
Gli uccelli volano in alto, sai come mi sento.
Non vivo nel mondo, però: vivo a Genova, centro storico. Di fronte a una striscia di focaccia e a un bicchiere di vino non resisto. Mastico, bevo, mi sento bene. Anche meglio, se sono in compagnia. Pazienza se intorno c’è degrado: mi sento bene lo stesso. Intanto l’estate divora l’autunno.
Non ho la macchina. Vivo nel centro storico e mi muovo – ovviamente – a piedi tra la sporcizia e il tanfo. Eppure mi sento bene lo stesso. Basta bere un altro bicchiere di bianco amaro.
Poi, d’improvviso, per una parente anziana malata dobbiamo andare, di sera, all’ospedale Duchessa di Galliera. Non bisogna correre, non c’è pericolo di vita. Da buoni genovesi, prendiamo l’autobus “35”… L’aspettiamo, l’aspettiamo. E il “35” arriva (domani sciopero, non oggi).
Il pronto soccorso è la prova ontologica non dell’esistenza di Dio, ma dell’inferno. Però la parente anziana ha avuto la precedenza. Medici e infermieri, che sono umani, ce la fanno anche vedere: lei è cosciente, forse supera la crisi respiratoria.








I miei complimenti al caro prof. Paolo Becchi. Lo conobbi di striscio ad una delle mie presenze alle primitive riunioni dei grillini genovesi e fu proprio la sua presenza attiva a farmi pensare ad una serietà organizzativa e sostanzialmente nazional-rivoluzionaria per una forte e pacifica rottura dello “status” decadente esistente nella politica ormai compromessa e corrotta.
Ma lui lo capì prima di me, nonostante i presunti contatti di Grillo col meraviglioso nostro prof. AURITI e sembrasse volesse affrontare seriamente l’idea della “Moneta Positiva”. Tutto un colossale bluff grillesco.
Lo capì ben prima di me organizzando persino un incontro alla Commenda di Prè (ormai non grillino) dove ebbi la gioia di ritrovare il prof. MARCO TARCHI forte intellettuale della “Nuova Destra” ovviamente, anni prima, troppo intelligente e colto per non farsi “fregare” da un “eroe” di cartapesta alla guida del Fronte della Gioventù del M.S.I.