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Cinema. Cristicchi difende “Il segreto d’Italia” dalla congiura del silenzio

di Geronimo Barbadillo
19 Gennaio 2015
in Scritti
0

locandina-film-Il-segreto-dItaliaCi sono tanti modi per occultare la verità. Nel mondo della cultura e dell’industria cinematografica i film scomodi di solito è difficile produrli. Chi investirebbe su storie e temi politicamente scorretti? “Le uova del drago” di Buttafuoco è stato un romanzo cult, un best seller, ma nessun produttore ha deciso di investire per farne un film.

Poi c’è il caso più gelatinoso, quello della censura, che passa attraverso la formula della congiura del silenzio. “Il segreto d’Italia” è un film revisionista sulla seconda guerra mondiale. Racconta i crimini indiscriminati e truci dei partigiani antifascisti. Su Barbadillo, grazie a Mario Bortoluzzi, ne abbiamo parlato a lungo. E ne parleremo ancora. Anche l’artista Simone Cristicchi, autore del meritorio Magazzino 18 sulla tragedia delle foibe, si è accorto che l’opera di Belluco sta passando sotto silenzio, ad eccezione della partecipazione di Romina Power, interprete nel film, a Porta a Porta, da Bruno Vespa. E allora “ha preso carta e penna” e ha scritto sui social un pensiero che sottoscriviamo per descrivere gli attacchi che sta subendo “Il segreto d’Italia”: “pregiudizi, censure, critiche ideologiche, insulti. Per fortuna, esiste una forma di promozione che nessuno può censurare. Si chiama “passaparola”. “. Un commento e una proposta: fate girare i link con gli articoli sul film e proponente nelle sale del vostro paese la proiezione del “Segreto d’Italia”.  Basta poco. Il passaparola ci renderà ancora di più spiriti liberi? Proviamoci.

La lettera di Cristicchi

cristicchiNon ho visto questo film, ma quello che è successo al regista Antonello Belluco e al suo “Il Segreto d’Italia”, non mi stupisce più di tanto. Il film racconta una vicenda terribile accaduta in tempo di pace: l’eccidio di Codevigo, ad opera di brigate partigiane.

Non voglio entrare nel merito delle polemiche che questi argomenti portano con sé, ma ricordo bene cosa successe prima e in seguito al debutto del mio spettacolo teatrale “Magazzino 18”. Purtroppo, con il coraggioso lavoro di Belluco, trovo molte similitudini: pregiudizi, censure, critiche ideologiche, insulti. Per fortuna, esiste una forma di promozione che nessuno può censurare. Si chiama “passaparola”. E allora…in bocca al lupo Antonello, e coraggio!

Simone Cristicchi

Il comunicato stampa del regista de Il segreto d’Italia, Antonello Belluco

 Sul film “Il Segreto di Italia” di cui sono regista, come su tutto, ciascuno è libero di dire la sua. Deve essere chiaro però che, un giudizio che possa vantare credito in merito ad un lavoro cinematografico deve provenire esclusivamente dai due soggetti che sono titolati a rilasciarlo.

Il primo sono i critici cinematografici. Questi hanno per lo più taciuto, ovviamente tengono famiglia: il film non è politicamente corretto o meglio… potremmo dire non è allineato con settanta anni di vulgata storica fatta solo di buoni e cattivi su cui si sono arroccati i poteri forti nel nostro Paese.

Il secondo soggetto è il pubblico il quale, per la terza settimana, sta riempiendo l’unico cinema nel quale IL SEGRETO DI ITALIA è attualmente programmato: The Space Cinema di Limena di Padova.

Questi sono i fatti. Se due esponenti padovani dell’Associazione Nazionale Partigiani, scrivono che è un film “brutto e dilettantesco” il giudizio, io dico, non ha valore artistico ma solo politico; e se i giornalisti conformisti riprendendo questi giudizi e pontificano che le distribuzioni non lo vogliono per tale motivo, ingannano l’opinione pubblica come hanno sempre fatto per settanta anni e ancora fanno, per difendere un sistema.

La verità è che per andare nelle sale cinematografiche a dicembre ci vuole un portafoglio colmo di soldi da anticipare alle distribuzioni, soldi che Il Segreto di Italia non ha.

Questa è l’Italia, un Paese dove dalla fine dell’ultima guerra si è nascosto un eccidio efferato di uomini e donne e se qualcuno ne parla, facendo un film, quell’opera è già una “schifezza”. E se più di 3000 persone che lo hanno già visto lo hanno giudicato eccellente? Allora sono tutti di Forza Nuova e di Casa Pound.

In questo paese registi del “sistema”, spendono, certo non di tasca propria, milioni e decine di milioni di euro per fare un film. Il Segreto di Italia ha avuto venticinquemila euro dalla Regione Veneto, il resto, per arrivare complessivamente a meno di duecentocinquantamila euro, è arrivato dalla generosità di contributi privati.

Se i critici tacciono il pubblico apprezza. Esponenti dell’ANPI, per lo più oramai costituita da “partigiani” nati a guerra finita, ma che sopravvivono grazie a una montagna di soldi succhiata dalle nostre tasse, denigrino pure il mio film. Io ho parlato di argomenti dei quali ci voleva coraggio a parlare, l’ho fatto con il cuore e senza budget in tasca, mentre a sparare sentenze a spese dello Stato sono capaci tutti. Il film ci è stato richiesto in varie città per gennaio. E’ una lenta macchia d’olio che arriverà ovunque. Abbiate pazienza e aiutateci nelle vostre zone proponendolo agli esercenti. Ad aprile/maggio uscirà il Dvd, il libro sul percorso del film e il cd della colonna sonora.

Stiamo lavorando perché questo progetto di verità continui: “ROSSO ISTRIA” è la sceneggiatura che andremo a realizzare il prossimo anno, salvo impedimenti, per parlare delle foibe.

Lavoriamo perché sia riconosciuta la verità e su questa progettare il senso di identità, unità e pace che caratterizza un popolo come il nostro.

 Buon Natale a tutti voi!

 Antonello Belluco

@barbadilloit

Geronimo Barbadillo

Geronimo Barbadillo

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