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Agricoltura. Latella (Realtà Popolare): “Un’etichetta italiana per sostituire Nutri-score”

Pubblicato il 8 Gennaio 2020 da Wim Kieft
Categorie : Politica

“Caro ministro, è inaccettabile che l’Italia debba pagare ancora una volta perché si vuole tenere unita un’Europa che non vuole essere compatta sul mercato”. Questo è l’incipit della lettera aperta che Michele Latella, responsabile nazionale politiche agricole di Realtà Popolare ha indirizzato al ministro Teresa Bellanova sulla scottante questione relativa alle politiche comunitarie e, in special modo, al provvedimento del cosiddetto Nutri-score, il sistema di classificazione di cibi e prodotti alimentari molto contestato in Italia.

Latella scrive: “Avendo io parlato del nutri-score il 2 gennaio 2020 e scoprendo che il giorno 6 lei stessa ha rilasciato diverse interviste proprio a proposito di nutri-score, mi permetto di risponderle apertamente. Lei parla di ‘rinviare al mittente l’etichetta nutrizionale francese’, considerandolo un atto dovuto a tutti i produttori e consumatori italiani, nonché europei.  Potrei anche essere d’accordo, ma perché non dice come intende muoversi se la Francia non dovesse essere d’accordo? Lei dice che bisogna creare un’etichetta comune a tutti i Paesi dell’Ue, per evitare che lo stesso prodotto possa essere considerato salutare in Italia e non salutare in Grecia. Ha già avviato contatti con gli altri ministri dell’Agricoltura? E cosa le stanno rispondendo?”.

E ancora: “Lei afferma che l’etichetta a semaforo francese non fornisce una informazione compiuta al consumatore e che adottarla in Italia costituirebbe solo un probabile rischio sul mercato estero. Informazioni che, in linea di massima, potrei anche condividere ma tutto ciò continua a disorientare il  consumatore. Lei parla inoltre di inserire, oltre al famoso semaforo, anche delle quantità consigliate facendo paragoni inconsistenti sull’utilizzo di 50 grammi di parmigiano a fronte di 2 kg. Questa è una superficialità da parte del dicastero all’Agricoltura perché l’etichetta a semaforo francese è già di fatto un pericolo per cinquemila eccellenze italiane dato che Germania, Spagna, Belgio, Svizzera e a breve i Paesi Bassi hanno scelto di adottarla su base volontaria”. Latella aggiunge: “Inoltre la vostra proposta di togliere la volontaria adottabilità o meno dell’etichetta a semaforo potrebbe essere un errore perché nessuno assicura che ad essere dichiarata inderogabile sia il sistema di etichettatura all’italiana dato che il sistema francese è già in uso in sei Paesi Europei. E quindi di che volontaria adottabilità vogliamo parlare?”.

Infine arriva l’appello: “L’Italia è già in forte ritardo per scongiurare la concorrenza sleale che lei dice di voler evitare sul mercato europeo. Possiamo solo sperare che il suo dicastero si adoperi nel proporre una etichetta italiana che si muova al contrario e cioè a rendere la dieta mediterranea convincente agli occhi dei consumatori italiani ed europei. Lasciamo da parte le critiche mosse ai governi precedenti e si metta al lavoro per non affossare ancora di più un comparto già penalizzato oltre misura da quelle stesse politiche che lei tanto difende”.

Di Wim Kieft

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