
Il quarto di secolo trascorso dal G8 di Genova – città designata per ospitarlo su scelta del governo D’Alema alcuni anni prima – ha occupato pagine e pagine in questi giorni. Il 20-21 luglio 2001 sono ancora narrati come un duplice 25 aprile 1945, con 1 morto, Carlo Giuliani, e molti feriti. ,
“Siamo ‘il paese dei campanelli’ (d’allarme). Mai saremo il Paese delle due campane. Il Tgr Liguria, la scorsa domenica, ha evocato il G8, Carlo Giuliani, l’irruzione alla scuola Diaz etc. solo con le parole di Luca Casarini e Vittorio Agnoletto! Che si possa darne diversa lettura, non sfiora i redattori”.
Continui.
“Dire che i fatti storici possano esser visti e vissuti da varie prospettive, contrasta con la ‘filosofia’ ispirante il pensiero antagonista. Esso sta al pensiero egemone, come gli Ordini dei Mendicanti stavano alla Chiesa. Gli antagonisti sono gli eretici della ‘Democrazia progressiva’”.
Dunque?
“Come tutti gli eretici, essi vengono sconfessati. Ma con la ‘cattiva coscienza’ che – per ragioni politiche – si debbono mettere a tacere gli entusiasmi morali. Certo, è la libertà di manifestazione… Ma il sacco di Genova? Chi l’ha ricordato?”.
Solo i diretti danneggiati.
“Per farlo ricordare agli altri, ci vorrebbe un governo Vannacci, che però censurerebbe le cronache della Scuola Diaz (la ‘macelleria messicana’)”.
Alternative?
“Forse non c’è più niente da fare! Mi rassegno”.
Non è da lei.
“Il principio ‘audiatur et altera pars’ per me resta l’asse portante della filosofia politica occidentale”.
La stampa d’informazione è soverchiata da quella di opinione, che convince solo i già convinti.
“Se non passa l’idea – riproposta in queste ore – di ribattezzare piazza Gaetano Alimonda in ‘piazza Carlo Giuliani’, chi accetta la versione del Tgr Liguria sul G8 a Genova avrebbe diritto di chiedersi perché. E di protestare contro il veto dei poteri al riconoscimento ufficiale di un eroe della… neo Resistenza antifascista”.






