
È una notizia sportiva, ma ha colpito i tedeschi. Per la prima volta nella storia, retrocede nella Bundesliga 2 il Wolfsburg, la squadra della Volkswagen. Un brutto presagio per la Germania in crisi.
In Italia sarebbe come se finisse in serie B la Juventus, non a tavolino, per proibiti contatti con gli arbitri, ma per i risultati ottenuti sul campo. Sulle maglie bianconere non c’è lo stemma della Fiat, mentre le lettere V e W risaltano su quelle neroverdi.
La casa automobilistica, dalla fine della guerra, è un simbolo della rinascita tedesca e poi della superiorità del Made in Germany, insieme con la stella della Mercedes. La squadra dell’azienda non ha mai vinto uno scudetto (i tedeschi sono più parsimoniosi della famiglia Agnelli), ma è sempre stata un’avversaria temibile, anche per il Bayern di Monaco. La retrocessione della squadra aziendale è come la conferma della grave crisi della Vw, che anni fa voleva diventare la prima al mondo.
Wolfsburg ha 130.000 italiani e Torino 850.000 ed è nata appena 88 anni fa. Il capoluogo del Piemonte è citato già nel I secolo d.C.. Ma questo confronto è irrilevante, mentre il declino della squadra colpisce anche gli italiani.
Un italiano ogni 17 tedeschi
Nella città della Renania-Westfalia, 8.000 abitanti hanno radici italiane, uno su 16. I Gastarbeiter, i lavoratori ospiti, come li chiamano con una definizione che vorrebbe essere corretta, cominciarono a giungere dalla Calabria, o dalla mia Sicilia, nei primi anni ’60. Non si può dire se si ritenessero più fortunati dei compaesani, che prendevano il “Treno del Sole”, che ogni mattina giungeva a Torino. Andavano in una terra straniera, ma guadagnavano di più.
Il fondatore nel 1938
Wolfsburg nacque nel 1938 per ospitare la fabbrica dove sarebbe stata prodotta la macchina del popolo, la Volkswagen, promessa alle famiglie da Adolf Hitler. Il Führer giunse per la cerimonia della prima pietra: la città venne battezzata con il suo nome. Gli amici lo chiamavano Wolf, lupo.
I tedeschi pagarono mille Reichsmark, tre o quattro mesi di una paga media all’epoca, per prenotare l’auto, il Käfer, scarabeo, ma significa anche scarafaggio, perché era nera. E’ il maggiolino per gli italiani. Non venne mai prodotta: un anno dopo scoppiò la guerra, e a Wolfsburg costruirono carri armati. Dopo la sconfitta, e la rinascita, non vennero mantenuti i patti: la ricevuta della prenotazione era carta straccia.
Volete cinesi o Panzer?
Oggi l’industria automobilistica tedesca compete con quelle straniere, ma le auto elettriche cinesi sono migliori e costano la metà. La Vw potrebbe chiudere 4 dei 10 dieci stabilimenti in Germania. Forse le fabbriche minacciate di chiusura saranno rilevate da cinesi, o vi si costruiranno di nuovo carri armati. Ritorno al passato…
Nel 1973, per la crisi petrolifera provocata dalla guerra del Kippur in Israele, la Vw decise di ridurre i dipendenti. In Italia si diffuse la voce che gli immigrati italiani protestavano per strada contro il licenziamento. Invece volevano il premio per le dimissioni volontarie, 10.000 marchi, per loro una piccola fortuna. La “casa”, invece, non voleva rinunciare agli italiani, perché erano i migliori.
“La nuova vita” va in scena
Oggi la capa del Betriebsrat, il consiglio di fabbrica, è Daniela Cavallo, nata nel 1975 a Wolfsburg, figlia di un immigrato di oltre mezzo secolo fa, e si batte per difendere i posti di lavoro. Sarà una lotta dura, ma i colleghi tedeschi si fidano di lei.
Nel 2010, gli abitanti di Wolfsburg avevano il pil pro capite più alto della Germania. Non erano i più ricchi, ma producevano più ricchezza. Nel 2019, gli italiani, dipendenti, o figli dei primi immigrati, hanno messo in scena uno spettacolo musicale: Das neue Leben, la nuova vita, una storia con canzoni delle loro famiglie e della città.
I terzultimi allo spareggio
Per tornare allo sport, la squadra della Vw si è piazzata terzultima nella Bundesliga, la Serie A, con 29 punti. Ha evitato così la retrocessione diretta, ma è stata costretta allo spareggio con la terza qualificata nella Bundesliga 2, la serie B, cioè con la squadra di Paderborn, nella Bassa Sassonia, 155.000 abitanti, a 230 km.






Il Wolsburg non e’ vero che non ha mai vinto un campionato, ha vinto la Bundesliga nella stagione 2008-2009. A parte questa imprecisione, dal suo articolo ho imparato tante cose che non conoscevo. Grazie e buona giornata.