• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì 7 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Corsivi

Perché il pallone (azzurro) è politica: modo per battersi, senza farsi la guerra, facendo innamorare i più piccoli

Il soft-power passa dai Campionati del mondo. L'Italia intera è declassata dalle tre esclusioni di seguito

di Enrico De Agostini
17 Aprile 2026
in Corsivi, Sport/identità/passioni
1
Bosnia-Italia

Una stecca di legno, di quelle usate per proteggere gli angoli dei muri, alla quale era fissato un grosso foglio di carta che avevo colorato con i pennarelli. La mia prima bandiera, il mio primo ricordo di un Mondiale. E la radio a transistor, portatile, che ascoltavo sul balcone che dava sulla ferrovia. L’Italia era sempre al confronto di titani, assediata da forze preponderanti, sempre sull’orlo del collasso. Ma vinceva, vinceva, in qualche modo ce la faceva.

17 giugno ’70, Città del Messico, Azteca

Il Telegiornale mostrava i volti giubilanti degli italiani che vivevano all’estero, specie di quelli che vivevano in Germania. Erano volti della riscossa, che per un momento potevano spernacchiare i loro padroni. 4 a 3, beccatevi questi 4 pallini dai Gastarbeiter! Era il 17 giugno 1970, si era giocato allo stadio Azteca di Città del Messico.
Non mi riebbi più da quella stagione: m’innamorai perdutamente della Nazionale, come milioni e milioni di italiani. E come per loro, quando gioca, per me non c’è più destra, né sinistra, rosso, bianco o nero, non conta più nulla, se non l’azzurro. La Nazionale è la Nazionale e la Nazionale sono io, siamo noi.

Calci a ogni cosa sferica o quasi

Giocavamo a pallone sui marciapiedi o nel cortile sotto casa e, mentre calciavamo ogni cosa sferica che ci capitava (e talvolta anche cose non proprio sferiche), ci davamo nomi di Azzurri, memori delle loro epiche battaglie. “Io so’ Riva”, “io so’ Rivera”. Più tardi di Totti, Baggio, Del Piero.
Quando fu evidente che il mio talento calcistico era trascurabile, mi dedicai all’atletica leggera con un certo successo, ma anche allora, quando non nascondevo il disappunto per un calcio dominato da soldi, scandali e violenza sugli spalti, non abbandonai la Nazionale. Lei abbandonò me, abbandonà noi, con passaggetti all’indietro, con pavidità da bambini viziati che da 12 anni ci rende lo zimbello del mondo.
Più di ogni altro sport, il calcio è fatto di simboli.
Ricordate il Catenaccio, lucchetto fatto di gambe rocciose, che chiudeva a doppia mandata la nostra area di rigore? Il mondo intero ce lo rimproverava. E ce lo invidiava Era il simbolo di un’Italia caparbia e geniale, che sapeva imporsi.

11 luglio ’82, Madrid, stadio Bernabeu

Scesi in piazza insieme a lei, insieme a voi, in un pomeriggio d’estate, quando l’intera penisola fu travolta dall’entusiasmo di un popolo giovane nel cuore. Festeggiavamo la vittoria ai mondiali di calcio (“Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!”. Era l’11 luglio 1982. Chi scorderà la voce di Nando Martellini dallo stadio Santiago Bernabeu a Madrid?), ma ancor più, festeggiavamo noi stessi, la consapevolezza di essere rispettati, la sensazione di contare qualcosa, finalmente.
La Nazionale è questo: un simbolo, un pezzo d’Italia. Anzi, è l’Italia stessa.
Ora, dopo 12 anni di girovagare per campi di provincia a mendicare una qualificazione, in balia di continue tempeste, improvvisamente ci accorgiamo che quell’Italia l’abbiamo lasciata andare alla deriva, che il nostro nocchiero era cieco o guardava altrove. Ma ormai siamo al terzo, orribile, naufragio.

Facciamogli vedere noi!

Ci svegliamo doloranti, la mattina dopo, e vorremmo tutti scendere giù, sul marciapiede, a farglielo vedere come si fa a dribblare, a lanciare, a fare goal, a bagnare col sudore l’asfalto, a vincere, perdinci, a vincere! E siamo quasi increduli quando il nocchiero – udite, udite – viene strappato dal timone al quale era abbarbicato. Che bello, pensiamo per un attimo, ora sarà tutto diverso, abbiamo capito tutti che così non si può continuare, che quelli che si sono venduti un pezzo della nostra identità, loro, saranno tutti defenestrati, vilipesi, abbandonati.

La bandierina dei 3 colori è sempre la più bella

Qui, dal balcone sulla ferrovia, con in mano la bandierina di carta, che ho colorato con i pennarelli, torno a guardare i treni che passano, mentre ascolto una nuova storia con la mia radio a transistor e le mie speranze di bambino.

Aspetto che scenda Ulisse da uno di quei treni, o uno come lui, un eroe del passato, che ha combattuto e vinto per la Nazionale e per noi. Voglio credere che vengano loro a riscattare il calcio italiano, simbolo di una nazione intera. A pensarci bene, poco importa che sia Ulisse in persona, coi suoi dribbling astuti; andrebbero bene anche Diomede o Ajace Telamonio, con la loro possanza, o Achille, con la sua “ira funesta, che tanti lutti addusse” a tedeschi e a brasiliani. L’importante è che non sia uno dei proci.

Il calcio è politica con altri mezzi

Già, perché i simboli sono importanti. Il calcio è politica non solo per chi ne approfitta per interesse personale. Come nessun altro sport in Italia, esso ha un significato catartico. E il tifo, quello pulito, è un modo per battersi, senza farsi la guerra. Ricordiamolo. È importante che il calcio, la Nazionale e i ragazzi italiani, che non scendono più a giocare sul marciapiede, ma che hanno un tremendo bisogno di dare calci a un pallone, prima che Instagram e Tik Tok se li portino tutti via, non siano di nuovo lasciati in mano ad Antinoo, Eurimaco e a tutti quelli come loro, i proci.
Qualcosa però mi dice che sarà proprio Antinoo, o uno come lui, uno di quei politicanti che ci hanno condotto fin qui, a scendere da quel treno che stiamo aspettando, a diventare il nuovo nocchiero di una barca destinata all’ennesimo naufragio.
Ma noi, quei bambini che giocavano sul marciapiede o in cortile, che cosa faremo noi? Resteremo a guardare dal balcone o scenderemo di nuovo giù a pretendere rispetto e a bagnare l’asfalto col nostro sudore? Ora è il momento di rammentare che, nella vittoria come nella sconfitta, abbiamo i simboli che ci meritiamo.
Enrico De Agostini

Enrico De Agostini

Enrico De Agostini su Barbadillo.it

Tags: calcioGattusoitaliamondiali di calcio

Related Posts

Paese mio che stai in Valdinievole, disteso come un vecchio addormentato…

Due libri per raccontare la vita dei borghi e l’Italia profonda

5 Ottobre 2026
F1. Il Gp di Bahrain si corre in Malaysia e Verstappen torna alla vittoria

F1. Il Gp di Bahrain si corre in Malaysia e Verstappen torna alla vittoria

5 Ottobre 2026

L’eredità di Silvio Berlusconi e la sfida per la destra di scrivere una nuova grammatica politica

IlPunto (di P.Buttafuoco). Silvio Berlusconi e la sua eredità politica. Disconosciuta dai conservatori nostrani

Incubo di Londra&Bruxelles per novembre: Trump, Putin, Xi Jinping si divideranno il mondo al vertice Apec

F1. A Baku non riesce la rimonta a Kimi, Antonelli solo quinto. Primo Russell

Il reato d’abuso d’ufficio colpirà la “zona grigia”. Il pubblico amministratore onesto non rischierà le manette   

Mondiali di Ciclismo. In Canada festeggia Brandon McNulty, campione per gli Stati Uniti

La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni

Comments 1

  1. L'italiano says:
    6 mesi ago

    Se una vittoria al Mondiale di calcio cagiona rispetto e la bandiera dei tricolori viene solo sventolata per una vittoria calcistica allora buonanotte.

I più recenti

Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

6 Ottobre 2026
“La bellezza ha il modo di essere della luce”: la ricerca della via dell’assoluto

Un approccio tutto italiano e futurista all’Intelligenza artificiale e alla connessa geopolitica: la versione di Nuccio Bovalino

6 Ottobre 2026
Alto Adige-Süd Tirol: il modello di convivenza per l’Ucraina, che Kiev rifiuta mentre Mosca accetta

Alto Adige-Süd Tirol: il modello di convivenza per l’Ucraina, che Kiev rifiuta mentre Mosca accetta

6 Ottobre 2026
“San Francesco, cavaliere di Cristo” di Ilarino Felder restituisce al contesto medievale il patrono d’Italia

“San Francesco, cavaliere di Cristo” di Ilarino Felder restituisce al contesto medievale il patrono d’Italia

6 Ottobre 2026
“No a una Svizzera da 10 milioni” o come crescere senza rinunciare a se stessi

Lo Stato e Cantone del Ticino vota ormai di traverso rispetto al resto della Confederazione Elvetica

6 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

6 Ottobre 2026
“La bellezza ha il modo di essere della luce”: la ricerca della via dell’assoluto

Un approccio tutto italiano e futurista all’Intelligenza artificiale e alla connessa geopolitica: la versione di Nuccio Bovalino

6 Ottobre 2026
Alto Adige-Süd Tirol: il modello di convivenza per l’Ucraina, che Kiev rifiuta mentre Mosca accetta

Alto Adige-Süd Tirol: il modello di convivenza per l’Ucraina, che Kiev rifiuta mentre Mosca accetta

6 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Tullio Zolia su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • GIUSEPPE MONACO su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • Guidobono su IlPunto (di P.Buttafuoco). Silvio Berlusconi e la sua eredità politica. Disconosciuta dai conservatori nostrani
  • Sandro su Il senso di riscoprire il genio di Giovannino Guareschi
  • Guidobono su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Guidobono su Incubo di Londra&Bruxelles per novembre: Trump, Putin, Xi Jinping si divideranno il mondo al vertice Apec

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.