
Mentre gli Stati Uniti bombardano, sanzionano, destabilizzano Paesi, dal Venezuela all’Iran, la domanda è: dov’è la Cina?
Qui nasce il fraintendimento. Molti critici dell’imperialismo americano giudicano la Cina con le stesse lenti di Washington: si aspettano una Cina che domini con le armi. Ma una Cina così non sarebbe un’alternativa: sarebbe solo un altro impero. La Cina fa qualcosa che destabilizza l’Occidente ben di più: cresce senza guerre di vecchio stampo, costruisce potere senza occupazioni, diventa centrale senza imporre modelli politici.
La risposta cinese all’Occidente non sono le bombe, ma l’indipendenza industriale; il controllo delle filiere tecnologiche; il dominio nelle energie rinnovabili, nelle batterie, neimateriali critici; l’egemonia nei brevetti e nel capitale umano. Senza la Cina, non c’è vera transizione energetica globale.
La risposta cinese all’Occidente non sono le bombe, ma l’indipendenza industriale; il controllo delle filiere tecnologiche; il dominio nelle energie rinnovabili, nelle batterie, neimateriali critici; l’egemonia nei brevetti e nel capitale umano. Senza la Cina, non c’è vera transizione energetica globale.
Con la Cina, l’Occidente si scopre non indispensabile. Anziché militare, il confronto è sistemico. Perciò l’Occidente è molto, molto nervoso.







La Cina esercita un potere economico pervasivo non solo in Europa, vedi Africa. Compete quasi alla pari con gli Usa non ancora militarmente, non le interessa. L’ Europa e’gia’ dipendente come scrive Asiaticus
I cinesi hanno il grande vantaggio di essere etnicamente e culturalmente (almeno in maggioranza) simili. Di non avere invasioni d’immigrati, di esercitare un potere politico forte (non dico giusto, essendo la ‘giustezza’ sempre opinabile) con un minimo di dissenso interno, nonostante la sua spietatezza.