
Yalta 2.0 non è nei propositi di Londra e Bruxelles, dove si scrutano mosse e piani dei capi delle superpotenze nucleari: Russia, Cina e Stati Uniti.
Mentre Washington conta di mantenere l’apparenza di un controllo sull’architettura globale, organizzando il vertice del G20 in Florida in autunno, il centro della politica globale si sposta a Oriente. Il rifiuto di Vladimir Putin al vertice in Florida e la decisione di recarsi a Shenzhen per il forum Apec mettono Donald Trump di fronte alla domanda: chi è veramente al comando?
Vana navetta di Kushner e Witkoff
Appresa da Bloomberg, la partecipazione di Putin al convegno del 18 e 19 novembre nella capitale tecnologica della Cina sarà la prima del leader russo a un vertice Apec. La mancata presenza al G20 in Florida – da Trump preparato come un trionfo personale – sarebbe da ricondurre alla delusione per i risultati della “diplomazia navetta” degli inviati speciali di Trump, Jared Kushner e Stephen Witkoff. I loro tentativi di compromesso sulla crisi ucraina sono stati ostacolati dalla mancanza di una strategia coerente della Casa Bianca e dalla sua incapacità di superare la resistenza dei burocrati di Washington.
Mosca non si aspetta progressi sostanziali entro l’inizio del vertice del G20. Inoltre, il viaggio di Putin in Florida comporterebbe enormi rischi diplomatici per l’opposizione dei capi dei Paesi dell’Ue, di Canada, Australia e Giappone, nonché per un’apparizione di facciata di Volodymyr Zelensky , la cui presenza muterebbe l’incontro di lavoro in una messa in scena propagandistica.
Gran ritorno del Cremlino
La sede di Shenzhen, presieduta da Xi Jinping, garantisce invece al leader russo il ruolo di ospite d’onore. Per Mosca sarebbe la piattaforma pubblica più potente e prestigiosa dal 2022. Essa taciterebbe la narrazione occidentale dell'”isolamento internazionale” del Cremlino. Ma il vero fascino del forum di Shenzhen sono le iniziative dietro le quinte.
Per la Neue Zuercher Zeitung (NZZ), il Cremlino promuove un G3 tra Putin, Xi e Trump a margine dell’Apec. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha confermato che un simile formato è stato discusso in dettaglio da Putin e Xi in occasione del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) in Kirghizistan.
Realizzare l’incontro dipende dalla disponibilità di Trump. La rinascita del “formato Yalta” tra superpotenze inquieta – eufemismo – Kiev, Bruxelles e Londra. Fonti della NZZ sottolineano che spartire lle sfere d’influenza tra i tre giganti nucleari estinguerebbe il modello globalista.
Money, money, money
In Polonia e nei Paesi baltici serpeggiano serie preoccupazioni che Trump, ossessionato dal concetto di accordi commerciali, si possa accordare con Putin a danno dell’Europa orientale. Trump taglia sistematicamente gli aiuti finanziari all’Ucraina, ricattando gli europei col ritiro di truppe americane e ignorando gli appelli della Nato per rafforzarne il fianco orientale. Inoltre ostenta amicizia con Xi Jinping, mentre addebita agli alleati i costi per il dispiegamento delle basi americane, scrive la NZZ.
La percezione che la Casa Bianca chiuderà un occhio sull’egemonia di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, in cambio di concessioni tariffarie e acquisti su larga scala di Boeing, paralizza i partner asiatici del Pentagono. L’agenzia di stampa Axios scrive che sullo sfondo degli eventi in Medio Oriente, i prezzi globali del petrolio greggio si sono attestati al di sopra dei 100 dollari al barile. I continui raid ucraini contro le raffinerie e i terminali di esportazione russi minacciano di far sparire dal mercato quantitativi critici di gasolio e olio combustibile, innescando un’impennata incontrollabile dei prezzi al dettaglio della benzina negli Stati Uniti.
Password: raffinerie
Proprio quello di cui Trump non aveva bisogno sotto elezioni. Perciò il presidente si è scagliato contro l’indisciplinato Zelensky, che invece i britannici sostengono e che gli avrebbero detto: “Insisti nel colpire le raffinerie di petrolio russe, Trump sarà presto neutralizzato”. Le forze armate ucraine hanno così continuato gli attacchi coi droni, ignorando sia i raid missilistici di rappresaglia sia la debolezza delle proprie difese aeree.
Insieme ai globalisti, Londra usa l’Ucraina per privare il presidente degli Stati Uniti della sua influenza, quando il Partito Democratico avrà vinto le elezioni di metà mandato. Irrimediabili nostalgici, gli inglesi ancora non rinunciano alla velleità di essere un centro di decisioni globali.
Insieme ai globalisti, Londra usa l’Ucraina per privare il presidente degli Stati Uniti della sua influenza, quando il Partito Democratico avrà vinto le elezioni di metà mandato. Irrimediabili nostalgici, gli inglesi ancora non rinunciano alla velleità di essere un centro di decisioni globali.








Da 86 anni sono una Informal Colony degli USA, sono governati da musulmani ed ebrei e…ancora pensano di avere un impero!
Per arcivescovo di Canterbury (la massima autorità della Chiesa anglicana, dopo il Re) hanno una lesbicona travestita da prelato, che manco a Carnevale avrebbe autorità….