Heliopolis. Quello che l’Occidente non coglie nell’epica del martirio per gli islamici
"Tu non puoi usare la teoria dei giochi con chi è pronto al martirio". Questa breve riflessione è girata parecchio sui social musulmani negli ultimi giorni
Il non detto in Occidente è questo: il martirio della Guida Suprema Ali Khamenei potrebbe rappresentare un nodo della storia recente. Non per il mondo spirituale occidentale, sempre più afono e privo di virile coraggio, anche di fronte allo scempio talmudico delle effigi di Gesù Cristo; piuttosto per il mondo islamico, da tempo secolarizzato nella sua maggioritaria valenza sunnita, pronto alla firma degli Accordi di Abramo secondo le esigenze geopolitiche di Tel Aviv e Washington.
“Tu non puoi usare la teoria dei giochi con chi è pronto al martirio”. Questa breve riflessione è girata parecchio sui social musulmani negli ultimi giorni, assieme a un notevole numero di video e immagini di orgoglio religioso improvvisamente ritrovato. Un video, molto condiviso in tutto il mondo arabo, si domandava sotto l’effige iconica della Guida Suprema: “Ma perché sostieni un uomo che non è nemmeno il tuo leader?”. La risposta lascia stupiti: “Perché ha dimostrato al mondo che cosa sia davvero l’Islam”. Persino Erdogan, in un ambizioso discorso al parlamento riunito, ha dovuto ricordare l’appartenenza della Turchia alla Umma islamica, priva di differenze: “Non esiste la Sci’a, non esiste la Sunna, esiste l’Islam”, ha dichiarato fra gli applausi.
Insomma, l’attesa dignitosa della morte nella propria casa, senza desiderio di salvarsi o di nascondersi, con il sacrificio condiviso da tutta la sua famiglia, ha ridato al mondo islamico il senso profondo della propria fede: non è un caso che sia stata proprio la forza esoterica della Rivoluzione sciita, la parte più spirituale della tradizione musulmana, a ridare l’esempio a una comunità islamica da tempo ridotta a mero legalismo secolarizzato, avviato come l’Occidente sulla via del nichilismo.
Un sacrificio che nessuno si aspettava, che ha forse svoltato le sorti del conflitto in atto e che di certo sarà monito per i pochi-tanti occidentali ancora legati a una connessione fra realismo e sacralità.