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L’Europa del riarmo sottrae (con autolesionismo) risorse al welfare sociale

Laboratorio di nuove schiavitù, la Grecia legalizza le 13 ore lavorative. Orario che presto si estenderà altrove 

di Sarmaticus
22 Ottobre 2025
in Esteri
1
Risiko e riarmo

La chiamano, ma di pace non v’è traccia: siccome i maggiorenti europei pensano che 1984 di Orwell non fosse un romanzo, ma un manuale operativo, ogni buona promessa vuol dire l’opposto: pace è guerra. Il linguaggio ipocrita di Bruxelles cela il maggiore riarmo della storia europea: 6.800 miliardi entro il 2035, cioè 15.000 euro per cittadino, neonati inclusi. Per una famiglia di 4 persone sono 60.000 euro. Tranquilli, però, li troveremo: in Grecia si va alle 13 ore lavorative; e la Grecia è il laboratorio per fare poi tutto, in scala più grande, nel triste mondo dell’Europeismo Reale.

È un piano che non ci difende da nessuno, ma che ci dissangua da soli. Sta facendo tutto l’Europa: dopo aver tentato e ritentato il suicidio in altrettante guerre mondiali, l’Europa europeista ce la farà, coi buoni auspici dei suoi gerarchi.

Supercazzole polacche ed estoni

Il premier slovacco Robert Fico lo ha spiegato bene: questi pazzi a Bruxelles parlano solo di guerra (pardon, Peace!), assumono impegni solo sulle armi, mentre qualsiasi altra questione viene riassunta in documenti senza implicazioni operative. In pratica, su tutte le questioni di cui la Ue in teoria dovrebbe occuparsi, ormai si scrivono delle “supercazzole”, tradotte dal polacco o dall’estone. Su ciò di cui invece la Ue non dovrebbe occuparsi, cioè la guerra e le libertà, stanno già scrivendo in dettaglio l’atto di esproprio della tua casa.
Ursula, la Medusa Tossica Cotonata, guida qualcosa che non somiglia a un’istituzione avente una qualche connessione residuale col bene comune. Ursula è solo la capofila visibile di un occulto consorzio di guerra a vocazione dittatoriale. Attorno a lei, una corte russofoba che ha trasformato la paranoia baltica in religione di Stato. Si scrive “difesa comune”, si legge guerra contro noi stessi.

La sindrome autoimmune

L’Europa ha una malattia che attacca il sistema immunitario: è divenuta una sindrome autoimmune, un corpo che non riconosce più le sue cellule e le distrugge. Ogni euro speso in armi è un tessuto sano sacrificato: ospedali, scuole, ricerca, libertà. È denaro che si muove per annientarsi, come un anticorpo impazzito, che scambia il sangue per il virus.
“Se vuoi la pace, prepara la guerra” è la nuova teologia della paura. In realtà, non ci stiamo difendendo da nessuno: ci stiamo invadendo da soli, col debito, con la propaganda, con la fede cieca nel culto della forza. La cosa più preoccupante, ancora prima degli aspetti economici, è che i mentecatti al comando rinunciano alla diplomazia e la sostituiscono con la minaccia.
Sotto la “cupola union-europeista” non cresce più nulla: solo presunti scudi, droni, carri armati, burocrazia, nonché tutto uno sbocciare di nuove iniziative e leggi liberticide seguite da zelanti svendi-patria lungo tutto il continente, in modo da creare censure di nuovo tipo e manipolare elezioni e media.
Le classi medie si dissolvono, le città invecchiano, le disuguaglianze esplodono. Ci difendiamo da fantasmi, mentre ci consumiamo dentro.
L’Ue non è sotto attacco: è autolesionista. Si dice assediata, mentre si corrode da sola, immolando le classi medie in una paralizzante dipendenza 2.0 dagli Usa. Mentre dice di  “preservare la pace”, cura la febbre della paura con la chemio della guerra.

“Il lavoro sporco è fatto”

I sonnambuli che guidano il gioco vogliono sabotare ogni compromesso che risolva la guerra in Ucraina, perché nel loro disegno la guerra deve proseguire. Dicono di voler difendere i popoli dalle aggressioni, ma hanno dimostrato totale assenza di credibilità davanti al genocidio in Terra Santa, perché “fanno il lavoro sporco” (parole del cancelliere “Blackrock” Merz, profeta del nuovo/vecchio volto della Germania con l’elmetto). Tutto ciò che dicono su democrazia, politica, sicurezza e Russia è falso. Osservate i fatti. Siamo in pericolo per ragioni endogene, altro che Putin!
Chi è sceso in piazza, dovrà capirlo. Ha maturato il senso di pericolo per il degrado estremo per l’umanità rappresentato dalla porzione della “guerra mondiale a pezzi” consumata nel Vicino Oriente. Lì è più facile capirlo: basta guardare le macerie di Gaza. Ma qui, “a casa”, ci vorrà un salto per sfiduciare e rovesciare la dittatura europea, che – come ogni dittatura e ogni mafia – ci promette sicurezza e intanto ci rapina.
Ursula e i suoi tecno-scagnozzi ci indicano il nemico. Di ben altra levatura di Ursula, un altro tedesco, Bertolt Brecht ci aveva avvisati:

Al momento di marciare
molti non sanno

che alla loro testa

marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico 
è lui stesso il nemico.
Sarmaticus

Sarmaticus

Sarmaticus su Barbadillo.it

Tags: difesaeuropasarmaticustagliwelfare

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Comments 1

  1. Guidobono says:
    12 mesi ago

    Falso. La legge prevede che le giornate da 13 ore, che saranno su base volontaria, non potranno essere più di 37 all’anno. Ed adeguatamente retribuite! Tanto rumore per nulla dei sudici comunistoidi….

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