• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì 7 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Corsivi

La stanza dell’ospite. Opposizione? Mai. Solo “rivolta sociale” e antifascismo

Il laicismo liberale demonizza il revisionismo per frenare la secolarizzazione della politica

di Dino Cofrancesco 
14 Febbraio 2025
in Corsivi
1
Maurizio Landini, segretario generale Cgil, tra i maggiori critici del governo Meloni

Nel 1984, Bernard Manin – scrivendo della teorica liberale e della limitazione dei poteri dello Stato -, osserva: “E’ possibile limitare il potere politico determinando a priori, in qualche modo, i campi in cui esso può legittimamente agire e imporre le proprie decisioni, e quelli in cui non può farlo. Il liberalismo di mercato si fonda su questa delimitazione; a rigore esso presuppone la possibilità di determinare una volta per tutte un settore, quello degli scambi economici, in cui l’azione del potere politico è, con qualche eccezione, illegittima.

“In questo senso, il liberalismo di mercato si basa su una limitazione del potere mediante la norma. Si scopre che, se lo Stato si astiene dall’ intervenire in quel settore, dal regolamentare le occupazioni o i redditi di ognuno, si forma un ordine spontaneo; gli individui, che perseguono solo i propri interessi personali, soddisfano reciprocamente i loro diversi bisogni. […] Ma esiste un altro modo di prendere in considerazione la limitazione del potere: si può dividerlo, ridurlo in modo che, con parecchi poteri contrapposti, nessuno possa predominare in modo assoluto. Qui la limitazione non deriva da una norma fissa precedentemente determinata, ma dal gioco delle forze, dal loro conflitto e dal loro equilibrio».,

Non credo che sia possibile “limitare il potere politico determinando a priori i campi in cui esso può legittimamente agire e quelli in cui non può farlo”: chi potrebbe stabilire, infatti, i limiti legittimi del potere politico e sulla base di quali criteri e misure di valore accettabili da tutti?

“Società aperta” contro Croce e Berlin

Uno Stato non è una limatura di ferro, tenuta insieme dalla calamita degli interessi economici: è una “comunità politica”, la cui difesa può esigere il sacrificio o il ridimensionamento o la sospensione temporanea di quei “diritti individuali” sacri e assoluti su cui si fonda il liberalismo razionalistico e universalistico contemporaneo che vede nello storicismo di Benedetto Croce e di Isaiah Berlin il nemico della “società aperta”.

Eppoi, anche se si riuscisse a fissare the Limits of State Action, ovvero lo spazio ristretto entro il quale contenere l’attività dei governi, ciò non comporterebbe una limitazione della libertà politica di quei partiti e movimenti che vorrebbero ampliarlo? In realtà, una democrazia liberale trova la sua più solida garanzia non in poteri che si bilanciano o in poteri che si limitano, ma nel “pluralismo”, come “costume della mente e abito del cuore” (Tocqueville), ovvero nel rispetto e nel riconoscimento reciproco di tutti gli interessi e valori in gioco e nella capacità di neutralizzare e di riassorbire, disinnescandone gli elementi esplosivi, quelli più pericolosi per la convivenza civile (ad es., i radicali di destra diventano la destra del partito conservatore e i radicali di sinistra diventano la sinistra del partito laburista).

Disarmo degli spiriti

Tutto questo sembra scontato e persino banale, ma non lo è per Paesi, come l’Italia o la Spagna, che stentano a entrare nell’epoca della secolarizzazione della lotta politica, ovvero del disarmo generale degli spiriti, con la connessa rinuncia a riguardare la propria parte politica come apportatrice di salvezza.

Non può esserci confronto civile quando gli avversari incarnano il male, la reazione o, al contrario, la sovversione: in questi casi, infatti, il conflitto diventa una guerra pro aris et focis e ogni disegno politico che provenga dall’altra parte vie-ne considerato un cavallo di Troia per impossessarsi della città nemica.

Nella storia d’Italia abbondano gli esempi. Di volta in volta i nemici sono stati austriacanti, clericali, anarchici, disfattisti, fascisti, neofascisti,  postfascisti etc. Un illustre giurista di sinistra, già (sfortunato) candidato al Quirinale, tanti anni fa dichiarò che l’Italia era passata dal fascismo a partito unico al fascismo a otto partiti, per dire che la “società civile” restava sempre una colonia della politica. (E questo a causa della “malattia” della società civile, guaribile solo con una “riforma morale e intellettuale” degli Italiani. affidata, appunto, ai partiti redentori).

Stava qui il vero male della partitocrazia, che neppure il più prestigioso periodico di cultura politica degli anni ’50 e ’60, Il Mondo, sembrava prendere in seria considerazione. I suoi collaboratori, in primis Vittorio de Caprariis, si richiamavano (giustamente) alla funzione vitale dei partiti politici, ma senza rendersi conto che, da noi, tale funzione era vanificata dalla loro costante e reciproca delegittimazione, laddove in un regime liberale a norma, come quello inglese, Governo e Opposizione erano sistole e diastole del cuore democratico (tant’è che si parla di Opposizione di Sua Maestà britannica).

Antifascismo eterno

Per Il Mondo, al di fuori del centro-sinistra c’erano solo il deserto della reazione sociale e politica o la sovversione comunista: i suoi valori erano quelli europei e atlantici, beninteso, ma i suoi titoli di “nobiltà dello spirito” erano riposti soprattutto nell’antifascismo, sia pure in un antifascismo nettamente distinto da quello totalitario attribuito ai comunisti.

I rapporti di forza tra gli schieramenti politici sono cambiati da diversi anni, ma si ritiene che Annibale sia sempre alle porte e che, pertanto, la vigilanza non debba mai venir meno, giacché il male può assumere diverse forme per nascondere i suoi oscuri disegni reazionari.

Dalla storiografia revisionista – che con De Felice, Del Noce e altri poteva diventare il momento della laicizzazione del conflitto politico e, quindi, della metabolizzazione di eventi tragici che hanno segnato la storia nazionale – Marco Revelli ha messo in guardia, scrivendo che essa tende “a riscrivere la storia italiana – a reinventare la tradizione italiana – secondo le linee di una più generale riconciliazione degli italiani col proprio passato e con se stessi; di una rimozione – o relativizzazione benevola – dei suoi punti critici, delle cadute e lacerazioni (a cominciare da quella, inconciliabile, del fascismo), in nome di un nuovo unanimismo” (Go-bettismi, pseudo-gobettismi, anti-gobettismi, in  V. Pazé, a cura di, Cent’anni. Piero Gobetti nella storia d’Italia, Franco Angeli, 2004). Insomma, la guerra civile deve continuare.

A una political culture così poco in linea col pluralismo democratico, anche l’area laica e liberale d’antan ha portato, involontariamente, il suo granello di sabbia. Tra i mali generati da questa “ideologia italiana” sopravvive il malcostume di non discutere i progetti di legge, avanzati dal governo e approvati dalla sua maggioranza parlamentare, come idonei o non idonei al perseguimento dell’interesse collettivo, ma di interpretarli come mosse strategiche, intese a precipitare il paese nel baratro di contrapposizioni ideali tenute artificialmente in vita.

(da paradoxa forum)

@barbadilloit

Dino Cofrancesco 

Dino Cofrancesco 

Dino Cofrancesco  su Barbadillo.it

Tags: antifascismodino cofrancescoGuerra Civileopposizione

Related Posts

Paese mio che stai in Valdinievole, disteso come un vecchio addormentato…

Due libri per raccontare la vita dei borghi e l’Italia profonda

5 Ottobre 2026
Silvio Berlusconi

L’eredità di Silvio Berlusconi e la sfida per la destra di scrivere una nuova grammatica politica

4 Ottobre 2026

IlPunto (di P.Buttafuoco). Silvio Berlusconi e la sua eredità politica. Disconosciuta dai conservatori nostrani

Incubo di Londra&Bruxelles per novembre: Trump, Putin, Xi Jinping si divideranno il mondo al vertice Apec

Il reato d’abuso d’ufficio colpirà la “zona grigia”. Il pubblico amministratore onesto non rischierà le manette   

La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni

Il fanatismo woke colpisce pure le sneakers Converse boicottate per uno spot frainteso

Vita quotidiana: pronto soccorso con una parente. Dal cielo Nina Simone canta “Feeling Good” solo per me

IlPunto (di P.Buttafuoco). Giorgio Almirante non avrebbe messo il tetto agli stranieri in classe (ai suoi tempi erano i meridionali emigrati al Nord)

Comments 1

  1. Guidobono says:
    2 anni ago

    La storia d’Italia negli ultimi secoli è storia di continue e cruente guerre civili. Di un Paese, ‘espressione geografica’, poi unito quasi casualmente nel 1870, grazie in primis ad altri, non a noi stessi. Illusorio pensare a qualsiasiipotesi di ‘pluralismo democratico’. Quello è nato in Inghilterra al tempo dei Tories e Whigs, dopo la repubblica di Cromwell, quando l’unica vera differenza tra loro era che gli uni si alcolizzavano col vino di Madera, gli altri col vino di Oporto….Tutti proprietari terrieri, in fondo, giacchè la rivoluzione industriale e la borghesia dominante arrivarono dopo… Negli anni ’50 mia madre, politicamente poco colta, ripeteva che prima comandavano i fascisti in camicia nera, poi i pretacci che l’avevano allungata…

I più recenti

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

7 Ottobre 2026
Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

6 Ottobre 2026
“La bellezza ha il modo di essere della luce”: la ricerca della via dell’assoluto

Un approccio tutto italiano e futurista all’Intelligenza artificiale e alla connessa geopolitica: la versione di Nuccio Bovalino

6 Ottobre 2026
Alto Adige-Süd Tirol: il modello di convivenza per l’Ucraina, che Kiev rifiuta mentre Mosca accetta

Alto Adige-Süd Tirol: il modello di convivenza per l’Ucraina, che Kiev rifiuta mentre Mosca accetta

6 Ottobre 2026
“San Francesco, cavaliere di Cristo” di Ilarino Felder restituisce al contesto medievale il patrono d’Italia

“San Francesco, cavaliere di Cristo” di Ilarino Felder restituisce al contesto medievale il patrono d’Italia

6 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

Il viaggio di Paolo Gera nell’universo teatrale di Kafka

7 Ottobre 2026
Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

Radiomir: il made in Italy testimone dell’eroismo italiano ad Alessandria d’Egitto

6 Ottobre 2026
“La bellezza ha il modo di essere della luce”: la ricerca della via dell’assoluto

Un approccio tutto italiano e futurista all’Intelligenza artificiale e alla connessa geopolitica: la versione di Nuccio Bovalino

6 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Tullio Zolia su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • GIUSEPPE MONACO su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • Guidobono su IlPunto (di P.Buttafuoco). Silvio Berlusconi e la sua eredità politica. Disconosciuta dai conservatori nostrani
  • Sandro su Il senso di riscoprire il genio di Giovannino Guareschi
  • Guidobono su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Guidobono su Incubo di Londra&Bruxelles per novembre: Trump, Putin, Xi Jinping si divideranno il mondo al vertice Apec

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.