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Leopolda. Oltre gli slogan, Renzi è il migliore allievo di Berlusconi?

Pubblicato il 21 Ottobre 2019 da Alemao
Categorie : Politica

Non ci saranno più signori delle tessere, niente truppe cammellate. Zero correnti, anzi: “Ciao ciao, correnti!”. Il sogno di Italia Viva è una coltellata in petto al Partito democratico.

Matteo Renzi, dal palco della Leopolda, ha lanciato la nuova formazione politica e ha tracciato le linee guida. È anche dagli slogan, o forse soprattutto da questi, che si riconosce un’ispirazione politica e, nei limiti del presente impossibile, ideale.

Quello di Renzi è un partito che guarda alla retorica moderata. Allo smantellamento dei luoghi della politica attraverso la demonizzazione delle storture del sistema partito novecentesco. Le correnti, lungi dall’essere più laboratorio politico e ideale interno e necessario alla dialettica di una formazione politica più ampia, sono ricettacoli di piccole e grandi rendite di posizione da estirpare. Da lanciar via dalla finestra. L’iscrizione in massa di cittadini, che si riconoscano (più o meno consapevolmente?) in questo o in quel leader è operazione di ammassamento di viveri in vista della definizione degli equilibri di potere. Se si celebrassero i congressi, e se lo si facesse liberamente, la bontà dell’una o dell’altra posizione sarebbe avvalorata solo dal voto favorevole di un numero congruo di delegati e/o iscritti. Le storture del sistema sono storia ma l’idea di fondo, detto tra noi, non è che sia sbagliata.

Innegabile che queste posizioni avranno due effetti, che la politica del nostro Paese ha già sperimentato. E saranno: l’atomizzazione della base e la recisione, in nuce, di quei papaveri che ambiscono a crescere più in alto degli altri che porterà, dunque, alla stabilità granitica del leader, in questo caso di Renzi, e alla diretta emanazione, da questo, dei dirigenti della formazione, dai maggiori ai minori.

Si rivede, in tralice, la storia che ha caratterizzato Forza Italia, il primo movimento che in Italia si sia caratterizzato come Partito del Capo. E per farlo ha utilizzato la retorica antipartitica, l’immagine dell’entusiasmo, dell’ottimismo e della libertà contro l’elefantiaco sistema burocratico e burocratizzato delle sinistre “illiberali” perché asfissianti già al loro interno. In quel momento storico, all’indomani della caduta del Muro di Berlino con la cavalcata demitizzante che svelò gli orrori accaduti al di là della Cortina di Ferro, quella retorica funzionò così bene da marchiare a fuoco, per gli anni a venire, il dibattito politico nazionale.

Renzi, più di tutti, la lezione berlusconiana pare di averla capita. Adesso c’è (solo?) da convincere gli italiani che in massa votarono il Cavaliere a seguirlo sulla strada di una nuova, e finora non estremamente chiara, rivoluzione liberale. Magari alzando la bandiera della lotta al fisco asfissiante, scaricando tutte le colpe sulla bad company zingarettiana: “Il Pd è il partito delle tasse”, l’altro giorno, lo ha detto Maria Elena Boschi.

Di Alemao

7 Responses to Leopolda. Oltre gli slogan, Renzi è il migliore allievo di Berlusconi?

  1. Deve stare attento a non fallire un’altra volta. Credo gli sarebbe fatale. Spazio teoricamente ne ha, visto il disastro della politica italiana…

  2. Renzi non solo è il migliore allievo di Berlusconi, ma anche potenzialmente più forte venendo dalle fila del centro-sinistra,anche se un occasione l’ha già avuta e quindi non credo che potrà tornare a quei livelli anche perchè nel frattempo il clima politico è cambiato parecchio, di certo si pone come terzo polo rispetto a cdx e csx pronto a rosicchiare consensi da entrambi, lui e Salvini si sono scelti come figure avversarie egemoni del prossimo futuro politico italiano, vedremo chi la spunterà, Renzi ha dalla sua certi “poteri forti” ma non è detto che altri “poteri forti” alternativi non entrino in gioco…

  3. Renzi sembra più furbo (Salvini si è fatto usate dai vaffanculisti per l’infame RdC e poi gettare…). Peraltro imprese di legaioli come oggi Angelo Ciocca con la barra di cioccolato in mano a Strasgburgo (era quello della goliardica scarpa…) gettano il riscredito su tutta la destra italiana, che dovrebbe tra l’altro appoggiare Ankara, non i curdi.

  4. Italia Viva avrà sicuramente successo, ma non andrà oltre il 10-15%. Chi è liberale e liberista lo voterà sicuramente.

  5. Mamma mia..Che cambiamento di giudizi dall’anno scorso.. Certamente con questi due statisti il futuro Italiano sarà roseo,molto roseo,quasi arancione..

  6. Felice sul fatto di Ankara sono daccordo con te, ma è ovvio che non si può dire, anche perchè quella situazione porta acqua al mulino sovranista… Sul fatto che Renzi sia più furbo ho i miei dubbi, anche lui alla fine sta in un governo coi 5stalle e non è detto che non ne pagherà le conseguenze visto che è stato lui a volerlo, tra l’altro Renzi col referendum fece un autogol molto più pesante rispetto a Salvini, quindi è tutto da vedere, se questo governo non dura almeno fino all’elezione del PdR Salvini in realtà avrà vinto la sua scommessa e quindi per giudicare io aspetto ancora, dopo le regionali forse si può iniziare a capire di più e comunque la Lega è ancora il primo partito italiano, risultato che nessuna “destra” ha mai raggiunto… Fernando quale cambiamento di giudizi, io dico le stesse cose da anni ormai, Renzi nonostante sia l’antitesi di tutto quello che penso lo ritengo un politico furbo ed alla fine superiore alle cariatidi di sinistra che ci sono nel PD e nei 5*, l’ho sempre detto e pensato così come ritengo Salvini l’unico per ora a “destra” in grado di raccogliere consensi e aggregare, in politica per fare cambiamenti bisogna considerare i rapporti di forze, e per il momento le urgenze non permettono di creare nuovi rapporti di forze che comunque vedo ben lontani dal realizzarsi, bisogna usare quello che c’è, così come hanno ben capito altrove, poi la Meloni farà al sua crescita ma non arriverà mai al consenso salviniano, i motivi sono molteplici e ci vorrebbe più spazio per spiegarli, ma molti penso che li hai già intuiti… Saluti!

  7. Stefano, Renzi più che furbo credo sia un furbastro e appena si metterà contro frontalmente il PD, troverà dura come non mai.Salvini credo non abbia nulla di destra,lasciamo perdere la dialettica di convenienza strategica del momento, è nel suo DNA.Non vorrei infierire sul suo comportamento dalle ultime elez.politiche fino ad ora,ha inoltre il terrore di Giorgia,che piano piano si sta facendo strada con una strategia che ha sorpreso anche me’.Certamente non arriverà mai lontanissimo,come giustamente mi fai intuire.Il Berlusca non è più affidabile ed credo che stia lavorando per unirsi a Renzi portando con sé Salvini o gran parte della lega, ovviamente sto scherzando.non vedo una personalità che amalgami tutte le qualità per essere un decente capo di governo.In conclusione direi che se non siuovono le masse incazzatissime nelle piazze nulla cambia

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