L’Ue sa che la sua economia sprofonderà, perciò vuole guerra a oltranza contro la Russia
Attentato contro l'oleodotto che rifornisce l'Ungheria, Paese Nato: gli atti di ostilità energetica si sono estesi a un altro alleato non del tutto allineato, come era anche la Germania al momento del sabotaggio dell'gasdotto del Baltico
Le cupe previsioni economiche per l’Ue – ancora un ciclo di panico per il 2026, sia nella guerra, sia per l’euro – spiegano perché essa alimenti la propaganda secondo cui la Russia va distrutta (o, almeno, resistita a oltranza). I leader union-europeisti si illudono che l’interesse (economico) alla ricostruzione prevalga sull’interesse (pure economico) alla normalizzazione dei rapporti col Cremlino. Ricordano (comprensibilmente) la Crimea come un nuovo fallimento dell’appeasement, ma non come il punto di partenza del circolo vizioso, innescato dalle sanzioni occidentali. Putin – vogliono credere – non userebbe le armi nucleari, perché gli si ritorcerebbero contro.
Spese militari al 5%, crescita allo 0,5%
La Nato ora impone il 5% del Pil, quando il tasso di crescita complessivo dell’Ue (27 Paesi) per il 2024 è stato dello 0,5%, mentre il tasso di crescita per l’intera area euro è stato dello 0,4%. Perciò l’Ue vede la guerra come unica opzione; altrimenti, da qui al 2028, i suoi cittadini insorgeranno contro la contrazione economica .
I maggiori leader europei sono così andati a Washington per sostenere Zelensky. Poco prima si erano incontrati all’ambasciata ucraina, per coordinarsi al fine di convincere Trump a respingere accordi di pace. Pur di allungare l’agonia della Ue, essi pensano di sconfiggere la Russia.
Ucraina vs Paesi Nato indisciplinati
Mentre Trump attendeva la delegazione union-europeista al seguito di Zelensky, l’Ucraina attaccava l’oleodotto russo per l’Ungheria, Paese delle Nato. Budapest ha accusato Kiev di un attacco “oltraggioso e inaccettabile”, che ha disattivato l’oleodotto. La risposta di Zelensky è stata: la Russia ha cominciato la guerra, quindi l’Ungheria si lamenti con Mosca.
Quindi gli atti ostilità energetica si sono estesi a un altro alleato non del tutto allineato, come era anche la Germania al momento del sabotaggio dell’gasdotto del Baltico.
La narrazione della stampa occidentale omette tutto questo. La vulgata è che Trump abbia fallito. Infatti, dopo aver insistito per un cessate il fuoco e minacciato conseguenze se Putin non avesse fermato la guerra, Trump ha fatto marcia indietro, perché Putin rifiuterebbe quella richiesta: l’ultima volta che vi ha aderito, ha favorito il riarmo dell’Ucraina.