
Franco Mistrali (1833-1880) fu un giornalista, scrittore e storico parmense. Ex ufficiale della Marina austriaca, si dedicò, in seguito, alla scrittura e fondò a Milano, nel 1868, un periodico intitolato “Gazzettino rosso”. Era finanziato da esponenti della Destra storica con lo scopo di contrastare il “Gazzettino rosa”, rivista fondata a Milano da esponenti del radicalismo lombardo. Nello stesso anno Mistrali divenne direttore del “Monitore” di Bologna, il più importante quotidiano emiliano. Nel 1873 fu coinvolto, in qualità di proprietario del Monitore, nel fallimento della Banca dell’Emilia e fu condannato a cinque anni di reclusione per bancarotta fraudolenta. Proseguì a dirigere il “Monitore” e, scarcerato nel 1878, fondò una rivista,” La stella d’Italia”. Morì nel1880, a 53 anni, stroncato da un problema cardiaco.
Lasciò, oltre agli articoli e alle riviste che nella sua vita aveva scritto e fondato, anche un romanzo: Il vampiro. Storia vera, primo romanzo horror italiano e del genere vampiresco uscito ben prima di Dracula di Bram Stoker (questo uscì nel 1897, il Vampiro nel 1869) e ben tre anni prima di Carmilla di Le Fanu. Fu apprezzato all’estero mentre in Italia non fu molto considerato. Adesso questo libro, davvero interessante e innovativo per l’epoca, viene riproposto nella collana “Biblioteca di Lovecraft” della casa editrice Agenzia Alcatraz, specializzata in letteratura weird, horror, nera ecc. Dopo la pubblicazione del libro, molti scrittori, come Luigi Capuana, Emilio Salgari e altri si cimentarono con questo nuovo genere. Mistrali era fortemente antirisorgimentale ed ebbe non pochi contrasti con Giosuè Carducci. Interveniva in vari settori e scriveva romanzi, saggi di economia, di storia, saggi tecnici. Il vampiro riprendeva un altro suo scritto licenziato alcuni anni prima intitolato I racconti del diavolo. Storia della paura, su una setta segreta che si occupava di stregoneria, complotti, culto del sangue, con narrazioni ambientate in Lituania, Siberia, Monte Carlo. Peraltro, la costruzione di questo romanzo avvenne proprio in un periodo in cui il timore dei vampiri era realtà. In alcuni villaggi, nei paesi dell’Est Europa, un morto poteva essere considerato vampiro e c’era tutta una procedura da seguire per verificare che la notte il morto non uscisse dalla bara oppure veniva dissepolto per verificare le condizioni del cadavere, e comunque veniva trapassato con un ramo appuntito di frassino e asportato il cuore per arderlo. Solo dopo queste verifiche il corpo senza vita veniva seppellito e tutti, rilassati, tornavano alle proprie occupazioni. Per il vampiro il sangue era garanzia di vita eterna e certezza di ottenere un supplemento di esistenza. Il libro è stato curato da Gianluca Venditti e Jacopo Corazza, e corredato con disegni di Michele Carnielli.
Franco Mistrali, Il vampiro. Storia vera, Ed. Agenzia Alcatraz, a cura di Gianluca Venditti e Jacopo Corazza, pagg. 293, euro 18






Leggo con stupore che Franco Mistrali, l’autore della “Storia popolare della Rivoluzione di Sicilia”, “Da Palermo a Gaeta” e “Il pellegrinaggio degli operai italiani a Caprera” (evito di citare tanti altri scritti…) era antirisorgimentale, addirittura FORTEMENTE. Non si finisce mai di imparare. O forse il Franco Mistrali che conosco io è un omonimo….