
Quando si vive a lungo all´estero, si diventa patriottici, senza diventare nazionalisti. Dunque tifo per Evelyn Palla, 53 anni, nata a Bolzano / Bozen, scelta dalla Repubblica Federale di Germania per salvare le disastrate ferrovie. Così come spero che Jannik Sinner, nato a Innichen / San Candido, resti a lungo il migliore, sebbene il tennis mi annoi.
Fino a un recente passato, i miei amici berlinesi avrebbero sostenuto che la signora Evelyn fosse tedesca. Ora non osano. Sanno che i treni veloci italiani sono migliori, puntuali, più veloci e i biglietti costano un terzo. Sono felici che i treni di Italo giungano a Berlino nel 2028, quando collegheranno la capitale con altre città . Sempre che la politica non blocchi il progetto.
Assunta nell’ottobre scorso, in appena 10 mesi l’italiana Palla ha portato le ferrovie in attivo per la prima volta dal 2017. Un miracolo. E i passeggeri sono saliti a 960 milioni. Presto potrebbero superare il miliardo. L’attivo è di 143 milioni euro, non molto. Ma, nello stesso periodo del 2025,il passivo era di 750 milioni di euro, quasi 4 milioni al dì.
Il miglioramento generale
Qualcuno spiega che ci è riuscita perché Donald Trump – attaccando l’Iran – ha provocato l’aumento della benzina, costringendo i tedeschi a lasciare l’auto e a salire in treno. Ma non è vero. Tutti i settori sono migliorati: i treni dei pendolari e quelli superveloci. Solo i treni merci sono in difficoltà ed Evelyn Palla ha una cura radicale: i 14 mila dipendenti del settore Cargo scenderanno di 6.200.
L’attivo non s’è raggiunto solo perché sono aumentati i passeggeri. La capa della Deutsche Bahn ha sfrondato anche le spese, ma non cominciando dal basso. La sua prima decisione è ridurre da 8 a 5 i direttori generali. Nell’annunciare il suo primo successo, ha dichiarato alla Welt am Sonntag, il supplemento domenicale della Welt, che nelle ferrovie ha constatato mancanza di responsabilità, non solo nella direzione centrale a Berlino: anche in periferia. “Molti dirigenti si comportano da arroganti – ha detto -, è ora di finirla col continuo palleggiamento di responsabilità. Ognuno è responsabile per sé. Non si deve dare sempre la colpa ad altri”. La signora Palla è stata applaudita dai tedeschi. Molti hanno scritto ai giornali: “È quanto avviene ovunque…i dipendenti pubblici accusano la burocrazia, ma spesso non rispettano i cittadini. Anche Friedrich Merz e i suoi ministri accusano sempre gli altri: il collega, o i tedeschi che lavorano poco, e vogliono andare in pensione troppo presto”.
Patrick Schneider paga colpe non sue
In luglio il Cancelliere ha licenziato il ministro dei trasporti Patrick Schneider, responsabile – secondo lui – dello stato disastroso delle strade e delle ferrovie. Ma non è colpa di Schneider se i 13.223 km di autostrade sono bloccati da 800 cantieri e se vanno rifatti quasi un terzo dei 39.000 chilometri di binari. Per ferrovie e strade servirebbero 500 miliardi di euro, spesa prevista per i prossimi 12 anni. Ma nel 2026 alla Deutsche Bahn sono arrivati appena 13 miliardi euro. Nel 2027 il bilancio statale prevede nuovi debiti per 123 miliardi, ma la fetta maggiore andrà al riarmo.
Merz ha faticato a trovare il successore: nessuno voleva rovinarsi la carriera per un compito impossibile. Il nuovo ministro, Steffen Bilger, imita la Palla: i premi per i dirigenti della Deutsche Bahn saranno ridotti o cancellati, se non si raggiungono gli obiettivi. Solo il 58% dei treni veloci è giunto puntuale nel primo semestre 2026. La signora Evelyn spera di arrivare al 70% tra 2 anni e a un attivo di 1 miliardo e 700 milioni nel 2030, e di sanare le ferrovie entro il 2035, quando la Deutsche Bahn compirà 200 anni.
Da Italia Oggi






L’incipit è, quanto meno, ridicolo. Patria ha la radice in “pater” e Nazione in “natio”. Quindi per chi ha il senso del locus di nascita e il sentimento di appartenenza ad una genealogia, i due termini sono equivalenti. Se poi l’estensore si vuole pilatescamente allontanarsi dal nazionalismo e collocarsi nel patriottismo, scenda dalla tribuna dei fans e studi la radice del pensiero nazionalista e patriottico. Anche senza condividerla ma senza mischiare le carte.