5

Calcio. L’ultima sfida (da paura) di Ibra dentro le insidie della nostalgia milanista

Pubblicato il 28 Dicembre 2019 da Careca
Categorie : Pallone mon amour

Ibracadabra all’ultima avventura, la più tremenda di tutte: l’operazione nostalgia. Il Milan, pur di esorcizzare gli incubi di questo primo, tremendissimo, tragitto di campionato agiterà il bacchettone magico per scacciare i mostri. Zlatan a 38 anni sarà chiamato a resuscitare un diavolo morto: se avrà nelle gambe un po’ di quella fibra che non gli manca nell’ego, forse potrà riuscire nell’ultima, impossibile, impresa.

I più cattivi hanno visto nel ritorno di Ibra a Milano un segnale inequivocabile del declino del calcio italiano. Una volta, tanti anni fa, i calciatori che a quell’età non avevano ancora voglia di mettere la testa a posto si accomodavano a fare i liberi in provincia. Oggi, invece, Zlatan Ibrahimovic è atteso come il Messia che rivitalizzerà l’attacco dei rossoneri. Ai detrattori ridanciani occorre ricordare che la preparazione atletica e la vita monastica hanno reso i giocatori più longevi, i loro fisici più resistenti e capaci di supportare più a lungo il talento.

La vera sfida di Zlatan è ancora un’altra. Dicono i saggi, specialmente quelli che ostentano d’esser uomini di mondo, che non si ritorna mai laddove s’è stati felici. Il rischio è quello di compromettere un ricordo dolcissimo, inchiodato dal tempo che passa e dalle ristrettezze del presente al miele della nostalgia. Ibrahimovic, portatore sano di mentalità vincente (quello che manca a questo scalcagnatissimo Milan), ha davanti a sé una sfida eccezionale, altro che CR7 alla Juve: se avrà ragione lui, se riuscirà a guidare il diavolo a una rimonta impossibile allora, di San Zlatan, se ne faranno statue al Duomo. Se non riuscirà manco lui a scuotere la depressione che ingobbisce la seconda squadra più titolata d’Europa, rischia di scivolare via e portarsi appresso l’immagine sua di campione al di là del bene e del male.

Di Careca

5 Responses to Calcio. L’ultima sfida (da paura) di Ibra dentro le insidie della nostalgia milanista

  1. Il Milan di Beckham, del secondo Kaka, del secondo Sheva, di Rivaldo, del grasso Ronaldo, di Ronaldinho, Vieri ecc. pare abbonato a queste ‘operazioni mediatico-nostalgiche’ che calcisticamente dicono poco o nulla. Non credo proprio gli andrà meglio con un 38enne che al massimo ha 20-30 minuti nelle gambe. Perchè l’eterno zingaro non è rimasto negli USA? Voleva risentire l’ebbrezza del ‘calcio vero’? Può darsi, ma il Milan che cosa ci guadagna? Troppo facile prevedere che al di là di qualche gollazzo, celebrato come gemma preziosa, poco apporterà ad una compagine che avrebbe bisogno d’interpreti veri, non di fenomeni da baraccone all’ultimo stadio…

  2. Un gran bel giocatore lo “zingaro”, mi è sempre piaciuto di più di Cristiano e Messi, però caspita ha 38 anni, capisco l’operazione sia più che altro un colpo per tirare su il morale ad una piazza in profonda depressione, e capisco anche che sia meglio un Ibra a 37 che un Piatek a 27, però concordo pienamente con quanto detto da Felice, così il Milan fa veramente pena anche a chi milanista non è affatto.

  3. Il Milan è davvero in declino. Penso che per un po’ di anni i tifosi milanisti dovranno accontentarsi del fatto che la loro squadra debba lottare per mantenere la Serie A. Se come “rinforzo” devono acquistare un calciatore di 38 anni, vuol dire che la Società è in difficoltà finanziarie, e questo articolo del Corriere.it lo conferma: https://www.corriere.it/sport/19_dicembre_06/milan-400-milioni-deficit-dieci-anni-finire-cosi-basso-240fb7d4-1814-11ea-addc-85aa5b33ebd7.shtml. Ovviamente auguro all’AC Milan di riprendersi, perché, a prescindere dal fatto che si è tifosi o meno, rappresenta uno dei club più prestigiosi al mondo.

  4. Fra un po’, temo, il disastro Milan sarà superato dal disastro della mia Juve… Ce ne sono tutte le avvisaglie, purtroppo…

  5. …il classico colosso dai piedi d’argilla a tutti i livelli, dirigenziale, tecnico, di giocatori. La Juve per serie C, la Juve Women, gli ingaggi pazzi, gli stipendi elevatissimi, un organico pieno di Old&Broken, 1000 dipendenti ecc. Mi viene in mente il Trump Taj Mahal di Atlantic City…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *