• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
sabato 17 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Cultura

La passione per Sylvain Tesson in Italia è il sintomo di una necessaria reazione estetica al moderno

Piano B, Sellerio, il Giornale, la Repubblica, il Sole 24 Ore. NaxosLegge in Sicilia e il Festival della letteratura di viaggio a Roma. Lo scrittore francese e l’Italia tra libri, articoli e kermesse d’eccezione

di Marco Spada
17 Marzo 2026
in Cultura
0

Sylvain TessonLa silhouette di Sylvain Tesson è imparagonabile a qualsivoglia altro scrittore di successo contemporaneo, il quale è abituato ai salotti comodi degli attici nordamericani: le gambe esili, ma forti; il tronco e le braccia segnati dai chilometri; e quel volto che racconta un incidente assurdo, banale, ma che fa riflettere su di esso la fatuità dei nostri destini. Lungi dal qui scrivente volersi soffermare sul tratto somatico più distintivo – ahinoi – di Sylvain Tesson, quest’ultimo ci permette un parallelismo impensabile fino a pochi anni fa, dalla scoperta di Tesson in Italia a oggi, ovvero quello con Michael Schumacher. Due vite sempre oltre il limite, sebbene l’uno sia l’elogio vivente della lentezza su suola e l’altro sia il Kaiser della velocità su gomma. E proprio questa lentezza, che non deriva da certe sotto-filosofie da guru orientaleggianti, rappresenta l’insegna più importante per Sylvain, il vessillo da innalzare contro il pensiero occidentale del viaggio a tutti i costi, dell’esperienza prêt-à-porter con le applicazioni sul telefono e del volo a basso prezzo che profuma – falsamente – di conquista territoriale. 

Tra Di Barbaro e Tesson c’è di mezzo uno Scarabelli… evoliano

Tradurre e pubblicare Tesson in Italia significa andare contro un’intera epoca editoriale dal carattere accelerazionista e profondamente addomesticata. Troppi “Yes Man” e paccottiglia occidentale, quest’ultima da leggere con l’accezione di Jean Thiriart. Ultimamente, sia Sellerio sia Piano B si stanno contendendo il primato delle opere “tessoniane” nel Belpaese. È uno scontro, si fa per dire, che a noi lettori fa star bene, senza dubbio. Uno dei suoi traduttori – in Italia ce ne sono due – è Giampiero Di Barbaro, più mitteleuropeo alla von Rezzori che franco-belga come Tom Boonen o Roger De Vlaeminck tra Parigi e Roubaix. È un vulcano di emozioni odeporiche. Non c’è fiume o pianura o lago tra Germania e Ungheria che egli non sappia accomunare a uno scrittore spesso germanofono o a uno dei loro passi vergati su carta. Eppure, il binomio con Tesson è divenuto inscindibile. Perché alla base c’è la visione, o meglio, l’essere visionari che accomuna entrambi con l’ottima capacità editoriale dei tipi di Piano B. Quando un vivente traduce un altro vivente si originano mille transiti che possono dar vita a esperimenti filologici straordinari. Soprattutto se, qui urge la nota del redattore, c’è di mezzo anche Pierre Drieu La Rochelle dall’Altrove e Andrea Scarabelli dal presente, il quale ha coordinato l’incontro tra il qui scrivente e Sylvain in un pomeriggio assolato etneo per NaxosLegge e pubblica certe vette evoliane dove s’incontra anche il parigino protagonista di questo articolo. 

Reagire al moderno 

Oggigiorno utilizzare il termine “reazione” rischierebbe di condurci direttamente nelle patrie galere. Tuttavia, volendo rassicurare i lettori, qui si sta parlando di quella metafora che Sylvain usa per parlare della vita, ovvero la “festa selvaggia”. Effettivamente, oltre all’offerta di un buon sigaro, queste sono state le ultime parole di Sylvain in Sicilia. Poi c’è stata anche una ricerca parigina, ma che non ha sortito l’effetto sperato. C’è chi dice che sia in America, chi in Asia. Non ha il telefono, il pc lo vede solo quando è a casa, Parigi la vive, camminando, di notte. Prima di telefonare a qualcuno deve avvisarlo con una lettera manoscritta. Gentilezze ormai dimenticate nell’epoca delle spunte blu che rassicurano gli amanti sulle intenzioni altrui. A Sylvain, invece, lo rassicura la torre di agendine vergate a mano con la sua meravigliosa stilografica che non costa chissà quanto – ne userà circa venti per viaggio – ma che dona un inchiostro così vivo da rassomigliare al percorso di un affluente verso il Nilo. Il suo modo di viaggiare, che è il metodo adatto a fargli scrivere così bene e così tanto, non contempla i fluidi aerodinamici, né – ove possibile – le quattro ruote gommate. Il suo viaggio dai gulag siberiani all’India – magistralmente narrato (e tradotto da Di Barbaro per Piano B) in L’asse del lupo – è stato compiuto rigorosamente a piedi fino alla Mongolia e a cavallo lungo le steppe dei cavalieri. Poi, una volta giunto nella mefitica India, ha adoperato la moto alla maniera eroica di Agostini così come ha amato il sidecar sovietico che lo ha condotto da Mosca a Parigi nell’atto di ripercorrere le tappe della ritirata napoleonica. E come dimenticare i mesi trascorsi lungo le rive del Bajkal o tra le alture tibetane alla ricerca della pantera delle nevi? Tutto questo senza alcunché di tecnologico: solo carta e penna. E una sana dose di istinto per sopravvivere. Anima d’altri tempi quella di Sylvain. Che noi, soprattutto chi vi scrive, vorrebbe avere. 

Marco Spada

Marco Spada

Marco Spada su Barbadillo.it

Tags: marco spadasylvain tesson

Related Posts

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

16 Ottobre 2026
“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

16 Ottobre 2026

Abano Terme. La mostra “Andrea Previtali, l’impronta di Giovanni Bellini” e la pittura del XVI secolo

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

Corsica: Pasquale Paoli visto dai diplomatici veneziani a Versailles nel libro di un allievo di Gioacchino Volpe

“Sul declino dell’umano”: un percorso di Alter Spirito sulla postmodernità e la dissoluzione dell’uomo

“Il professore che amava i draghi”: il nuovo saggio di Gianfranco de Turris su J.R.R. Tolkien

I più recenti

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

16 Ottobre 2026
“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

16 Ottobre 2026
Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

16 Ottobre 2026
La stanza dell’ospite. Quando “ciociara” diventa un insulto per Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

La stanza dell’ospite. Quando “ciociara” diventa un insulto per Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

16 Ottobre 2026
Abano Terme. La mostra “Andrea Previtali, l’impronta di Giovanni Bellini” e la pittura del XVI secolo

Abano Terme. La mostra “Andrea Previtali, l’impronta di Giovanni Bellini” e la pittura del XVI secolo

16 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

Dall'”Estranea” di Paolo Strippoli emerge un ritratto di famiglia borghese tra thriller e orrore

16 Ottobre 2026
“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

“Queen Budapest”: riedito il documentario sul concerto dell’86. Il barocco elettrico varca la “cortina di ferro”

16 Ottobre 2026
Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

Cancel culture. La sinistra di Verona vuole rimuovere l’intitolazione a Nicola Pasetto di una parte del Lungadige

16 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Svart su Il successo dell’Afd e quello che dovrebbe fare una destra popolare in Europa
  • Guidobono su F1. Verstappen fa il pieno a Singapore, Hamilton rischia grosso
  • Guidobono su Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”
  • enrico su Corsica: Pasquale Paoli visto dai diplomatici veneziani a Versailles nel libro di un allievo di Gioacchino Volpe
  • donato su Deutsche Zeit. Il Cancelliere Merz ha sempre meno consensi. Il possibile successore vuole sciogliere l’AfD
  • Rocco Giudice su Lettere meridiane. A Napoli il Forum Mediterraneo sull’indipendenza e autodeterminazione dei popoli
  • GIUSEPPE MONACO su La pittura di Edward Hopper: solitudine in compagnia come cifra del XX secolo. Mostra a Pisa dal 14 ottobre

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.