
La consegna di droni militari al Kosovo da parte della Turchia ripropone il tema dell’assetto dei Balcani occidentali e la loro collocazione rispetto all’Ue, e più in generale rispetto all’Europa, realtà fisica che non corrisponde alle istituzioni europee: queste ultime rappresentano solo parte del continente e solo dal punto di vista economico: l’Ue non è uno Stato.
I droni sono Skydagger Rft15, droni Fpv in grado di trasportare fino a 5 kg di carico utile, incluso esplosivo e volare per 10 km a 130 km/h. Sono stati forniti in grandi quantitativi alle forze del Kosovo, che, in base ad accordi che prevedono la presenza delle forze della Nato (Kfor), dovrebbero avere solo compiti di sicurezza interna. Quindi non dovrebbero disporre di armi offensive.
Anti slavi, cioè anti russi
I Balcani sono sicuramente europei, ma sono gravati da rivalità storiche e da ingerenze occidentali: gli Stati Uniti sono intervenuti nel territorio della ex-Jugoslavia in funzione anti-slava e, soprattutto, in funzione antirussa.
Chi scrive è stato in Kosovo e vede come la regione sia vissuta grazie al finanziamento americano e come le dure condizioni di vita delle minoranze serbe siano inaccettabili ed innegabili, così come lo erano quelle della maggioranza albanese.
L’Europa è un concetto culturale dai tempi di Carlomagno, ma l’Ue pare non sapere che cosa sia l’Europa, quando insegue le politiche d’oltreoceano.
La posizione turca nei Balcani, ormai da tempo, è di islamizzare i Balcani, costituendo una sorta di sangiaccato, che, partendo dai dati storici ottomani, comprima l’entità serbo-slava per gli interessi degli Stati Uniti.
Adesione suicida alla politica Usa
L’attuale dirigenza – una governance, non eletta dai popoli – dell’Ue dovrebbe valutare con attenzione se sia realmente utile seguire gli Stati Uniti nel combattere le aree slave d’Europa. Privare l’Europa della componente slava non vuol dire solo privare l’Europa di energia, che già è una cosa importante e di interesse strategico. Privare l’Europa della Serbia e della Russia vuol dire privare il vecchio mondo di società coese, che si oppongono alla deriva woke e gender, importate da oltreoceano. Il Patriarca serbo di Belgrado si intronizza a Pecska Patriarska, località del Kosovo, giusto per capire.
Questa dirigenza non riesce ad individuare delle linee di azione diplomatica per raffreddare le crisi che ci circondano. Ciò porterà, presumibilmente, a un’Europa monca, senza energia, vecchia ed ideologica. Dal Medio Oriente all’Asia, l’Europa diviene irrilevante.
Diplomazia no, guerra sì
I proclami bellicisti della commissaria europea, Kaja Kallas, responsabile della politica estera e di sicurezza, indicano la volontà di scansare la composizione diplomatica dei conflitti. La volontà della presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, di “riarmare” un’Europa, che non è uno Stato, è parimente dannosa e pericolosa.
Una delle cose più importanti da conoscere sui Balcani occidentali è la “battaglia della piana dei merli”, sconfitta serba contro gli ottomani a Kosovo Polije il 28 giugno 1398, episodio cardine della lotta fra cristiani ed ottomani. Chi vuole consegnare i Balcani al Sangiaccato vada pure avanti…






