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Effemeridi. Il premio Nobel per la Medicina Alexis Carrel (dimenticato perché aderì al fascismo)

Pubblicato il 6 Novembre 2019 da Amerino Griffini
Categorie : Cultura

Alexis Carrel

EFFEMERIDI – 4 Novembre 1944. A 71 anni muore a Parigi, sfuggendo così alle carceri dell’epurazione, il Premio Nobel per la Medicina Alexis Carrel.

Nacque nel lionese. Dopo la laurea in Medicina conseguita nell’Università di Lione fu medico chirurgo nell’Hotel Dieu della sua città e docente nell’Università nella quale aveva studiato. Nell’ospedale dove operava sollevò il sarcasmo dei colleghi per aver sostenuto e argomentato la possibilità del trapianto di organi.

Nel 1904, anche a causa dell’ottusità riscontrata in patria, partì per gli Stati Uniti dove insegnò nell’Università di Chicago e proseguì le sue ricerche nel Rockefeller Institute for Medical Research di New York come direttore della sezione di Chirurgia sperimentale.

Gli fu riconosciuta e confermata fin dall’inizio della sua emigrazione la fama di pioniere della chirurgia vascolare e del trapianto di organi.

Nel 1912 per i suoi meriti scientifici gli fu assegnato il Premio Nobel, a quell’epoca riconoscendogli cosi la veste di essere uno dei più importanti ricercatori del secolo.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale tornò in Francia per mettere le sue competenze al servizio della sua patria scontrandosi però nuovamente con l’ottusità e l’incompetenza. Assieme al chimico inglese Henry Drysdale Dakin trovò un trattamento delle ferite e delle ustioni; un ritrovato che consentì di salvare migliaia di soldati feriti nella Grande guerra. Molte altre vite avrebbero potuto essere salvate se l’amministrazione burocratica avesse accolto altre sue scoperte scientifiche.

Chi credette in lui e cercò di aiutarlo nelle sue imprese di scienziato fu il Maresciallo di Francia Philippe Pétain fino a fargli ottenere la Légion d’Honneur.

Nel dopoguerra Carrel affrontò nuovi campi d’indagine e negli anni Trenta,aiutato in ciò dall’amico Charles Lindbergh, l’”aquila solitaria” americana, pioniere dell’aeronautica e suo “allievo” tecnico, proseguendo gli studi sulla circolazione sanguigna extracorporea, progettò un prototipo di cuore artificiale.

Lindbergh, con il quale aveva anche una comune visione del mondo e anche i risvolti politici, pochi anni dopo, a fronte della politica guerrafondaia del Presidente Roosewelt, fu tra gli esponenti dell’America First Committee che cercava di scongiurare l’intervento degli Stati Uniti nel conflitto.

Un Comitato che ebbe tra gli esponenti più in vista, oltre a Lindbergh, gli scrittori Sinclair Lewis e Gore Vidal, l’architetto Frank Lloyd Wright, Walt Disney, il miliardario Joseph P. Kennedy e il figlio di quest’ultimo, futuro Presidente degli Stati Univi, John Fitzgerald Kennedy, tutti ovviamente accusati da Roosewelt di essere filofascisti, amici della Germania e antisemiti.

Nel 1935 Alexis Carrel pubblicò un libro “L’homme cet inconnu”, frutto delle sue riflessioni e del pensiero umanistico; libro che ebbe un successo enorme, tradotto in varie lingue.

In esso, Carrel, tra l’altro sviluppò una radicale critica alla società del profitto.

In quegli anni Trenta aderì al Parti Populaire Française, il partito fondato dagli scissionisti dal Partito comunista francese guidati dall’ex segretario dei giovani comunisti e sindaco di Saint-Denis, Jacques Doriot, partito, il PPF, che divenne il più importante dei numerosi partiti “fascisti” francesi.

Nel 1939, quando iniziò la Seconda guerra mondiale, si trovava nuovamente negli Stati Uniti da dove chiese al suo Paese di essere arruolato e inviato al fronte ma, a causa della sua ormai vetusta età, non gli fu concesso. Dopo l’armistizio del 1940 rientrò nella Francia divisa in due, tra territorio occupato (Parigi) e territorio libero (Vichy).

Propose al suo vecchio amico divenuto Capo dello Stato del Governo di Vichy, la possibilità di dar vita ad un centro scientifico-umanistico. Fu così che nel 1941 poté realizzare la Fondation française pour l’etude des problèmes humains nellaquale riuscì a coinvolgere personalità come l’economista François Perroux, l’architetto svizzero Le Corbusier, il medico scienziato Jacques Ménétrier, l’antropologo e psicoanalista Robert Gessain, il chimico e storico della scienza Maurice Daumas e il sociologo e demografo Alfred Sauvy.

Ugualmente, il Governo di Vichy, dopo aver fondato il Centre Français de Synthèse al fine di raccogliere il consenso di personalità attorno ai princìpi della Révolution Nationale, fece sedere nel Consiglio nazionale dell’istituto, anche Carrel assieme al capofila del sindacalismo rivoluzionario francese Hubert Lagardelle, allo storico Lucien Romier, al filosofo Gustave Thibon e ad altre personalità di spicco della cultura.

Quando, nell’agosto 1944, gli Alleati presero Parigi, fu catturato e le sue opere furono vietate. Morì di lì a poco riuscendo così a sottrarsi ad un probabile processo e alle vendette dei vincitori; “l’Humanité”, organo del PCF, nell’annunciare la sua morte scrisse: “Questo ciarlatano della scienza era accorso dall’America per mettersi al servizio dei boches”, dimenticando che nel 1940 lo stesso giornale era stato dalla parte dei boches (conseguenza all’accordo Hitler-Stalin) fino all’attacco dei tedeschi all’URSS.

Alle esequie del Premio Nobel Carrel non partecipò nessun rappresentate politico del nuovo governo francese.

La moglie dello scienziato, Anne, curò in seguito la pubblicazione di un altro suo libro, “Réflexion sur la conduite de la vie”, e nella prefazione scrisse: “Egli tendeva a raggiungere una sintesi totale, atta ad utilizzare tutti i materiali accessibili, integrati in una conoscenza superiore che concepisce l’uomo come un tutto, visto nella totalità delle sue funzioni fisiologiche, mentali e spirituali. Avrebbe desiderato affidare questo compito a una piccola schiera di uomini di prim’ordine, situata al di fuori delle piccole contingenze quotidiane, in condizioni di calma tali da permettere loro di concentrarsi in comune in un vero e proprio cervello collettore che avrebbe dovuto essere il focolaio in cui convergessero turti i lavori messi a sua disposizione, secondo un metodo che Carre definiva pensiero collettivo”.

La persecuzione nei confronti di Carrel non è ancora terminata: nel 1994 i comunisti imbastirono una polemica contro l’Università di Lione accusata di aver dedicato ad un “nazista” la Facoltà di Medicina.

Stessi personaggi in versione tedesca nel 2006 riuscirono a cambiare il nome ad una strada di Hannover che gli era stata dedicata.

Adesso, ai cacciatori di teste restano da cambiare il nome di un cratere della Luna e ad un’isola dell’Antartide che nel frattempo sono state intitolate al grande scienziato umanista.

@barbadilloit

Di Amerino Griffini

One Response to Effemeridi. Il premio Nobel per la Medicina Alexis Carrel (dimenticato perché aderì al fascismo)

  1. Vorrei solo aggiungere che Carrel fu anche un sostenitore della possibilità che a Lourdes avvenissero guarigioni miracolose. Da scettico accompagnò una malata nel 1903 e ne constatò la guarigione inspiegabile. Ebbe problemi anche per questo nella Francia ultra laicista di inizio Novecento anche perché si avvicinò alla fede cattolica e questo, ovviamente, fu visto in certi ambienti come un tradimento. Di cui non si pentì mai…

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