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Musica. Arriva la raccolta dei Pink Floyd “The Layet Years”: è tempo di bilanci

Pubblicato il 28 Novembre 2019 da Stefano Sacchetti
Categorie : Musica

Il 29 novembre 2019 esce Pink Floyd The Later Years un mix suddiviso in un cofanetto composto da 16 cd, il raccordo dell’intero lavoro della band dal 1987 ad oggi, voluto da Dave Gilmour, Nick Mason e Richard Wright. La rivisitazione della produzione porta con sé l’inclusione di memorabilia quali sticker, poster, cover art dedicate, con l’aggiunta in un libro di quaranta pagine composto dai contenuti riguardanti i tour di quegli anni, oltre ai memorabili concerti di Venezia e Knebworth, con l’aggiunta di materiale audiovisivo recuperato per volontà di Gilmour e Andy Jackson. Un remake che porta ad interrogarsi sulla consistenza di un gruppo che, per ragioni non solo anagrafiche, trascende la dimensione musicale e si inserisce nel patrimonio culturale, trafiggendolo.

Quando si parla di Pink Floyd si entra in contatto con fenomeni con i quali la musica assume il ruolo di amplificatore culturale. Psichedelia, altre dimensioni esistenziali e sensoriali, caduta del muro, disagio sociale, ecologia, rischio atomico, disintegrazione degli individui appoggiata ed incrementata dall’ideologia consumistica. Non solo musica, per l’appunto. Tutti lati di un medesimo prisma, punti cardinali di un immaginario, ormai collettivo. I Pink Floyd sono destinati ad uscire dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica della società, della politica e del jet set. Il 1987 è l’anno di svolta per la produzione dei Pink Floyd. Inizia, musicalmente, con A Momentary Lapse of Reason, l’album che segna la ripartenza del gruppo dopo l’abbandono burrascoso di Roger Waters. Un album il cui bersaglio risiede nelle classifiche, la cui scalata è rafforzata da un tour di quasi due anni. Quella data si rivela, al contrario, magica per via di un nuovo assalto alle classifiche da parte del pubblico. Il 1987 un annus mirabilis suggellato dall’affermarsi nella dimensione live, vera cinghia di trasmissione con cui la band ha deciso di rischiare nel post (inteso come “postrock” e “postWaters”), per imprimere la propria immagine nell’antologia della storia del rock, spesso con un’enfasi pirotecnica senza precedenti. Pink Floyd, appunto, oltre la musica, un monumento onirico, scandalo del sensibile, una pietra miliare.

Di Stefano Sacchetti

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