Paolo Becchi
Se un libro non lo trovi in libreria, se lo devi ordinare, vuol dire che ne puoi consigliare la lettura. Le librerie, ormai, vendono in prevalenza opere senza qualità. Io ho impiegato un paio di giorni. Alla fine l’ho trovato. Ci vuole, per leggerlo, uno stomaco forte e bisogna non essere depressi. Inoltre consiglio di non tenere a portata di mano la pistola carica: rischieresti di spararti. Eppure io lo sto leggendo ed è una lettura perturbante. Tutti pensiamo che vivere sia meglio di non vivere, a meno che non si sia in presenza di una grave malattia. Ecco: per l’autore di cui vi consiglio la lettura, vivere è comunque una dannazione. La vita cosciente è un loop. Schopenhauer, Nietzsche, Camus sono niente rispetto a Thomas Ligotti* e alla sua Cospirazione contro la razza umana (Il Saggiatore, pp. 304, euro 22)
Roberta Callegari
Enrico Marletti
Svizzero di origini croate, Sergej Roić inventa in Solaris – Parte seconda (Mimesis, pp. 246, euro 20) un’ambientazione nuova rispetto al capolavoro “originale”, il romanzo Solaris di Stanislaw Lem (Sellerio), un caposaldo della fantascienza. Nel nuovo libro il pianeta-cervello Solaris ha fatto emergere dalle profondità del mare due piccoli continenti, abitati da esseri quasi umani. Una specie di interdizione psicologica impedisce loro di staccarsi in volo, per lasciare il pianeta — o forse è la volontà del grande cervello che si oppone. Un numero ristretto di personaggi si muove in un ambiente rarefatto: anche qui il protagonista, Petar Bogut, è condizionato dal sogno ricorrente di una Maria, donna ideale, e c’è l’onnipresenza di una filosofia idealista, che indirizza gli abitanti verso gli sfuggenti meandri della memoria. Tra i solariani, c’è chi pensa che la loro esistenza sia riconducibile a un libro, di cui si sono conservate solo poche pagine; tutto sembra riflesso in uno specchio distorto e il mondo sensibile appare come una rappresentazione materiale dell’idealismo di Platone. All’origine di quest’avventura della mente vi è la speculazione su che cosa potrebbe accadere dopo il contatto con un essere dall’intelligenza così incommensurabile da ricordare gli attributi di Dio.Léon Bertoletti
Prima di aprire un manuale di filosofia, ho incontrato la saggezza attraverso un prete di provincia con l’ombrello nero, l’abito talare sgualcito, il saturno sulla testa e gli occhi socchiusi: l’investigatore di Gilbert K. Chesterton, padre Brown, non risolve i delitti con la logica fredda di Sherlock Holmes: entra nella mente del colpevole, riconoscendo il male, perché lo sa possibile anche in se stesso. Un umile, considerato ingenuo, raccoglie segreti e quindi indizi. È stata la mia prima lezione di teologia morale, travestita da giallo, un filo che con gli anni mi ha scortato alla dogmatica e al tomismo. Perciò suggerisco di tornare a lui. Nei Racconti di padre Brown (Bur, pp. 336, euro 11,50), sotto l’intreccio poliziesco, si cela un pensiero limpido su colpa, grazia e verità: la filosofia teologica che si fa narrazione, leggera e mai banale. Un libro perfetto per l’estate, che lascia il segno.






