
Philippe d’Hugues è critico e storico cinematografico. Ha diretto Radio-Courtoisie ed è stato consulente tecnico del Centre National du Cinéma (Cnc), oltre che direttore del parigino “Palais de Tokyo”. Ha collaborato con Écrits de Paris, Cahiers du cinéma, CinémAction, Commentaire, La Nouvelle Revue d’histoire, Le Figaro, ecc.. Nel panorama della letteratura francese del ‘900, Robert Brasillach ha un posto che nessuno può sottrargli. Lontana dalle passioni politiche del secolo scorso, la biografia di Philippe d’Hugues consolida tale posizione con serena autorevolezza. Come conciliare immagini contraddittorie: direttore del settimanale Je suis partout e delicato e sensibile scrittore di Comme le temps passe … e Notre avant-guerre? Apparenti contraddizioni, che rendono affascinante la personalità di Brasillach.
“L’ammirazione per l’autore e l’opera – dice Philippe d’Hugues – mi ha fatto scrivere 20 anni fa Robert Brasillach ou l’éternelle jeunesse, piccolo libro ora riedito*. Ho cercato di mettere in luce le molteplici sfaccettature del suo talento poliedrico: come poeta, romanziere, critico, saggista e editorialista”.
Signor d’Hugues, come nasce questo interesse per Brasillach?
“Appassionato di cinema fin dall’età di 12 anni, ho frequentato i cineclub e la Cinémathèque Française, raggiungendo solida competenza nel settore. Ciò mi ha portato al successo del 1970 nel programma tv Monsieur Cinéma di Pierre Tchernia. Così sono stato assunto al Cnc come assistente del neo-direttore, lavorandoci pe20 anni. In gran parte devo la mia inattesa carriera alla lettura dell’Histoire du cinéma di Maurice Bardèche e Robert Brasillach, nella III ed. del 1948. Il libro mi piacque tanto da approfondire la conoscenza di Brasillach.






