
Dal 16 settembre in libreria Il mare da dove nascono i miti che inaugura la pubblicazione delle opere di Giuseppe Berto, a cui la casa editrice Settecolori dedica la collana «Giuseppe Berto. Opere complete».
La prima presentazione del libro si terrà il 2 settembre nell’ambito del festival Estate a Casa Berto a Capo Vaticano. Parteciperanno Valeria Bonacci, Fabrizio Falvo, Manuel Grillo, Marco Mottolese, Emanuele Trevi e Saverio Vita.
Nell’immediato dopoguerra Giuseppe Berto cominciò a dedicare una serie di scritti al Sud della penisola, e in particolare alla Puglia, alla Lucania e alla Calabria, ovvero il Sud più profondo e meno raccontato rispetto al retaggio artistico e culturale di Napoli e della Campania, e allo status di regione speciale con cui la Sicilia aveva visto premiata la propria unicità. Era, ancora e sempre, quella parte dimenticata del Paese che il Risorgimento aveva annesso militarmente, l’Italia liberale e poi quella fascista avevano governato più con il bastone che con la carota e che ora la nuova Italia democratica e repubblicana si ritrovava come un corpo esausto e insieme sconosciuto su cui sperimentare, alla rinfusa, nuove terapie senza però avere mai chiara la cura: Cassa del Mezzogiorno, politica clientelare, cementificazione edilizia, industrializzazione.
Quel profondo Sud Berto lo aveva amato sin da quando, ancora soldato, vi aveva fatto il servizio militare e lo aveva amato a tal punto che anni dopo avrebbe scelto di viverci, in quell’angolo di Capo Vaticano che gli era parso «il punto più bello del mondo». Se si vuole, era un amore che aveva origini ancora più antiche, nel sangue e nella mente: l’ascendenza germanica attestata dal suo cognome, che rimandava a un Nord barbaro e nebbioso in cerca del sole e della limpidezza del cielo; i ricordi intrisi del profumo dei limoni del padre carabiniere spedito lì in cerca di briganti. Era tuttavia un amore «disgraziato, simile a quello che si prova per una donna lontano dalla quale non si riesce a vivere e vicino alla quale egualmente non si riesce a vivere. Nec tecum nec sine te vivere possum. Di qui viene la mia inquietudine».
Il sentimento per il Sud
Il mare da dove nascono i miti è il resoconto, rabbioso, malinconico, donchisciottesco, ma mai domo, di questo amore di Berto per il Sud, durato sino all’ultimo giorno della sua vita. Dai primi viaggi del dopoguerra alle inchieste e agli scritti che, tra gli anni Cinquanta e Settanta, accompagnano le trasformazioni del Mezzogiorno, reportage, prese di posizione, polemiche, lettere e appelli ne scandiscono l’arco di oltre trent’anni.
In queste pagine cambia il Sud e cambia lo sguardo di Berto: dapprima lo attraversa, poi lo scopre, infine lo abita e lo giudica, fino a cercare di comprenderlo dall’interno. Ne racconta le trasformazioni e le contraddizioni, la povertà e la bellezza, il progresso e le sue ferite, in una terra dove passato e presente continuano a convivere e dove spazio e tempo sembrano talvolta sospendersi, come se il mito fosse ancora possibile. È il testamento umano e letterario di un uomo solo in cerca di una terra e della sua armonia perduta.
L’autore
Giuseppe Berto (Mogliano Veneto, 1914-Roma, 1978) è uno dei maggiori scrittori italiani del secondo Novecento. Dopo l’esordio con Il cielo è rosso (1947), pubblicò, tra gli altri, Il brigante (1951), Guerra in camicia nera (1955), Il male oscuro (1964), vincitore dei premi Viareggio e Campiello, Anonimo veneziano (1976) e La gloria (1978). Profondamente legato alla Calabria, scelse Capo Vaticano come luogo in cui vivere e scrivere. Settecolori gli dedica la collana «Giuseppe Berto. Opere complete».
Giuseppe Berto Il mare da dove nascono i miti A cura di Saverio Vita Collana «Giuseppe Berto. Opere complete» pp. 340 € 24,00
In libreria dal 16 settembre





