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Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Da Sezession.de: "Mentre la CDU si presentava con un’estetica piuttosto compassata e dall’aspetto burocratico, l’AfD ha messo in scena la campagna elettorale come un’esperienza collettiva"

di Daniel Fiβ
9 Settembre 2026
in Corsivi
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Siegmund candidato governatore di Afd

Domenica sera Ulrich Siegmund e la sua squadra hanno inaugurato una nuova fase per l’AfD. Mai prima d’ora l’AfD aveva ottenuto un risultato così alto in un’elezione regionale, mai prima d’ora aveva registrato un aumento così consistente rispetto alle elezioni precedenti e mai prima d’ora era stata così vicina alla maggioranza assoluta.

Già nei giorni e nelle settimane precedenti sia i sondaggi che, in misura ancora maggiore, le semplici senzazioni avevano delineato il quadro di una mobilitazione senza precedenti, paragonabile, almeno nell’area di lingua tedesca, solo quella collegabile a un fenomeno come Jörg Haider.

Con il 43,8% dei voti l’AfD guadagna 23 punti percentuali e lascia molto la  CDU, che si è dimezzata al 17,2%. SPD, Verdi e Sinistra rimangono tutti a una cifra, mentre il BSW entra di misura nel Landtag con il 5,3%. Questi dati documentano uno spostamento di forze politiche la cui importanza va ben oltre i confini del Land della Sassonia-Anhalt.

La domenica delle elezioni, già alle 12:00, alle 14:00 e alle 16:00 si seguiva con grande attenzione l’affluenza alle urne, che sembrava destinata a stabilire un nuovo record per il Land. Sebbene questo andamento avesse in passato favorito in modo costante l’AfD, data l’importanza a livello nazionale e l’acuirsi della polarizzazione, non si poteva escludere una forte mobilitazione di contrasto da parte del centro-sinistra.

La certezza è poi arrivata con la prima proiezione alle 18:00. Con un’affluenza alle urne del 77,8%, si è trattato del dato più alto nella storia della Sassonia-Anhalt dal 1990 e della seconda affluenza più alta mai registrata in un’elezione regionale della Germania orientale. L’affluenza alle urne ha registrato un aumento eccezionalmente forte soprattutto nei collegi elettorali rurali.

In termini assoluti l’AfD ha mobilitato il doppio dei voti degli astenuti rispetto a CDU,  SPD,  Verdi e Sinistra messi insieme. Il 70% della mobilitazione complessiva degli astenuti è stato attribuito all’AfD. All’interno della propria composizione elettorale, l’AfD contava il 30% di elettori fedeli del 2021. Il 38% era costituito da astenuti che si sono aggiunti, il 18% da ex elettori della CDU e il resto dei voti complessivi dell’AfD proveniva dagli altri partiti. In termini assoluti, i voti complessivi sono più che raddoppiati, passando da 231.000 a 576.000.

I flussi elettorali dall’area degli astenuti

La campagna elettorale dell’AfD nella Sassonia-Anhalt non è stata una classica e polverosa campagna di manifesti, che attinge sempre agli stessi strumenti comunicativi del tutto privi di inventiva. Il partito ha invece puntato su una campagna incentrata sullo stile di vita, ricca di emozioni e soprattutto “in movimento”, che ha unito il messaggio politico all’esperienza collettiva.

Ciò è risultato particolarmente evidente nei cosiddetti «tour Simson», quando centinaia a migliaia di cittadini, e in particolare di giovani, hanno attraversato insieme al candidato di punta Ulrich Siegmund i villaggi e le piccole città dello Stato su ciclomotori della DDR, ormai diventati oggetti di culto. Questa trasformazione della politica in evento ha ricordato a tratti i toni altamente professionali delle campagne elettorali statunitensi.

Mentre la CDU si presentava con un’estetica piuttosto compassata e dall’aspetto burocratico, l’AfD ha messo in scena la campagna elettorale come un’esperienza collettiva. Proprio questo ha funzionato come un efficace meccanismo di coesione sociale e orientato al contesto sociale, che ha ridotto la distanza emotiva, ha generato un senso di appartenenza e, soprattutto tra i giovani elettori, ha ricreato un’offerta politica attraente dal carattere di evento.

I voti ad AfD per classi di età

Questa capacità di attrarre e coinvolgere i giovani elettori si è infine riflessa chiaramente anche nei dati relativi all’affluenza alle urne. L’AfD è diventata la forza politica più votata in tutte le fasce d’età fino ai 70 anni e oltre. Solo il fatto che il 47% della popolazione della Sassonia-Anhalt abbia più di 60 anni ha fornito l’ultimo, esile scudo protettivo alla CDU e al suo primo ministro Sven Schulze. Anche nella domanda sul voto diretto per il primo ministro, Schulze era in testa solo tra gli over 60. Nell’intera fascia d’età compresa tra i 18 e i 49 anni, Ulrich Siegmund ha battuto nettamente il titolare della carica in questa categoria. Tra gli under 25, l’AfD ha ottenuto risultati vicini al dominio assoluto.

I voti diretti per la carica di presidente per classi di età

La ribellione non proviene più dalla sinistra. A est la ribellione è blu e giovane. Il centro politico ormai amministra solo un patrimonio del passato in calo e in via di invecchiamento, mentre il futuro produttivo del Paese si trova ormai da tempo dalla parte opposta.

Nella maggior parte dei fattori sociodemografici e geografici l’AfD ha mostrato un andamento già noto dai precedenti successi elettorali, ma in Sassonia-Anhalt raggiunge un livello ancora diverso. L’AfD non conquista costantemente segmenti elettorali completamente nuovi, ma consolida le roccaforti esistenti, stabilizza i propri ambienti di riferimento e li amplia gradualmente includendo gruppi adiacenti. Ciò risulta particolarmente evidente tra gli operai, il 61% dei quali ha votato per l’AfD. Anche tra gli elettori con un basso livello di istruzione formale il partito ha raggiunto risultati eccezionalmente alti e, soprattutto, ha registrato una crescita.

Elettori di Afd divisi per lavoro istruzione sesso ed età

Il quadro geografico risulta altrettanto chiaro. In tutti i 218 comuni della Sassonia-Anhalt l’AfD è emersa come la forza politica più votata. A titolo di confronto: nel 2021 erano solo 4! Nei centri con meno di 5.000 abitanti, il partito registra in media circa il 51%, mentre nei comuni di medie dimensioni, tra i 20.000 e i 50.000 abitanti, si attesta intorno al 45%. Halle, Magdeburgo e Dessau-Roßlau, invece, raggiungono complessivamente solo circa il 32%. Anche in questo caso risulta quindi evidente che il partito sta guadagnando terreno soprattutto laddove già in precedenza era riuscito a sfruttare al massimo il proprio potenziale.

Mentre a livello di circoscrizione elettorale la Sassonia-Anhalt, prevalentemente rurale, si è tinta di blu, i centri urbani di Halle e Magdeburgo hanno offerto lo spettacolo di battaglie difensive quasi disperate e altamente tattiche. Il caso più emblematico è stato il collegio elettorale di Halle III. Jannik-Loris Balint, del partito Die Linke, ha conquistato con sicurezza il seggio diretto con il 39,9% dei voti di prima scelta, sebbene Die Linke abbia ottenuto solo il 13,8% dei voti di seconda scelta. Allo stesso tempo, i Verdi, il cui candidato diretto ha ottenuto solo il 12,2%, hanno raggiunto nei voti di preferenza un eccezionale 33,7%.

La differenza tra voto personale e voto di lista è stata quindi una chiara espressione di un coordinamento tattico consapevole. Una parte dell’elettorato accademico-urbano ha concentrato il primo voto sul candidato più promettente contro l’AfD e ha utilizzato contemporaneamente il secondo voto per rafforzare il risultato dei Verdi, al fine di farli superare la soglia necessaria del 5%. Una tendenza che potrebbe fare scuola nel blocco dei partiti di sinistra dell’Est, poiché anche nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore i Verdi stanno già promuovendo attivamente una campagna tattica per il secondo voto a loro favore.

(In Germania l’elettore esprime due voti, il primo con sistema uninominale  per il candidato, il secondo con criterio proporzionale per la lista ndt)

Nel mio libro “Auf dem Weg zur Volkspartei” (Verso un partito popolare), pubblicato di recente dalla casa editrice Antaios, ho descritto una serie di caratteristiche che potrebbero definire il carattere di un partito popolare, sia nel passato che in futuro. Oltre a risultati elettorali significativi, a un ampio spettro di elettori e a un accesso aperto a diversi ambienti sociali, tra queste caratteristiche rientra anche una crescente percezione di fiducia nel programma politico. Sebbene questo fattore sia spesso distorto dalle percezioni proiettate dagli elettori, rimane comunque significativo per il radicamento a lungo termine di un partito.

L’AfD non è più associata esclusivamente ai suoi temi centrali classici quali l’immigrazione, la sicurezza interna o la politica di asilo. È riuscita infatti ad estendere le attribuzioni di competenza anche a quei settori che tradizionalmente costituivano le fondamenta di altri partiti. Ciò risulta particolarmente evidente nel campo della politica economica. Rispetto alle precedenti elezioni regionali, l’AfD ha registrato un aumento di quasi il 22% nella competenza economica attribuita, mentre la CDU ha perso 13 punti proprio nel suo tradizionale campo di competenza.

Anche in materia di occupazione e giustizia sociale, l’AfD ha guadagnato nettamente fiducia. È proprio qui che risiede una fase di sviluppo qualitativamente nuova. Finché un partito domina solo su uno o due temi controversi, la sua portata sociale rimane strutturalmente limitata. Solo quando gli elettori gli riconoscono la capacità di plasmare politicamente anche l’economia, lo Stato sociale, l’istruzione o le infrastrutture, nasce la possibilità di un legame politico più ampio con il partito.

In Sassonia-Anhalt l’AfD sta iniziando a rompere lo schema classico del partito di pura protesta basato sull’«issue ownership». Il vecchio sistema partitico perde così sempre più la sua tradizionale attribuzione funzionale, secondo cui la CDU sarebbe classicamente orientata all’economia e la SPD rappresenterebbe la giustizia sociale. Tutte queste certezze del passato vengono messe in discussione e riconfigurate dall’ondata di successo dell’AfD.

Con il 43,8%, l’AfD in Sassonia-Anhalt ha di fatto superato la soglia per diventare un partito popolare. La sfida più ardua consiste ora, tuttavia, nel trasformare questa posizione dominante in potere politico nel medio termine. Da un punto di vista storico, i partiti popolari non erano solo un crogiolo di diversi ambienti sociali, ma anche efficaci organizzazioni di potere. Disponevano di un radicamento istituzionale e della possibilità, data per scontata, di assumersi la responsabilità di governo. Per l’AfD, tuttavia, questo rimane un caso eccezionale.

In Sassonia-Anhalt, il centro politico esiste ormai in sede parlamentare solo come coalizione di opposizione contro il blocco più forte. Dalla serata elettorale si possono trarre alcuni insegnamenti, che ho illustrato qui. Tuttavia ora sarà necessario operare riflessioni tattiche su una possibile trasformazione del partito in un vero e proprio fattore di potere

Daniel Fiβ

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Daniel Fiβ su Barbadillo.it

Tags: afdcduDaniel FiβSassonia-AnhaltSezession.de

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