
Nacque a Bromsgrove, in Inghilterra, nel 1861. Clemence Annie Housman, terza di sette figli, lasciò presto la famiglia per andare a vivere e studiare arte a Londra con il fratello Laurence. Nel 1890, in piena epoca vittoriana, all’età di 29 anni, esordì in letteratura pubblicando nel numero natalizio della rivista “Atalanta” The Were-Wolf (“Il lupo mannaro”). È un racconto fantastico ambientato in un’isola scandinava in un’epoca non precisata con richiami al Medioevo. Il testo era arricchito con disegni di Everard Hopkins. Da allora scrisse vari racconti e novelle gotiche apprezzate anche da H. P. Lovecraft. Nel 1904 fondò con il fratello e alcune amiche il collettivo di artisti “The suffrage atelier”. La rivendicazione principale riguardava l’estensione del diritto di voto alle donne. Nel settembre del 1911 fu fermata dalla polizia durante una manifestazione di protesta e incarcerata per una settimana nel penitenziario di Holloway, a Londra. Di questa scrittrice poco conosciuta in Italia viene riproposto dalla casa editrice Agenzia Alcatraz, il libro di maggior successo dei tre che ha scritto, Il lupo mannaro.
Romanzo apprezzato anche per le innovazioni, soprattutto per la circostanza che il lupo mannaro, chiamato Pelliccia bianca, era una donna. Ma andiamo per gradi. Come detto, la storia è ambientata in un’isola scandinava dove vive una donna anziana, due fratelli, Christian e Sweyn, e il resto della famiglia. Durante una notte di maltempo una giovane e bella donna vestita con un abito bianco ornato con pelliccia, pure bianca, bussa alla porta dell’abitazione, si presenta affermando di chiamarsi Pelliccia bianca e chiede ospitalità. Sweyn apre la porta di casa, l’ascolta e l’accoglie. Il fratello Christian è di ritorno dalla caccia e nota nella neve impronte non umane che indicano chiaramente che qualcuno è entrato in casa. La madre nutre sospetti nei confronti della giovane donna. Christian non sa che cosa pensare ma la situazione non gli piace. Sweyn ritiene che il fratello sia prevenuto solo perché invidioso. Christian, intanto, sa che alcuni mostri cambiano la pelle a mezzanotte. In quell’orario fa irruzione nella stanza e non trova nessuno, solo la finestra spalancata. Pelliccia bianca torna il mattino successivo spiegando che era andata in giro a cercare i suoi compagni di viaggio, smarriti a seguito del cattivo tempo. Avvengono vari fatti strani e la suspence aumenta.
Di certo è un racconto innovativo nell’ambito della letteratura gotica non solo perché per la prima volta il lupo mannaro, che può essere ucciso solo con proiettili di argento, non è un uomo ma una donna, ma anche perché è un lupo mannaro che fa innamorare di sé uno dei due fratelli. Un romanzo unico nel suo genere del quale non riveleremo la fine per non rovinare la sorpresa ai lettori.
Clemence Housman, Il lupo mannaro, Agenzia Alcatraz ed., (Trad. e prefazione di Gabriele Scalessa; Postfazione di Vera Gheno), pagg. 140, euro 16,00)





