatori e progressisti all’interno della Chiesa stessa, si può incappare, nelle pagine culturali di un magazine digitale, in un corsivo in cui si parla del Psi, di Bettino Craxi e del rapporto incompiuto tra lui e Berlinguer avvenuto (così pare, ma gli storici asseriscono ben altra cosa) tramite la mediazione di Franco Rodano. Il segretario e consigliere di Berlinguer era Antonio Tatò e fin qui non ci sono dubbi. Inoltre, aggiungendo un po’ di biografia spicciola contornata dalle tesi dello storico Giuseppe Fiori, Berlinguer e Rodano si incontrarono, pare, cinque o sei volte. Indubbiamente, però.  Rodano ha gettato le basi per concretizzare il pensiero cattocomunista in autentica prassi politica incarnando una sorta ponte diplomatico tra Palmiro Togliatti e Don Giuseppe De Luca alla fine degli anni quaranta. Risulterebbe scontato però affermare che non ebbe però vita facile dal punto di vista della propria professione di fede. Fu interdetto dai Sacramenti, accusato di fomentare la lotta di classe, salvo un ripristino sotto Papa Giovanni XXIII.  La tensione in realtà apparente tra due culture che si sgretola di fronte all’escatologia di un fine ultimo da raggiungere per conquistare la giustizia, su questa terra.

Franco Rodano era il fondatore di un circolo culturale, La Scaletta, che fu la convergenza di varie voci politicamente eretiche rispetto all’ortodossia prevista dai due mondi sopracitati. Accanto a Rodano si trovano, per l’appunto Antonio Tatò, Adriano Ossicini e Felice Balbo, figure che sono giunte, tramite la sola via dell’intelletto a partorire una convergenza tra Marx, San Tommaso D’Aquino e Theillard de Chardin. La militanza politica di Rodano si declina in maniera poliedrica. Il Partito Sinarchico Comunista, il Movimento dei Cattolici Comunisti e Sinistra Cristiana sono espressioni di tale temperie culturale, stimolata dal conflitto con i nazifascisti, formazioni della durata di circa un anno, poi scioltesi e confluite nel Pci, il partito che a detta di Rodano avrebbe provveduto all’interesse della classe operaia. L’obiettivo era quello ridurre il marxismo a metodologia con cui compiere analisi sulla politica oltre a corroborare la natura del marxismo come canone storiografico atto a porre l’attenzione sulla struttura economica nell’analisi della realtà sociopolitica, anche se dall’altro lato vi è il rigettando della visione materialistica e immanentista.

Figura dimenticata, Rodano, rappresenta la congiunzione tra due culture in cerca di assoluto di cui le diverse espressioni apparse sotto lo stendardo progressista sono in realtà pallide imitazioni.

Testi di riferimento

Fiori, Vita di Enrico Berlinguer, Laterza, Roma-Bari, 2004, pp. 216-217;

Saresella, Cattolici a sinistra. Dal modernismo ai giorni nostri, Laterza, Roma-Bari, 2011.

@barbadilloit

Di Stefano Sacchetti

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