• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì 9 Settembre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Esteri

Macron taglia le spese non militari: cattivo esempio per l’Ue

La corsa agli armamenti (made in Usa) finanziata dall'austerità risveglierà i gilets jaunes

di Claudio Mauri
20 Luglio 2025
in Esteri
0
Macron

Il piano di risanamento proposto dal primo ministro François Bayrou è uno spartiacque – almeno sulla carta – per la Francia e, a cascata, per l’Ue. Nel 2026, Parigi intende attuare 43,8 miliardi di euro di austerità, colpendo pensioni, welfare e servizi essenziali. La lotta al deficit richiede sacrifici? Ma non per tutti. Sale la spesa militare: +6,5 miliardi nei prossimi 2 anni.

L’année blanche non è il titolo di un film d’essai, ma il nome del congelamento di pensioni, stipendi pubblici e sussidi. Ciò frutterà 7,1 miliardi. A questo si sommano il ritardo nell’indicizzare le pensioni (altri 3,6 miliardi), i tagli ai rimborsi sanitari e alle indennità di malattia e maternità. In tempi di quasi belligeranza si può anche guarire un po’ meno.

 

Meno feste, più lavoro

Non manca il progetto di abolizione festività (lunedì dell’Angelo e 8 maggio, ricorrenza della “vittoria” francese nella II guerra mondiale) per rilanciare la produttività. Nulla di meglio che un lunedì in fabbrica o in ufficio per celebrare la vittoria dalla paura.

Il piano francese s’inserisce in una narrativa europea sempre più rodata: evocare la minaccia russa fino a immaginare – senza ridere – l’invasione del continente fino a Lisbona. Implausibile per gli analisti più sobri. Però si sa: nei talk show vanno meglio ipotesi estreme.

Così, con l’opinione pubblica ben condizionata, si può investire in armamenti americani con discreta serenità: F‑35, sistemi Patriot, tecnologie d’Oltreoceano. Autonomia strategica? Sì, ma sempre legata agli Usa.

 

Eppure Charles de Gaulle…

E se l’Europa, anziché recitare da gregario bellicoso, si candidasse a guida diplomatica per porre fine al conflitto, riaprire i canali con la Russia e – come tanto l’Italia – ricostruire l’Ucraina? Sarebbe una mossa tanto logica quanto inattuale. È curioso, infatti, che due realtà naturalmente complementari — risorse russe e tecnologia europea — si ostinino a farsi la guerra invece di formare una superpotenza globale. Eppure, quando parlava di Europa dall’Atlantico agli Urali, Charles de Gaulle aveva in mente questo.

 

Si spinge Mosca verso Pechino

Il vero rischio, semmai, è la Russia nell’orbita cinese, mentre l’Ue, per dimostrarsi più atlantista degli Usa, si condanna all’irrilevanza. Il successore di Putin potrebbe essere più rigido di lui. Non ci sarebbe da stupirsi: l’Ue in modalità Macron, seminando minacce, raccoglie radicalismi.

L’austerità francese è lo specchio di un’idea distorta di sicurezza: cittadini, tirate la cinghia e finanziate un apparato bellico ancora subordinato a quello americano. Una logica che, estesa all’intero continente, rischia di sbriciolare il welfare e ridurre i margini di autonomia.

L’Ue si trova così al solito bivio: continuare sulla strada della paura ben gestita e dell’obbedienza ben armata, sacrificando il proprio modello sociale, o praticare una diplomazia concreta e silenziosa, che potrebbe renderla meno piccola.

L’alternativa non è tra guerra e resa, ma tra stagnazione permanente e una nuova architettura di sicurezza condivisa. Rinunciare alla libertà per la sicurezza illusoria prelude al declino. Riscoprire una visione autonoma e pragmatica è, forse, l’ultimo modo per non declinare ulteriormente, sotto i riflettori di qualcun altro.
Claudio Mauri

Claudio Mauri

Claudio Mauri su Barbadillo.it

Tags: Claudio Maurigilets jaunesnacronspese militari

Related Posts

Dostoevskij e la sensibilità tradizionale (religiosa) nella Russia dei nostri giorni

Chi ha paura della guerra (ibrida) tra Europa e Russia?

7 Settembre 2026
Germania. L’avanzata della destra populista dell’AfD in Sassonia-Anhalt e il fenomeno Ulrich Siegmund (visto dalla rivista Sezession)

Germania. L’avanzata della destra populista dell’AfD in Sassonia-Anhalt e il fenomeno Ulrich Siegmund (visto dalla rivista Sezession)

2 Settembre 2026

“Si potrebbe andare tutti quanti al funerale dell’Ue / e vedere se la gente poi piange davvero…”

L’Islanda ricorda che Ue non significa Europa. Severa, ma giusta, lezione referendaria da un piccolo Paese

Mladic è morto in carcere all’Aja. Per il TpY criminale di guerra e genocida. Ma la Republika Srpska lo piange

Germania. Le regionali in Sassonia, Afd al 43% e partiti mainstream in crisi

LondonCallingItaly. La Gran Bretagna ha un nuovo primo ministro. Ecco chi è Andy Burnham

Deutsche Zeit. Il governo di Merz a scuola da Evelyn Palla, l’italiana che risana le ferrovie federali

Dal 1946 al 1963 ogni nostro minatore in Belgio “matura” 200 kg di carbone al dì per l’Italia

I più recenti

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

9 Settembre 2026
Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

9 Settembre 2026
Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

Mostra di Venezia. Sapessi com’è amaro sentirsi innamorate a Firenze di chi – nel dopoguerra – non c’è più

9 Settembre 2026
Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

Guido Morselli rivive a Lugano, sfondo del romanzo “Un dramma borghese” e del film di Florestano Vancini

9 Settembre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

Germania. Cosa c’è dietro il voto plebiscitario per l’Ad nelle regionali della Sassonia-Anhalt

9 Settembre 2026
Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

Aspide. “L’angelo in fiamme” di Osborne e l’arroganza degli occidentali

9 Settembre 2026
La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

La polemica. Chi decide l’etica dello Stato etico?

9 Settembre 2026

Ultimi commenti

  • Guidobono su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Giovanni Fantasia su La crisi dell’industria automobilistica europea è anche non avere più colpi di genio. Né cercarli
  • Primula nera su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Primula nera su Mostra di Venezia. “Succederà questa notte” di Nanni Moretti è un altro passo verso il declino. Peccato 
  • Guidobono su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • pasquale ciaccio su Bentornato, populismo! Il voto della Sassonia-Anhalt indica la ribellione del popolo tedesco contro le élite
  • Giacomo Canuti Architetto su La lettera. Nell’attuale paesaggio dello Stretto di Messina non c’è nulla da conservare

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.