
Sebastiano Ardita e Pietrangelo Buttafuoco hanno fatto parte, da giovani, dello stesso ambiente politico e culturale di Paolo Borsellino.
Un coraggioso e valente Magistrato il primo, un intellettuale brillante e anticonformista il secondo, accomunati da una militanza nella destra giovanile studentesca e universitaria che, come Paolo Borsellino, non hanno mai rinnegato pur nella loro ovvia evoluzione esistenziale, intellettuale e professionale.
Per questo appare paradossale, ma purtroppo non sorprende, il trattamento da loro ricevuto da parte della Destra di Governo, con qualche eccezione come quella di Felice Giuffrè che lo ha lealmente sostenuto e con la sostanziale complicità della sinistra…
Non bastava la perdita di credibilità nella difesa della indipendenza e della sovranità nazionale, attraverso un incomprensibile appiattimento sulle follie di Trump e della Unione Europea, sulla retorica del riarmo e della guerra, oltreché nella difesa dell’indifendibile Stato terrorista di Israele.
Si sperava che almeno nella Cultura e nella Legalità si scegliesse sempre di difendere il merito, la competenza e la qualità di alcuni uomini di valore.
Invece il trattamento ricevuto da Sebastiano Ardita e da Pietrangelo Buttafuoco sancisce la Cupio Dissolvi di una comunità che avrebbe potuto e dovuto governare l’Italia secondo principi di giustizia, merito e competenza e che invece ha abbandonato due uomini stimati e apprezzati dall’intera comunità nazionale, uomini liberi e non ricattabili.
Il tradimento consumato nei loro confronti, sull’altare dei soliti “equilibri imposti”, segna un doloroso punto di non ritorno…





