• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì 7 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Cultura

“Da Parigi ad Hollywood”: il romanzo ucronico con Drieu e Brasillach nell’inverno del 1945 (di Sergio Saraceni)

Questo libro è molto più di un semplice esercizio di ucronia: è un atto di resistenza poetica e politica contro l’oblio e la condanna retroattiva

di Domenico Nucci 
20 Maggio 2026
in Cultura, Libri
0
Drieu La Rochelle e Robert Brasillach

In un’epoca che sembra aver fatto della damnatio memoriae e del conformismo ideologico il proprio credo dominante, l’apparizione di un romanzo come “Da Parigi ad Hollywood” di Sergio Saraceni rappresenta un gesto di libertà intellettuale. Edito dal Centro Studi e Ricerca Cittadella nella collana Pneuma, con una prefazione di Luigi Copertino (autore di svariati articoli, prefazioni e libri di livello tra cui un opera recente proprio su Pierre Drieu La Rochelle) che illumina già da sola il senso profondo dell’opera, questo libro è molto più di un semplice esercizio di ucronia: è un atto di resistenza poetica e politica contro l’oblio e la condanna retroattiva.

Drieu e Brasillach

“Da Parigi ad Hollywood” di Sergio Saraceni

Saraceni compie un’operazione raffinata e rischiosa: prende due delle figure più scomode e calunniate della letteratura francese del Novecento – Pierre Drieu La Rochelle e Robert Brasillach – e, invece di abbandonarli al loro tragico destino storico (il suicidio del primo nel marzo 1945, la fucilazione del secondo nel febbraio dello stesso anno), decide di farli sopravvivere nell’inverno fatale del 1945. Da una Parigi stretta nella morsa delle epurazioni, i due intellettuali intraprendono un’avventurosa fuga che li condurrà fino alle luci artificiali di Hollywood. Non è escapismo: è la costruzione di un “come sarebbe potuto essere” che diventa strumento per interrogare il destino dell’Europa e degli spiriti liberi.

 

Il pregio maggiore del romanzo sta nella capacità di restituire la complessità umana e intellettuale dei due protagonisti senza edulcorarli né trasformarli in eroi da pantheon. Drieu, il dandy tormentato, l’agnostico affascinato dal sacro e dal nichilismo, il reduce della Grande Guerra sempre in cerca di una causa totale; Brasillach, il giovane prodigio, il critico cinematografico geniale, il poeta della giovinezza fascista, l’entusiasta capace di slanci lirici e di lucidità tragica. Saraceni li fa amici veri, legati da un sodalizio che le traversie della guerra e della sconfitta rinsaldano fino a renderlo incrollabile. Le pagine sono ricche di fascino e sensibilità, alcuni capitoli stupiscono e portano il lettore nella storia, come quelle pagine dedicate agli ultimi mesi di conflitto, con Drieu che sceglie la guerra, sono tra le più intense e virili dell’intero testo.

Lo iato tra Europa sconfitta e America vincente

Ma è nel passaggio in America che il romanzo dispiega tutta la sua ambizione. Hollywood non è solo un luogo di salvezza materiale: diventa il palcoscenico paradossale in cui due europei “sconfitti” portano la loro cultura, il loro stile, la loro visione del mondo in un’industria che stava già plasmando l’immaginario globale del dopoguerra. L’autore descrive con finezza ironica e malinconica il confronto tra la vecchia Europa ferita e la nuova potenza americana, tra ideali che rifiutano di morire e il cinismo scintillante dello show-business. Senza mai scadere nella polemica facile, Saraceni mostra come sia possibile preservare l’essenza di una fede – quella nella grandezza dell’uomo europeo, nella bellezza, nella gerarchia dei valori – anche in mezzo al trionfo apparente del materialismo e della democrazia vittoriosa.

Il ritmo narrativo è serrato, la prosa elegante senza essere preziosa, capace di alternare scene d’azione, dialoghi brillanti e riflessioni di profondità. Si legge d’un fiato, come ha giustamente notato più di un recensore che mi ha fatto scoprire l’opera, ma lascia sedimentare domande che non si lasciano facilmente archiviare: cosa sarebbe successo se le migliori intelligenze della destra europea non fossero state fisicamente eliminate o ridotte al silenzio? Quale contributo avrebbero potuto dare alla cultura del secondo Novecento? E soprattutto: è davvero possibile uccidere un’idea con un plotone d’esecuzione o con un verdetto di tribunale?

L’autore

Sergio Saraceni, alla sua opera prima di questo genere, dimostra una maturità sorprendente nel maneggiare figure storiche di tale spessore, evitando sia l’agiografia sia la facile parodia. Il risultato è un omaggio commosso e virile a due autori che, come recita la quarta di copertina, «hanno infuocato la gioventù europea che rifiuta di arrendersi al declino». Un romanzo in cui l’immaginazione diventa davvero, come scrive l’autore, un atto politico e poetico insieme.

“Da Parigi ad Hollywood” è un libro necessario per chi non si accontenta della vulgata ufficiale, per chi crede che la letteratura debba ancora osare, per chi sente che la memoria dei vinti non è sinonimo di errore ma spesso di profezia. Una luce accesa nel cuore dell’inverno del secolo scorso che continua a interrogare il nostro presente.

Un’opera da leggere, da meditare e da far circolare. Il Centro Studi Cittadella e Saraceni hanno regalato al pubblico un piccolo grande gioiello di contro-storia letteraria.



Domenico Nucci 

Domenico Nucci 

Domenico Nucci  su Barbadillo.it

Tags: brasillachDa Parigi ad HollywoodDomenico NuccidrieuSergio Saraceni

Related Posts

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

7 Ottobre 2026
Felice Modica narra il cane in 100 scrittori. E presto racconterà anche i gatti 

Esemplari unici, ma tirati in milioni di copie. Sono i cani da romanzo che Felice Modica ha selezionato

7 Ottobre 2026

Un approccio tutto italiano e futurista all’Intelligenza artificiale e alla connessa geopolitica: la versione di Nuccio Bovalino

“San Francesco, cavaliere di Cristo” di Ilarino Felder restituisce al contesto medievale il patrono d’Italia

Claudio Baglioni canta Francesco d’Assisi per gli 800 anni dalla morte del patrono d’Italia

Mauro della Porta Raffo, liberale per disposizione intellettuale e – lungamente – anche per area politica 

Forlì. Lee Miller dagli scatti di moda e arte alle immagini di Londra colpita e della Germania sconfitta

Il realismo politico di Fernando Pessoa

Una chanson de geste tra epica, memoria e storia del Mezzogiorno d’Italia

I più recenti

Contro la Russia il Regno d’Italia nella coalizione anti-bolscevica a guida germanico-finnica tra 1941 e 1943

Contro la Russia il Regno d’Italia nella coalizione anti-bolscevica a guida germanico-finnica tra 1941 e 1943

7 Ottobre 2026
Diario tedesco. Perché il 20,8% nazionale non è un successo storico per l’AfD

Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa

7 Ottobre 2026
L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici

L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici

7 Ottobre 2026
Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

7 Ottobre 2026
Felice Modica narra il cane in 100 scrittori. E presto racconterà anche i gatti 

Esemplari unici, ma tirati in milioni di copie. Sono i cani da romanzo che Felice Modica ha selezionato

7 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Contro la Russia il Regno d’Italia nella coalizione anti-bolscevica a guida germanico-finnica tra 1941 e 1943

Contro la Russia il Regno d’Italia nella coalizione anti-bolscevica a guida germanico-finnica tra 1941 e 1943

7 Ottobre 2026
Diario tedesco. Perché il 20,8% nazionale non è un successo storico per l’AfD

Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa

7 Ottobre 2026
L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici

L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici

7 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Sandro su L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici
  • enrico su Leone XIV parla a Parigi. Prima di battezzare gli ideali del 1789, rileggiamo Burke, de Maistre e Tocqueville
  • Guidobono su Il senso di riscoprire il genio di Giovannino Guareschi
  • Primula Nera su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • GIUSEPPE MONACO su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.