
Le elezioni gallesi del 7 maggio hanno segnato una svolta non indifferente, col partito nazionalista Plaid Cymru che, con 43 seggi su 96, è diventato per la prima volta il maggiore partito del Senedd, il parlamento locale. Rhun ap Iorwerth è stato quindi eletto Primo ministro del Galles, ponendo fine alla lunga predominanza laburista. Plaid Cymru non ha comunque la maggioranza assoluta, mentre Reform U, con 34 seggi, ha il secondo gruppo parlamentare.
La particolarità è che ora governa un partito il cui statuto indica tra i suoi obiettivi l’indipendenza del Galles. Il programma presentato nel 2026 non prevedeva però di proclamare unilateralmente un referendum, bensì di chiedere a Westminster il trasferimento dei poteri necessari per stabilirne tempi e modalità. Tale impegno è stato successivamente inserito anche nel programma ufficiale del nuovo governo gallese.
Con qualche differenza il problema è simile a quello scozzese. Il Senedd non ha la competenza necessaria: un trasferimento di poteri richiederebbe l’intervento delle istituzioni britanniche. Per la prima volta il Galles è governato dal principale partito indipendentista, ma ciò non significa automaticamente che ci sia una maggioranza popolare favorevole alla separazione dal Regno Unito.





