
La vittoria dell’AfD nella Sassonia-Anhalt mi invoglia a saperne di più sui tedeschi che non si riconoscono negli attuali partiti, di centro-destra e di centro-sinistra, in tutti questi anni alternatisi alla guida della Germania. Su Internet, si sprecano commenti – per lo più allarmati, qualcuno compiaciuto – per l’affermazione dei populisti, ma, almeno in italiano, è impossibile conoscere i loro programmi.
E facciamoli questi italiani
Vizio antico, che ci riporta indietro nel tempo. E’ il grande Massimo D’Azeglio che, ne I miei ricordi (pubblicato postumo nel 1867), scrive: “Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani”. Poeti, filosofi, scienziati, artisti raccolgono la sfida, impegnandosi a “fare gli Italiani”, cioè a guarirli dai “mali antichi” che la Chiesa, le dominazioni straniere, il provincialismo e il familismo amorale hanno inoculato in “un volgo disperso che nome non ha”. La retorica del vizio antico giunge sino a Piero Gobetti, che nel fascismo vede “l’autobiografia della nazione”. Ne deriva una concezione pedagogica della democrazia, preoccupata più di rendere gli italiani virtuosi, che di educarli alla curiositas verso quanto accadeva attorno al loro, in patria e nel vasto mondo. Il rispetto dei fatti viene anzi considerato un pregiudizio empiristico e illuministico.
Nietzsche e Hume
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“I fatti sono divini”, dice Thomas Carlyle, grande scrittore e storico scozzese, formatosi sui classici greci e latini, che gli hanno insegnato come la “realtà non dipenda dalle opinioni umane”. Vorrei che la scuola non formasse combattenti delle guerre civili di oggi e di domani, ma – anzitutto – insegnasse il piacere/dovere di sapere ”come sono andate le cose” (“wie es eigentlich gewesen“), come scrive il principe della storiografia tedesca, Leopold von Ranke.
Poi critichiamo pure, come merita, AfD, ma prima informiamoci su “che cosa ha veramente detto”. In ogni caso, sarebbe bene non usare le categorie politiche in modo inappropriato. Fascista, nazista, comunista diventano concetti sempre più vaghi, che non descrivono nulla, ma danno un pugno nello stomaco a chi non ci piace.






