• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì 9 Settembre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Cultura

L’Europa e il primo problema urgente: quello di una leadership

Esce "La necessità di una leadership europea" la prefazione di Gennaro Malgieri

di Gennaro Malgieri*
13 Luglio 2026
in Cultura, Libri
3
Europa

È appena stato pubblicato il volume di Maria Teresa Manuela Ruggieri, La necessità di una leadership europea, (pagine 522, €25, su Amazon). Qui di seguito pubblichiamo la prefazione di Gennaro Malgieri.

Maria Teresa Manuela Ruggieri è un’analista economico-politica che da tempo ha posto al centro della sua riflessione il tema dell’Europa. La sua esperienza la porta a “navigare” tra i marosi del Vecchio Continente non accontentandosi di descriverne la crisi culturale oltre a quella finanziaria. L’  inconsistenza politica europea, ci fa capire, viene da molto lontano come ha scritto nel  precedente saggio sull’argomento, Europa nazione, del quale il presente volume è non solo un approfondimento, ma è il cuore del problema della crisi europea: la mancanza di una autentica e riconoscibile leadership continentale capace di porsi al centro dell’Europa per unificarla dopo i vani tentativi degli ultimi settant’anni.

Non si può certo dire, come fa capire la Ruggiero, che il nostro Continente sia l’amalgama di convergenti interessi: le nazioni da tempo hanno ingaggiato una guerra fratricida che nascondono nei vertici della Commissione europea, del Consiglio d’Europa o in blaterazioni inconsistenti nell’ambito di sinedri come il Parlamento europeo dove invece di trovare quella indispensabile coesione tra gli Stati, ci si occupa di materie futili e lontane dagli interessi reali dei cittadini europei ai quali poco importano le “materie” che vengono trattate, dalla consistenza degli ortaggi agli ingredienti della pizza.

Per non dire che le istituzioni rappresentative europee assomigliano sempre di più ad agenzie turistiche che pomposamente vengono appellate con la dicitura di “diplomazia parlamentare”. Per cui non desta meraviglia se i “coristi” dell’immaginaria Europa potete trovarveli un po’ ovunque, perfino nelle più remote ed insignificanti ambasciate del Pianeta sempre con l’alibi di costruire nuovi e più redditizi rapporti.

Mentre, come scriveva Paul Valery, gli Stati europei, esibendo ipocriti sorrisi, si fanno una continua guerra sottile che ormai non interessa più nessuno, come i borgognoni e gli armagnacchi, lo squinternato Continente muore per inedia, incapace com’è di trovare una vera leadership che abbia l’intenzione di unirlo politicamente come presupposto della creazione di una vera potenza in grado, nel mondo multipolare, di non farsi prendere a schiaffi da Stati Uniti, Russia, Cina e perfino dai BRICS, nuovi arrivati alla mensa del potere mondiale.

Molto realisticamente, la Ruggieri apre questo suo libro con due  interrogativi ineludibili. “Come può l’Europa tornare ad essere padrona del proprio destino? Riacquisendo il proprio ruolo storico, o semplicemente sviluppando e creando una Europa più forte, una Europa Stato Unita, divenendo una Nazione – Stato?” E si dà una risposta dalla quale nessuno degli europeisti di facciata potrebbe o dovrebbe prescindere: “In ogni caso l’Europa deve riappropriarsi della sua geopolitica, risaldando la sua nazione di 450 milioni di cittadini, implementando il suo Pil, mai inferiore a quello statunitense, e cercando di far fronte alle minacce delle multinazionali cinesi, alle crisi determinate da aggressori non minoritari come la Russia, e persino fronteggiare con grande maestria e diplomazia il moderno modello americano trumpiano, con fughe verso Musk, nuovo imprenditore avanzato non solo tecnologicamente ma anche politicamente con una grande fame di futuro”.

Vasto programma, avrebbe detto il generale Charles De Gaulle, che forse insieme, ed in lunghi tempi, avrebbe potuto realizzarlo con Adenauer, Schuman, De Gasperi e poi affidandolo a continuatori come Margareth Thatcher e Angela Merkel. Ma è, per quanto difficoltoso, un programma che resta e chissà se mai si avvererà. Non potrà accadere con questa classe politica litigiosa, egoista e inconsistente; sarà ben difficile che l’Europa come Stato nazionale (per riprendere la visione della Ruggieri) possa realizzarsi nei settant’anni che mancano alla fine di questo secolo: è roba per il prossimo centenario semmai si cominceranno a mettere insieme le pietre del nuovo edificio continentale.

La leadership che nelle pagine di questo libro viene delineata, non è soltanto politica in senso stretto. Attiene alle classi dirigenti europee culturali, economiche e perfino morali. È utopico discuterne adesso? Credo che se nel momento più cruciale della storia mondiale, dopo la Seconda guerra mondiale, che stiamo vivendo il pericolo e la necessità operino nei governanti ed in coloro che danno il tono al nostro tempo, ce la si potrà fare a porre le basi del nuovo mondo e dunque a riconsiderare l’Europa come soggetto attivo e non subalterno della politica mondiale. Ma occorre, per dare un senso a questa ipotesi, di un realismo che oggettivamente manca al momento e soprattutto manca il senso del bene comune, di quell’equilibrio del quale parlava Edmund Burke, capofila dei conservatori.

E a proposito di conservatori, di questa straordinaria scuola di pensiero e di visione del mondo, di sentimento morale e di accensione di sempre nuovi fuochi piuttosto che attardarsi a contemplare la morente cenere del passato, scrive la Ruggieri: “Abbiamo bisogno di una visione politica, fortemente identitaria, che non annulla le nostre esigenze nazionali, in un’ottica di superamento di una forma nazionalistica, ma che si inserisca in una pragmatica programmazione economica che possa migliorare e apportare beneficio alle nostre peculiari culture economiche nazionali, diverse e differenti per connotazione non solo geografica ma anche geopolitica. Il rispetto, e l’essere uniti nelle diversità, deve generare una visione e un centro politico riformista, che consolidi le nostre identità, in un’ottica Europea, al fine di guardare ad un nazionalismo sovranazionale Europeo, foriero di un sovranismo identitario, di una Europa Nazione dove le peculiarità nazionali europee siano il fulcro della sovranità ritrovata”.

E aggiunge: “I Conservatori sono giustamente consapevoli di una nuova sfida nascente, l’Europa sta subendo una trasformazione strutturale, la complessità del decisionismo politico non può essere più relegato a nazioni maggioritarie, ma deve spalmarsi in un quadro parlamentare diffuso, dove la pluralità delle forze e dei gruppi politici devono essere il fulcro Europeo. Nessun cambiamento politico può prescindere dalla conservazione del suo passato valoriale, dalla sua storia, dalle sue memorie, nessun fenomeno sociale può guardare avanti in un processo di riforme senza tenere conto dei fatti e degli eventi, una evoluzione in senso conservatore, porta con sé sentimenti che si sostanziano in valori a-temporali, l’inclusività di questi valori consente una crescita tale da sostenere un nuovo soggetto politico, un nuovo movimento conservatore, moderno e avanguardista, riformista dove il nazionalismo in chiave europea diviene l’elemento di sviluppo della stessa sovranità sovranazionale”.

Parole chiare, progetti comprensibili, definizioni che non aprono la strada agli equivoci. Certo, il conservatorismo come “visione del mondo” può essere l’ispirazione di un progetto innovativo, ma non esaurisce il problema della leadership europea se questa non trova nelle radici della sua storia e nella preconizzazione del tempo nuovo da coniugare con la propria tradizione, tutto sarà vano.

Lo spirito del tempo, come sappiamo, non è dei migliori, ma noi abbiamo il dovere di proteggere ciò che abbiamo ereditato da millenni e di cui non possiamo fare a meno. La riscoperta è la difesa della sovranità europea, primo obbligo al quale dobbiamo dedicare i nostri sforzi. Un’Europa nella   quale possiamo credere, come ci ricordarono gli intellettuali conservatori, capeggiati da Roger Scruton, il più influente pensatore contemporaneo (1944-2020) secondo il New Yorker, riuniti il 7 ottobre 2017, i quali scrissero nella Dichiarazione di Parigi, al primo punto: “L’Europa ci appartiene e noi apparteniamo all’Europa. Queste terre sono la nostra casa; non ne abbiamo un’altra. Le ragioni per le quali l’Europa ci è cara superano la nostra capacità di spiegare o di giustificare la nostra lealtà verso di essa. Sono storie, speranze e affetti condivisi. Usanze consolidate, e momenti di pathos e di dolore. Esperienze entusiasmanti di riconciliazione e la promessa di un futuro condiviso. Scenari ed eventi comuni si caricano di significato speciale: per noi, ma non per altri. La casa è un luogo dove le cose sono familiari e dove veniamo riconosciuti, per quanto lontano abbiamo vagato. Questa è l’Europa vera, la nostra civiltà preziosa e insostituibile. L’Europa è la nostra casa”.

Noi, come europei, non possiamo lasciarci confiscare la nostra casa. Ma abbiamo bisogno di chi la protegge, l’accudisce, la ama. Perciò una leadership europea è indispensabile. E chi pensa in queste nostre contrade di farsi vassallo, valvassore o valvassino di qualche nuovo potente, noi abbiamo il dovere di scagliarci contro gli assedianti, da qualsiasi parte provengano, con la forza della nostra volontà e della tradizione che nessuno dovrà cancellare.

Gennaro Malgieri*

Gennaro Malgieri*

Gennaro Malgieri* su Barbadillo.it

Tags: europaGennaro Malgieri

Related Posts

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

9 Settembre 2026

Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

Con “Sono Lucio” Dalla vive e lotta insieme a noi. Nostalgie di un critico musicale che è anche suo fan

La Mostra di Venezia ricorda con “Juso per ferie” il produttore pugliese che faceva tanti film. Talora belli

La voce delle pietre nei versi e nelle installazioni dell’artista Giuseppe Zilli

Pinocchio svelato, una raccolta di saggi dedicati al capolavoro di Collodi

La Rivoluzione, l’Occupazione, “Cyrano de Bergerac”: la leggerezza francese perde Jean-Paul Rappeneau

“King Marracash”, primo docufilm dedicato a Fabio Bartolo Rizzo, in streaming su Disney+ dal 18 settembre

Comments 3

  1. pasquale says:
    2 mesi ago

    Sì, certo, tutto bello, belle parole, bei concetti ma la realtà ovviamente è ben diversa. Una leadership? Vien da ridere. Cercasi leadership per un’ Europa unita? Se non è capace di trovare un suo rappresentante che interloquisca con Mosca cosa possiamo sperare? La vogliamo capire che la Russia è parte dell’ Europa e che se ha invaso l’ Ucraina ci sono motivi seri che anche la Ruggiero finge di ignorare o ignora? La Russia non è nemica del resto dell’ Europa dato che mai l’ ha minacciata, anzi, tutti i principali Paesi del continente hanno avuto rapporti, ricordate un certo Berlusconi e anche i leader del Pd che andavano a Mosca? Quanto alla leadership e a un’ Europa unita, sovrana, forte capace di reggere il confronto con Usa, Cina, Russia e Brics, vien da ridere, con queste mezze tacche di capi di governo tra cui si salva Meloni a parte l’ allineamento vergognoso sull’ Ucraina di un fantoccio corrotto come Zelensky, che hanno buttato miliardi per quel regime facendo la guerra indiretta in giacca e cravatta alla Russia. Europa unita dove? Ci sono 27 stati, mettili d’ accordo, a parte quelli che contano un tubo, bastano Francia, Italia e Germania a dimostrare la diversità di interessi e con questa disastrata Ue con la maggioranza che ha,non ci sono speranze. In futuro? L’ unica cosa sarebbe modificare i Trattati o tornare alla Cee o un’ alleanza fra stati che condividono valori, interessi comuni. Mai ci sarà un’ Europa veramente unita, sovrana, sono le premesse storiche che la negano cioè è un insieme di stati non è nata come gli Usa e poi non è stata in grado neppure di darsi una costituzione.

  2. Guidobono says:
    2 mesi ago

    Tornare alla CEE, l’unica formula che aveva un senso, basta ubbie federaliste!!

  3. Guidobono says:
    2 mesi ago

    Non ci sarà mai una unica leadership, proprio perchè non possono coesistere con efficacia le singole Nazioni, l’Unione e la NATO!!!!!!!!!!

I più recenti

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

9 Settembre 2026
Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

9 Settembre 2026
Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

9 Settembre 2026
Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

9 Settembre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

9 Settembre 2026
Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

9 Settembre 2026

Ultimi commenti

  • Guidobono su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Giovanni Fantasia su La crisi dell’industria automobilistica europea è anche non avere più colpi di genio. Né cercarli
  • Primula nera su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Primula nera su Mostra di Venezia. “Succederà questa notte” di Nanni Moretti è un altro passo verso il declino. Peccato 
  • Guidobono su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • pasquale ciaccio su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Giacomo Canuti Architetto su La lettera. Nell’attuale paesaggio dello Stretto di Messina non c’è nulla da conservare

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.