Agosto 1946. A Palazzo Chigi, allora sede del Ministero degli Esteri, si preparano i documenti che il Primo Ministro, Alcide De Gasperi, porterà a Parigi. Gli è recapitato un fascicolo con 20.000 firme di abitanti all’estremo lembo della Liguria, che gli chiedono di far valere a Parigi l’italianità della loro piccola patria.
A raccogliere le firme, con un banchetto in piazza Colombo, a Sanremo, è Nilla Gismondi. Lo fa per rincuorare la gente che vuole rimanere italiana. La Gismondi presiede il Comitato per l’Italianità della valle Roia, da lei fondato. La incita Paolo Emilio Taviani, esponente di primo piano nella Dc.
Arretrare la frontiera a Bordighera?
La Francia, infatti, vuole portare la frontiera da Ventimiglia a Bordighera, mentre in Italia, a parlare di Patria e di italianità, si passa per fascisti. Il supporto di Taviani a Roma è però supporto relativo. Infatti De Gasperi mira, prima di tutto, a ristabilire un buon rapporto con la Francia, dovendo salvare anche l’Alto Adige.
A Parigi le delegazioni delle potenze vincitrici stanno per ascoltare De Gasperi, che riceve un telegramma da Sanremo: “Popolazione Val Roja, Tenda e Briga riafferma devozione attaccamento fedeltà Madre Patria, invoca rettifica ingiusto trattato”.
Briga e Tenda
A De Gasperi giunge un altro lungo disperato appello da Briga e Tenda: “Noi abbiamo subito bombardamenti, distruzioni, fame, rapine, lutti, ma nulla è per noi più doloroso che perdere la nostra nazionalità e passare sotto un governo straniero…
“Dite al governo francese che la popolazione della Valle Roia desidera ardentemente vedere riallacciati i rapporti di amicizia e fratellanza col popolo francese e riattivati con esso gli scambi commerciali. Ma, perché ciò sia possibile, occorre che la Francia limiti le sue pretese…
“Rammentate al governo francese le sagge parole pronunciate dall’eminente uomo di Stato, Léon Blum: ‘L’amicizia dell’Italia vale assai più di Tenda e Briga…'”.
E’ Nilla Gismondi a inviare firme, lettere e altro ancora all’ambasciatore americano a Roma, a varie personalità politiche italiane, e a Georges Bidault, ministro degli esteri francese.
“… Tranne la vostra personale cortesia”
Il 10 agosto 1946 De Gasperi dice alla Conferenza di pace di Parigi per mitigare le clausole del trattato di pace: “Prendo la parola in questo consesso mondiale e sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: e soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa ritenere un imputato, e l’essere arrivato qui, dopo che i più influenti di voi hanno già formulato le loro conclusioni […]”
Tra le “conclusioni” che la Conferenza di pace ha preso ci sono le annessioni di Tenda, Briga, Mollières, Piena e Libri, nel comune di Olivetta San Michele, che diventeranno effettive il 15 settembre 1947. Ma anche le altre clausole del trattato sono durissime.
La valigia o l’assimilazione
Chi rimane dove è nato, deve parlare in francese e misurarsi con una burocrazia straniera: gli stessi problemi che, oggi, fronteggia un immigrato in Italia.
Chi sceglie di rimanere italiano, deve abbandonare i territori annessi. Realdo perde pascoli secolari. Il Comitato per l’Italianità della Valle Roia di Nilla Gismondi è l’unico ente ad assistere profughi, pastori di Realdo e comuni di frontiera impegnati a recuperare i beni. Si, Nilla Gismondi è una buona patriota.
*Autore di Storie di frontiera, De Ferrari Editore
Se è per questo, de Gaulle avrebbe preteso anche la Val d’Aosta. Sperava in un referendum e per ingraziarsi la popolazione faceva distribuire, precursore di Lauro, sacchi di zucchero alla popolazione affamata. Poi tutto rientrò, grazie anche alla mediazione di Federico Chabod, che fece ottenere alla provincia di Aosta la dignità (e i benefici) di Regione autonoma. Comunque per molto tempo lo zucchero veniva venduto nella valle a un prezzo più basso che nel resto d’Italia.
Se è per questo, de Gaulle avrebbe preteso anche la Val d’Aosta. Sperava in un referendum e per ingraziarsi la popolazione faceva distribuire, precursore di Lauro, sacchi di zucchero alla popolazione affamata. Poi tutto rientrò, grazie anche alla mediazione di Federico Chabod, che fece ottenere alla provincia di Aosta la dignità (e i benefici) di Regione autonoma. Comunque per molto tempo lo zucchero veniva venduto nella valle a un prezzo più basso che nel resto d’Italia.
De Gaulle fu sempre un gran fdp. E sempre mi ha dato fastidio il favore di certa destra nostrana per lui…