La rivista culturale russa Snob riporta che un romanzo inedito di Eduard Limonov è miracolosamente riemerso. Intitolato “Mosca di maggio” (“Москва майская”) e scritto nel 1986, è stato pubblicato da Alpina Proza (Альпина.Проза) nel 2025. Un romanzo a lungo creduto perduto di un autore noto per il suo spirito avventuroso è riapparso quasi per caso. Tra due testi parigini decisivi (Il giovane Savenko (in francese: Autoritratto di un bandito nell’adolescenza, tradotto dal russo da Maya Minoustchine, pubblicato da Albin Michel, 1985, nota dell’editore), Domare la tigre a Parigi (Укрощение тигра в Париже, mai tradotto), Великая мать любви, mai tradotto), Eduard Limonov scrisse Mosca nel maggio (1986): un romanzo insolitamente leggero e nostalgico sulla gioventù bohémien nella capitale sovietica, dove il turbolento “Eddie-baby” approda direttamente da Kharkiv. Monumentali bevute con i re della scena underground, gelosia, vanità, virtuosismo poetico alla Boileau e lusso oscuro alla Boukhlo; una sorta di ritratto dell’artista da giovane, che Limonov stracciò e riscrisse più volte nel corso della sua vita.
Pantaloni, cucito, rammendo, inimicizia con (Leonid) Gubanov, infiltrazione nello SMOG (un gruppo letterario clandestino moscovita) e molto altro: fino ad ora conoscevamo solo vagamente alcuni fatti, ma qui li vediamo per la prima volta attraverso gli occhi dell’eroe del suo tempo.
Il destino insolito del manoscritto
Al momento della stesura, il manoscritto non piacque a Limonov per ragioni ignote; lo ripose in un cassetto, ed è per questo che solo ora giunge ai suoi lettori. Inizialmente si diceva che fosse andato perduto per sempre (il proprietario dell’appartamento si era trasferito; si presume che lo avesse poi affittato a un caporale della Legione Straniera, il quale avrebbe iniziato a bruciare le insignificanti pagine nel camino), ma il manoscritto fu infine ritrovato in un archivio e, miracolosamente, è stato ora pubblicato, rivisto e curato.
La prosa di Limonov è interessante a prescindere dal contenuto; in questo caso, la vicenda è ancora più straordinaria: la figura di culto del “creatore della vita”, all’apice del suo metodo, si rivolge al passato non per ricrearlo solo con le parole, ma per illuminare qualcosa del presente, forse per liberarsi dall’opprimente sensazione di disagio nella sua mansarda parigina.
Ed prima dell’immersione nel mondo NazBol
Questo romanzo merita di essere letto come un’autobiografia indiretta e come un addio a un umanesimo tenero: Limonov è sul punto di immergersi nel grande arco della storia – i Balcani, Ottobre Nero e poi la proclamazione del suo partito (il Partito Nazionalbolscevico, o NBP, cofondato nel 1993 con Alexander Dugin e il punk-rocker Yegor Letov).
L’articolo completo della rivista russa, che presenta i cinque libri più importanti del 2025 in Russia, è stato scritto dal critico Kirill Yashshnikov. È apparso originariamente sulla rivista culturale Snob il 24 dicembre 2025.







Personalmente ho sempre detestato Limonov, non piacendomi né la persona, né le idee. Credo che il mondo non abbia bisogno di sterili ribelli rompiballe, ma di persone oneste, di politici esperti non populisti e non demagoghi, che garantiscano ordine e sicurezza senza violare i postulati di uno Stato lberale.