The Lancet (“Il bisturi”), principale rivista di medicina del mondo, del tutto indipendente, esce a Londra. Essa ha studiato gli effetti delle sanzioni economiche dal 1971 al 2021. Pubblicato un anno fa, l’esito è univoco. Mediamente, negli ultimi 50 anni, le sanzioni hanno ucciso annualmente 564.000 persone, perlopiù vecchi e bambini. All’incirca, la cifra è uguale a quella di civili e militari uccisi dalle armi.Anche come ex-delegato di Croce Rossa, che in questo senso ha molto visto e vissuto in tutto il mondo, sono stato terrorizzato da questo studio. Si parla di 28 milioni di morti!
Perlopiù sono vittime di sanzioni imposte dagli Usa e dall’Ue. Le restanti di quelle imposte dall’Onu, che prevedono eccezioni per cibo e medicinali.
Il Consiglio Federale elvetico ha adottato sanzioni su massicce pressioni dell’Ue, degli Usa e di due grandi banche, timorose per gli affari con gli Usa. La neutralità della Svizzera ne è stata diminuita.
Il referendum del 27 settembre, per inserire la neutralità nella Costituzione svizzera, vuole evitare ulteriori danni alla neutralità, cui si deve la pace della Confederazione negli ultimi due secoli. Se il referendum vedrà la vittoria del “Sì”, solo le sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza dell Onu sarebbero obbligatorie per Berna.
Negando che le sanzioni siano un’azione di guerra, il Consiglio Federale non è sincero. E’ stato più onesto il ministro per l’economia francese Le Maire, dicendo il 1° marzo 2022: “Contro la Russia guerra totale, economica e finanziaria”.
Non c’è un solo esempio che le sanzioni abbiano portato un dittatore, un aggressore o chiunque violasse il diritto internazionale a mutare atteggiamento. Infatti le sanzioni colpiscono innanzitutto innocenti. Il “Sì” degli svizzeri all’iniziativa per inserire nella Costituzione la neutralità è quindi necessario.
*Già console della Confederazione Elvetica a Milano e ambasciatore in Nuova Zelanda. Ora esponente dell’Unione di Centro, promotrice del referendum per la neutralità nella Costituzione.





