ll Consiglio dell’Ue, organo esecutivo, ha sanzionato il colonnello elvetico Jacques Baud e altri 11 soggetti (individui e persone giuridiche). Ecco le sanzioni: congelamento dei beni; divieto a tutti i cittadini e alle imprese dell’Ue di mettergli a disposizione fondi, di permettergli attività finanziarie o concedergli risorse economiche, oltre al divieto di viaggio.
Ciò equivale a dichiarare la morte civile del cittadino colpito, che non può più accedere legalmente ad alcuna forma reddituale, né pregressa, né nuova, e non può spostarsi. Questa punizione draconiana viene comminata per qualcosa che è precisamente e solo un “reato d’opinione”, in quanto non ci sono accuse né penali, né civili. La punizione non viene comminata da un organismo giudiziario, ma da un esecutivo, dunque senza passare attraverso una procedura di accertamento delle eventuali responsabilità.
Dichiarazione dei diritti: violati artt. 11 e 12
Questa forma di intervento è in diretta e manifesta violazione degli articoli 11 e 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che recitano rispettivamente: Articolo 11.1. “Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo, nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa”. Articolo 12. “Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.”
L’arbitrio della von der Leyen
Chi pensasse che questa esibizione di arbitrio dittatoriale sia un semplice incidente di percorso, sbaglierebbe di grosso. Il governo dell’Ue è da tempo il regno del più totale arbitrio. Pensiamo alla questione della sottrazione dei beni russi congelati. Questa palese violazione del diritto internazionale non è avvenuta (per il momento) solo per una congiuntura fortuita, ovvero la presenza negli Usa di un presidente che ha altri piani per quei fondi e la presenza in Belgio – il paese finanziariamente più coinvolto – di un primo ministro dotato di un minimo buon senso. Per questo atteggiamento prudente il premier Bart De Wever – nonostante goda di un massiccio appoggio popolare – è stato aggredito dalla stampa belga con accuse di filoputinismo. Le conseguenze a catena di una tale violazione macroscopica del diritto economico sarebbero devastanti e lo sono tanto più in quanto l’Ue ha come ultimo residuo asset sul piano internazionale il fatto di essere una superpotenza finanziaria, con una moneta stabile .La von der Leyen è quella presidentessa eletta per un secondo mandato dopo aver bruciato decine di miliardi di fondi europei in un contratto privato e secretato via mail con la Pfizer. Ergo, il suo modo di agire arbitrario è stato benedetto dall’Ue in toto.
Nasce la polizia politica europea
L’Ue è l’organismo che ha portato al macello l’industria europea per seguire, pro tempore, le lobby green (che nulla c’entrano con l’ecologia), salvo poi rendersi conto di quanto decine di esperti avevano detto immediatamente, ovvero che gli obiettivi di elettrificazione a tappeto erano astratti ed irrealistici (oltre che inutili, per i fini che ufficialmente si proponevano, in assenza di accordi con il resto del mondo industrializzato). L’Ue è l’entità multinazionale che sta aprendo un’agenzia di spionaggio sotto il diretto comando di chi presiede pro tempore la commissione (ora von der Leyen), come se fosse un capo di governo nazionale, democraticamente eletto.