
Un destino con una via di fuga per cominciare una nuova esistenza, uguale a tante altre. Questa è l’aspirazione di Marthe, quindicenne orfana, che vive di espedienti nella Parigi di fine Ottocento, lavorando in una fabbrica di perle false, tanto per tirare a campare. Un’esistenza che sembra scivolare lentamente verso il basso, verso la decadenza più marcia, alla quale non riesce a porre un freno, finendo col fare l’ accompagnatrice di uomini e poi la prostituta. Nonostante abbia cercato alternative: a esempio, lavorare in un teatro di terz’ordine come cantante grazie a un ex attore di teatro alcolizzato che aveva finito per vivere di espedienti, Ganginet. Quest’uomo, agli occhi della ragazza, pareva essere la possibile alternativa alla vita cui era costretta a fare. Ma qualcosa sembra cambiare: importante è per lei l’incontro con Léo, scrittore non di successo, senza soldi, con il quale decide di andare a convivere. Si alternano momenti differenti, la conoscenza di altri uomini, i debiti che l’assillavano, i nuovi incontri. Tutto ciò la spinge a tornare in un bordello. Tutto sarebbe stato più facile. Ganginet intanto è morto, il matrimonio con Léo finisce presto e la sua realtà esistenziale non offre nulla di diverso che le solite cose di una vita segnata.
Questo romanzo, Marthe, storia di una prostituta è il primo scritto da Joris-Karl Huysmans (1848 – 1907) ed è stato più volte sequestrato e censurato. Huysmans avrebbe pubblicato poi Controcorrente, la sua opera maggiore, e via via altre ancora. Huysmans, come Balzac, Zola e Maupassant, vive in un’epoca in cui scrivere quelle storie significa porsi nel mirino della polizia e vedersi censurato e sequestrato il libro. È un periodo in cui questi romanzi fanno conoscere gli aspetti sociali della vita di Parigi, non tutta eleganza e lustrini, ma anche vita sordida, locali e bettole sporche e malfrequentate, angoli che puzzano di orina e grandi giri di prostitute. Fra tutto questo Marthe vive la sua vita. Non manca quindi uno spaccato della Parigi difficile, cruda, dura. Il romanzo viene pubblicato nel 1876 in Belgio, ma viene proibita la diffusione. Scritto prima del periodo naturalista di Huysmans che, nella sua vita contraddittoria, passò dal decadentismo al naturalismo per finire a rappresentare, con le altre opere, il misticismo e la conversione al cattolicesimo. Proviene da una famiglia d’origine olandese e cambia il nome Georges-Charles nel germanico Joris-Karl. Il naturalismo del romanzo non è certo un naturalismo progressista che illustra le condizioni precarie di una realtà, ma nutre la speranza e l’attesa di un riscatto e di un miglioramento delle condizioni. Ma non c’è assolutamente spazio per tutto questo, perché la vita e il destino sono segnati.
Joris-Karl Huysmans, Marthe. Storia di una prostituta, Prehistorica ed., (trad. di Filippo D’Angelo), pagg. 171, euro 17,00





