
Ritmo martellante, marziale; tinte fosche dove nichilismo ed epica si fondono: queste le prime sensazioni dall’ascolto dell’album “Eresie del terzo millennio”, opera prima di LFT (La Forza Tranquilla). È volontà di potenza in metrica, un’idea-forza che si dipana traccia dopo traccia, incalzante, accompagnando con basi ossessive le parole di grandi uomini: così possiamo riconoscere un passaggio di Rivolta contro il mondo moderno di Evola o dei Cantos di Ezra Pound, il tutto in un susseguirsi di immagini evocative, rapsodiche, potenti. Un ascolto che di certo non lascia indifferenti.
Partiamo dalle presentazioni. Cos’è La Forza Tranquilla?
“La Forza Tranquilla è un progetto visionario orgogliosamente fuori da ogni logica di mercato, un’eretica provocazione in un mondo di rovine.
È qualcosa che parte da lontano e che affonda le sue radici nelle sonorità con le quali sono cresciuto: il Punk e Post Punk, la musica Dark/Gotica e New Wave, il cosiddetto Neofolk, per poi germogliare in età adulta nell’elettronica, nell’industrial, nella Dark e Synth Wave e in tutti i loro derivati.
L’idea nasce da una forte esigenza creativa, vissuta non come mestiere ma come passione; negli anni questa spinta è cresciuta e si è musicalmente sviluppata attraverso lo studio da autodidatta e l’utilizzo di programmi e strumentazioni che mi piace definire “macchine infernali”.
L’obiettivo principale del progetto è quello di cavalcare “evolianamente” la musica, per lanciare messaggi potenti attraverso di essa, utilizzando come “ordigni” scritti e discorsi tratti da comizi e poesie di Ezra Pound, Gabriele D’Annunzio, Pier Paolo Pasolini, Julius Evola, il Subcomandante Marcos, Ernst Jünger, Filippo Corridoni, Berto Ricci, Nicola Bombacci, Louis Ferdinand Céline: scrittori, poeti, filosofi, combattenti e rivoluzionari del secolo scorso. Ho voluto osare abbinando le massime di queste personalità a sonorità apparentemente inconciliabili non solo storicamente, per certi versi anche in forma sacrilega.
Nella Forza Tranquilla non è importante la musica in sé, ma il messaggio eretico e di dirompente attualità che ancora trasmettono le parole di questi grandi pensatori del passato”.
LFT: perché questo nome?
“Il nome LFT è un tributo devozionale al titolo di una meravigliosa canzone, un vero e proprio “manifesto musicale” dei Sotto Fascia Semplice di Mario Vattani, alias Katanga, ex bassista e voce degli Intolleranza, band di culto della mia giovinezza. SFS ha avuto il merito di essere stato il primo gruppo ad aver sdoganato in Italia sonorità elettroniche in un ambiente umano, politico e musicale radicale, dedito fino a quel momento al genere rac/oi!, ambiente dal quale provengo e che non rinnego, ma che mi è sempre stato stretto poiché non ho mai amato che mi si definisse un militante di destra: trovo tale etichetta semplicistica e ormai vetusta, sono sempre stato altro, sono sempre stato oltre”.
Quali sono le Eresie del Terzo Millennio?
“Essere autenticamente eretici nel terzo millennio è cosa veramente ardua, una gogna e un privilegio concesso a pochi. Io ad esempio uso la musica per divulgare quello che il sistema e il potere imperante vogliono impedirci di conoscere: chi ci controlla e decide per noi, dietro una parvenza di libertà e di sicurezza e sotto l’egida della tanto decantata democrazia (quella che per intenderci in questi giorni infausti viene esportata a piene mani criminali in Palestina, Libano e Iran), ha ridotto o annullato qualsiasi spazio di discussione e dissenso. Quel poco di ribellione che ci viene apparentemente concessa è controllata ed eterodiretta ad uso e consumo del potere che manovra sempre i fili.
Il mio sogno utopistico è che l’album possa servire ad un autentico risveglio delle coscienze. In Eresie del Terzo Millennio convivono volutamente e provocatoriamente due anime musicali, una Punk e una Elettronica. L’obiettivo non vuole essere consolare ma agitare, smuovere, insinuare dubbi. E perché non farlo attraverso i testi di Céline, Bombacci o Pasolini? E non utilizzando i loro scritti presentabili ma quelli vilipesi, banditi e nascosti, non solo dall’editoria, ma dal mondo culturale in generale, perché fanno ancora paura”.
Come possiamo definire questo genere, sempre che sia uno solo?
“Premetto che sono un appassionato di musica e un collezionista di vinili fin dalla giovinezza, cresciuto con l’impianto stereo sempre acceso e il sottofondo delle radio libere degli anni ’70, che oggi rimpiango moltissimo. Un mondo analogico di conoscenza e approfondimento musicale che mi ha formato e che purtroppo è ormai completamente scomparso. Diversi anni fa ho iniziato a sperimentare creando semplici basi di musica elettronica, piuttosto cupe e oscure, per i reading di un caro amico e poeta, da lì in poi ho cercato sempre di progredire e riprendermi gli spazi che mi sono stati negati in gioventù, anche a causa delle mie idee scomode. Il genere di musica che propongo con La forza Tranquilla non è semplice da collocare, almeno secondo gli standard a cui sono abituati gli ascoltatori di musica mainstream. Non è definibile per etichette, quelle che ho sempre mal sopportato. Se il termine non fosse abusato, svuotato del suo vero significato e distorto storicamente, sarei tentato di dire che questa è musica per “Esistere e Resistere nel Kali Yuga dei nostri tempi””.
I testi rivelano influenze culturali chiare e nette.
“La mia formazione umana e culturale è dovuta principalmente a mia madre, alle letture e alla musica che si ascoltava in casa e che sarebbe poi stata un aspetto chiave della mia vita e ai film che hanno accompagnato la mia infanzia e giovinezza. La consapevolezza e la maturazione politica sono arrivate in seguito grazie alle eretiche letture, alla militanza nel Movimento Politico del caro e mai dimenticato Maurizio Boccacci e alle fraterne frequentazioni venete (io che veneto non sono) con i ragazzi del V.F.S.
Le influenze sono certamente inequivocabili, ma non si fermano e non si limitano ai soli personaggi che ci sono dietro le citazioni contenute in Eresie del Terzo Millennio. Li ho scelti perché volevo essere un po’ come uno Sciamano, un tramite, con l’ardire di riportare momentaneamente in “vita” chi ha influenzato così fortemente la mia identità di Uomo Libero. In un futuro prossimo non escludo di spingermi oltre: penso a scrittori come Eduard Limonov, al grande poeta russo Majakovskij, ma anche a diversi intellettuali e letterati italiani, socialisti o di “Sinistra”, verso i quali ho nutrito sempre curiosità e rispetto, come ad esempio a Adriano Olivetti”.
La sensazione che si ha è di un nichilismo di fondo, però di senso attivo, destinato ad una rinascita. Il messaggio musicale di certo non è neutro ma rivela una scelta di campo, una visione del mondo.
“Potrei finalmente aver trovato la definizione giusta per il mio genere, mi pare che “Nichilismo attivo per la rinascita” sia perfettamente calzante. Chi vive con me mi ha sempre scherzosamente definito un “nichilista apocalittico” a causa del mio innato catastrofismo. Sicuramente incanalare il mio nichilismo nella creatività mi aiuta molto a vivere in questo mondo di rovine e macerie. La mia scelta di campo ideale avvenne fin da giovanissimo, essendo sempre stato animato da un forte sentimento antiamericano e antisionista, inteso come avversione alle politiche liberal capitaliste, guerrafondaie e di depredazione dei popoli perpetrate da Israele, dagli USA e dalla NATO, suo braccio armato. Del resto sono nipote da parte paterna di un Fascista non collaborazionista che ha pagato quella scelta “assaporando” i campi di prigionia inglesi in India e di un intransigente leninista da parte materna…”.
Per scoprire Eresie del Terzo Millennio di La Forza Tranquilla basta visitare la pagina BandCamp https://laforzatranquilla.bandcamp.com







