Heliopolis/26. La destra “Generazione Tyler Durden” dalla ribellione all’incanto dello spread
Sulla tessera di Azione Giovani 1998 la citazione di Junger: "Noi non vogliamo un mondo pacifico e ben costruito. Vogliamo un mondo con la sua melodia infinita, con la dolorosa tensione dei contrasti, con tutte le tonalità di colore. Per noi la vita è giusta nella sua totalità”
La mia prima tessera politica data 1998. Schieramento: Azione Giovani. Era color violaceo e vi era stampato sopra il volto di Ernst Junger. Una sua citazione ne ricordava il recente trapasso:
“Noi non vogliamo un mondo pacifico e ben costruito. Vogliamo un mondo con la sua melodia infinita, con la dolorosa tensione dei contrasti, con tutte le tonalità di colore. Per noi la vita è giusta nella sua totalità”.
Era un inno poetico all’irrazionale, ad un senso di ribellione naturale alla cappa burocratica già allora percepibile. Quella citazione mi aprì un mondo di esaltanti letture di pura autocoscienza.
Solo più avanti avrei scoperto Heidegger, e la differenza jaspersiana fra esattezza, il calcolo del metodo scientifico, e verità: ossia il mondo nella sua vitalità.
Quella era la mia tessera, era la mia destra. Il senso comunitario che ne derivava non era dato da un banale dover essere ma da una presa di coscienza, da destra, del fallimento dell’esistenzialismo progressista di fronte all’emergere inesorabile di mostruose macchine di oggettivizzazione umana.
Ai tempi appuntavo sulla mia tesi di laurea una frase di Ortega y Gasset:
“io sono io e la mia circostanza, se non salvo essa, non salvo me stesso”.
Quello era un comunitarsmo reale, non razzista, democratico e ferocemente anti-individualista e mai anti-umano.
Nessuno degli amici di penna o di campeggio si considerava il figlio razionale di un Dio non morto. C’era un senso di effettiva presa di coscienza che sfociava a volte ancora nel ribellismo popolare: Generazione Tyler Durden, direbbe uno bravo. Qualcuno ci dovrebbe, in effetti, fare un libro.
Trovo oggi, la destra cresciuta fra quel gruppo di ragazzi, capace di creare uno dei governi più longevi della storia repubblicana. Osservo davvero ammirato e distaccato. Ecco qualcuno dovrebbe anche scrivere un pezzo su come quella destra là, la mia destra, sia finita ad apprezzare il dato scientifico dello spread e la natalità a zero, il razzismo antieroico di una banda di criminali internazionali ed il realismo così pacificamente ben costruito da saper annullare ogni possibile dolorosa tensione dei contrasti.
Ma non sarò io a farlo. Basta il ricordo di come ci eravamo scoperti e la soddisfazio e di essersi da sempre riconosciuti.
Sensazioni e domande comuni a tanti di noi