• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
venerdì 16 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Corsivi

Ripensare l’ambientalismo per dare valore all’ecologia profonda

L'invito di Alain de Benoist è a costruire una nuova cultura, in grado di ristabilire un nuovo equilibrio, in cui l’umanità potrà conservare la posizione attraverso cui si è costituita

di Mario Bozzi Sentieri
28 Luglio 2026
in Corsivi
0
Alain de Benoist

L’ambientalismo, inteso come espressione radicale nella tutela dell’ambiente, non gode di buona salute. E’ certamente colpa della crisi geopolitica ed economica mondiale, la quale richiede risposte immediate, in grado più che di “riconvertire” le produzioni di conservarle. Ma è anche colpa di certo “verdismo” politico, dimostratosi incapace, alla prova dei fatti, di trasformare le grandi parole d’ordine in concrete azioni politiche.

Oggi a farsi strada tra gli Stati è la logica stringente dell’economia ambientale ed energetica, a cui anche il governo in carica si è applicato senza tentennamenti, partendo da alcune considerazioni immediate sul controllo e sull’uso, anche politico, delle fonti energetiche (a partire dall’opzione nucleare), sui livelli di inquinamento delle nostre città, sui costi d’importazione di energia elettrica. E’ sulla base di questi dati che si muove la scelta per quello che è stato ipotizzato come uno sviluppo energetico bilanciato, costruito da un 50% di combustibili tradizionali (gas, petrolio e carbone pulito), da un 25% di fonti rinnovabili e da un 25% di nucleare.

Sarebbe tuttavia riduttivo limitare l’analisi degli scenari ed i possibili margini operativi ad una pura e semplice fotografia dell’esistente e ad una valutazione statistica dei margini d’intervento. C’è un valore politico e culturale dell’ecologia, intesa come scienza che studia i rapporti tra esseri viventi ed ambiente, che non può essere taciuto. In particolare da destra, da parte di chi anche su questo versante ha elaborato ,nel passato,  analisi originali ed appassionate esperienze militanti e che ora deve imparare a “misurarsi” con una realtà oggettivamente diversa  rispetto a quella di trent’anni, senza, per questo, perdere di vista una strategia politica e culturale di più ampio respiro.

Non ci è mai sfuggito, in questi anni, l’invito di  Alain de Benoist, che, sull’argomento, ha scritto pagine esemplari, allorquando, in opposizione ad un ecologismo “di sinistra”, sollecitava non a  salvare una “vecchia natura”, ma a costruire una nuova cultura, in grado di ristabilire un nuovo equilibrio, in cui l’umanità potrà conservare la posizione attraverso cui si è costituita. Si tratta di una “visione” non ideologica del rapporto uomo-ambiente, una visione attraverso la quale è possibile realizzare un nuovo equilibrio tra protezionismo e intervento antropico, avendo ben presenti le esigenze della crescita economica, del rifornimento energetico, della tutela delle risorse idriche.

Su queste esigenze – dobbiamo riconoscerlo – hanno spesso prevalso visioni “sentimentali” della natura o analisi determinate dall’emotività del momento. Quando, nel 1987, il referendum bocciò l’opzione nucleare, sulla scelta della maggioranza degli italiani,  pesò non solo l’effetto Chernobyl ma anche una visione ottimistica, fondata sull’idea di potere elaborare concretamente un’alternativa energetica, in grado di rendere superflua la costruzione di nuove centrali sul nostro territorio nazionale.Ora , accerchiati come siamo da un’Europa nuclearizzata il problema è quello di avere un’energia sicura e a basso costo, in grado di sorreggere il nostro sistema produttivo ed i consumi privati. 

Di questa “opzione” il centrodestra non ha mai fatto mistero, ricevendo, anche su questo, un chiaro mandato dagli elettori. Se perciò non ha senso l’appello di chi, ricordando il referendum del 1987, parla di volontà popolare tradita, non può essere sottovalutata la necessità di riempire l’opzione nucleare di argomenti non solo economici e dettati dalle esigenze della tecnica, ma anche culturali e politici. 

Essa va perciò inserita all’interno dell’idea stessa del nostro essere Nazione, della nostra non dipendenza dall’estero, quindi della nostra libertà. E, nel contempo, va comunicata, trasmettendola, con chiarezza, all’opinione pubblica al fine di evitare paure, fraintendimenti, falsificazioni. Il rischio, d’altro canto, è il riemergere del cosiddetto “ambientalismo di contestazione”, politicamente datato, ma ancora in grado di sollecitare i timori e gli interessi localistici, secondo il modello di un ambientalismo radicale, più politicamente strumentale che, nella realtà, ricostruttivo.

Peraltro – su un piano strettamente “di partito” – il fallimento della sinistra è del tutto evidente. 

Le ambizioni ecologiste di Elly Schlein, di fronte alla realtà,  sono naufragate sul nascere. Prima di lei – senza grandi risultati – ci avevano   provato Achille Occhetto (impegnato a costruire, dopo lo scioglimento del Pci, la stagione dell’”ecosocialismo”) e Walter Veltroni, che vedeva nel neonato Pd “un partito ambientalista”.

Del resto, alla prova dei fatti i giochi elettoralistici del  verdismo  “di sinistra”, sostanzialmente strumentale, hanno lasciato immutati i problemi reali della difesa dei territori , del rapporto uomo-ambiente, delle fonti energetiche pulite, della siccità, questioni non di poco conto, che richiedono risposte concrete, pragmatiche, economicamente compatibili. Ed insieme la crescita di un’autentica consapevolezza ambientalista che vada al di là dei facili schematismi ideologici, cari a certa vecchia/sinistra.

C’era e c’è bisogno di più che qualche slogan di facciata.  A cominciare da un equilibrio idrogeologico, non fatto di sola natura, ma anche di creazione umana, una creazione in grado di sistemare le terre e di valorizzarne la funzione (non solo produttiva, quanto soprattutto conservativa: pensiamo – da questo punto di vista – all’abbandono di tante aree interne del Paese).

“La via italiana” allo sviluppo sostenibile – come ha ben specificato Gian Piero Joime (Le imprese agroalimentari per la rinascita. Sentieri di sviluppo nel regno della sostenibilità globale in L’Italia del futuro, Eclettica) – basata sulle coltivazioni e sui prodotti locali, passa anche sull’accelerazione della modernizzazione locale “tramite investimenti nelle infrastrutture, nelle reti di comunicazione e nelle energie rinnovabili. E naturalmente stimolando una cultura dell’innovazione adeguata alle specificità di ogni singolo territorio”.

Alla sinistra globalista, che parla del pianeta, è invece mancata una visione identitaria che guardasse ai territori, puntasse sulla tutela delle specificità, declinasse tradizione e futuro, con al centro il ruolo ordinatore dello Stato impegnato a coniugare realtà locali e sistema globale, nel segno di una cultura dell’appartenenza, che avesse   ben chiari gli interessi nazionali (a cominciare da quelli della Produzione e del Lavoro).

Da qui l’invito a recuperare una corretta cultura ecologica, la quale, sulla base di un rinnovato equilibrio tra protezionismo ed intervento antropico, sappia parlare, soprattutto alle giovani generazioni, il linguaggio della concretezza. Pensiamo a temi quali lo smaltimento dei rifiuti, il risparmio energetico e l’approvvigionamento idrico, autentiche emergenze attraverso le quali misureremo sempre più le nostre capacità di governare, nel concreto, la modernità. Inseriamo queste emergenze all’interno del più vasto problema dello sviluppo energetico bilanciato e della difesa dell’identità nazionale. Ne ricaveremo una visione non ideologica dell’ecologia e più di un argomento d’intervento politico, in grado di confermare una scelta attiva dell’ambientalismo, in alternativa ad ogni visione “fideistica”. Per ritrovare, al di là degli slogan di facciata, una realistica “via italiana” alla sostenibilità ambientale.

 

Mario Bozzi Sentieri

Mario Bozzi Sentieri

Mario Bozzi Sentieri su Barbadillo.it

Tags: ecologiamario bozzi sentieri

Related Posts

Davanti al ritorno del terrorismo islamista, rileggere il Cardinal Biffi

Davanti al ritorno del terrorismo islamista, rileggere il Cardinal Biffi

12 Ottobre 2026
IlPunto (di P.Buttafuoco). Alemanno e la battaglia (anche a destra) sull’abisso delle carceri

IlPunto (di P.Buttafuoco). Perché Francesco, il santo degli italiani, non è quello che racconta Benigni

9 Ottobre 2026

La società si sgretola col cedere progressivo delle regole, nell’illusione generale che il lassismo renda liberi

Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa

L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici

Due libri per raccontare la vita dei borghi e l’Italia profonda

L’eredità di Silvio Berlusconi e la sfida per la destra di scrivere una nuova grammatica politica

IlPunto (di P.Buttafuoco). Silvio Berlusconi e la sua eredità politica. Disconosciuta dai conservatori nostrani

Incubo di Londra&Bruxelles per novembre: Trump, Putin, Xi Jinping si divideranno il mondo al vertice Apec

I più recenti

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

16 Ottobre 2026
“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

16 Ottobre 2026
Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

16 Ottobre 2026
La stanza dell’ospite. Quando “ciociara” diventa un insulto per Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

La stanza dell’ospite. Quando “ciociara” diventa un insulto per Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

16 Ottobre 2026
Abano Terme. La mostra “Andrea Previtali, l’impronta di Giovanni Bellini” e la pittura del XVI secolo

Abano Terme. La mostra “Andrea Previtali, l’impronta di Giovanni Bellini” e la pittura del XVI secolo

16 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

16 Ottobre 2026
“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

16 Ottobre 2026
Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

16 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Svart su Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa
  • Guidobono su F1. Verstappen fa il pieno a Singapore, Hamilton rischia grosso
  • Guidobono su Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”
  • enrico su Corsica: Pasquale Paoli visto dai diplomatici veneziani a Versailles nel libro di un allievo di Gioacchino Volpe
  • donato su Deutsche Zeit. Il Cancelliere Merz ha sempre meno consensi. Il possibile successore vuole sciogliere l’AfD
  • Rocco Giudice su Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli
  • GIUSEPPE MONACO su La pittura di Edward Hopper: solitudine in compagnia come cifra del XX secolo. Mostra a Pisa dal 14 ottobre

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.