
“La Russia ha due soli amici: il suo esercito e la sua flotta”. Parole di un ministro di Alessandro III a fine XIX secolo, ma ancora attuali. Per il resto, al primo jet colpito dalla Nato, ci sarà da prepararsi a conseguenze antipatiche.
Biden ha scavato la fossa per la Ue, Trump lascia che la Ue se la scavi da sola, la fossa. I risultati saranno comunque identici… Il conflitto in Ucraina non ha una soluzione politica, perché la posta in gioco non sono tanto Donbass e Crimea, bensì: il ruolo della Nato nel Baltico e in Polonia; l’allargamento della Nato a Est (occhio alla Moldavia, che potrebbe essere il nuovo fronte caldo del conflitto); lo status della città di Odessa.
Finché questi nodi non verranno al pettine, la guerra continuerà, perché i tre punti di cui sopra costituiscono le cause scatenanti della guerra. E le guerre finiscono quando le cause che le hanno provocate vengono risolte in modo definitivo.
Non è un caso che i primi contingenti di truppe francesi e britanniche potrebbero essere già stati stanziati a Odessa, col compito di assicurare alla Nato il controllo di questa città-chiave, vera posta in gioco territoriale della guerra, e di prendere la Transnistria.
Il resto, compresi i teatrini delle dichiarazioni roboanti dei leader occidentali, rientrano nell’ambito del pettegolezzo, della farneticazione narcisistica e della comunicazione a nuora, perché suocera intenda, o viceversa.








Mio Dio