
Non lo dite a Chiara Valerio. Chiaravaleriamente la querelle sul dietrofront della sinistra sul woke diventa ogni giorno di più vero cabaret. In breve tempo si passerà nel campo progressista dalla Schwa al lessico da caserma, dai figli dell’anima al replicare un vannaccismo soft.
Chi pensa che dietro questo ripensamento ci sia una riflessione autentica sull’assurdità di uno dei peggio riusciti ideologismi, sbaglia di grosso. Chiaravaleriamente, la sinistra mondiale pensa che questo conformismo woke sia tra i temi che meglio alimentano la reazione degli identitari. Quindi si pensa già al dopo Trump e la Ocasio Cortes decide di distinguersi per pragmatismo. E per questo c’è il mini passo indietro. Si pensa alle prossime elezioni americane e a non insolentire troppo i maschi bianchi che ormai, causa politicamente corretto e woke, non possono più concedersi uno sprazzo di virilità arcaica. Se scappa un rutto in casa, si corre il rischio di finire davanti alla corte marziale…
La piroetta sul woke – un veleno dolceamaro, surrogato yankee dell’antifascismo nostrano – ci regala ormai perle ogni giorno. Chiaravaleriamente anche l’ingegnere-direttore Rocco Casalino confessa che gli omossessuali hanno paura degli islamici. Poco ci manca che ripeta gli slogan del vannacciano Rossano Sasso contro Mohammed nelle case popolari…
Chiaravaleriamente Luigi Mascheroni, firma del Giornale, nella sua rubrica, scrive un corsivo de-fi-ni-ti-vo. Ve lo riportiamo integralmente. Con una postilla. Il cabaret della retromarcia dal woke della sinistra mondiale ci regalerà, chiaravaleriamente, tante altre perle. Stay tuned…
Te lo diciamo chiaro, Chiara
Apprezziamo davvero il fatto che Chiara Valerio ieri su Repubblica abbia ammesso che “Il woke ha esagerato ma da quella cultura ho imparato tanto”
Premesso che noi siamo contro il woke da sempre, e premesso che da sempre pensiamo che il fascismo ha esagerato ma da quella cultura abbiamo imparato tanto, apprezziamo davvero il fatto che Chiara Valerio – il volto petaloso della cancel culture, figlia d’anima della Murgia, che se la rincontrasse oggi la spedirebbe in un rehab per vannacciani, apostata di una apostata! – ieri su Repubblica abbia ammesso che “Il woke ha esagerato ma da quella cultura ho imparato tanto”.
Siamo a “il woke ha fatto anche cose buone”. Tipico dei fascismi.
Comunque. Cara Chiara e caro Valerio. Te lo diciamo fluidamente. Anche noi da quella cultura abbiamo imparato tanto. Esempi. Come sia impossibile per voi accettare un confronto rispettoso con il pensiero altrui. Come sia semplice, quando le femmine si mettono d’accordo, far credere che i maschi siano l’origine di ogni male. Come sia stupido pensare di cambiare la realtà cambiando le parole. Come sia ipocrita affrettarsi a prendere le distanze da una cosa su cui fino a ieri eravate tutti allineati. Come sia difficile riuscire a dire “Abbiamo sbagliato: era solo un’enorme cazzata”. E come siate bravissimi a fornire la soluzione dei disastri che create voi. E purtroppo alla fine, lo diciamo a te che sei una matematica, Chiara, i conti non tornano. A differenza dell’aritmetica, nella vita 1 + 1 può fare anche 3 (“E questo cosa c’entra?”, “Niente, ma ci piaceva”).
comunque, a proposito del rapporto fra woke e sinistra, maestoso fu l’inizio, tragico il prosieguo, comica la fine.






Fanno tenerezza, poverini. Che dire? Spesso da quelle parti il cervello va in cortocircuito e non solo sul woke di cui francamente mi sono rotto
Se pensano di cavarsela così…