• Home
  • Il Clan
  • Privacy Policy
  • Contatti
giovedì 15 Ottobre 2026
Nessuno risultato
View All Result
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Barbadillo
Home Cultura

D’Annunzio custode del disordine

Un saggio di Claudio Siniscalchi: l'“opera totale” dannunziana può essere strumento atto a liberare l’immaginario contemporaneo dalla colonizzazione mercatista realizzata dalla Forma-Capitale, oggi dominante

di Giovanni Sessa
6 Dicembre 2024
in Cultura, Libri
3
Gabriele D'Annunzio a Fiume
Gabriele D’Annunzio a Fiume

Claudio Siniscalchi, storico del cinema e saggista da sempre attento alla cultura dei non-conformisti del Novecento, con la sua ultima fatica porta l’attenzione dei lettori sulla figura di Gabriele D’Annunzio, protagonista indiscusso della storia italiana ed europea nonché delle patrie lettere. Ci riferiamo al volume, D’Annunzio custode del disordine, nelle librerie per Oaks editrice (per ordini qui, pp. 121, euro 15,00). Il libro è snello, ma come riconosce nella prefazione Marcello Veneziani, risulta “incisivo” rispetto al tema trattato. L’intento dichiarato di questo pagine va individuato nel rintracciare, non solo nel mondovaloriale del poeta-Vate, ma perfino nel suo vissuto, l’humus esistenziale, intellettuale e politico proprio di quella congerie di autori che dettero vita all’ “ideologia italiana” (la definizione è di Bobbio), dai tratti “rivoluzionario-conservatori” . Al termine della lettura è possibile asserire che Siniscalchi ha realizzato, in modo compiuto, le esplicite intenzioni ermeneutiche.

D’Annunzio custode del disordine di Claudio Siniscalchi

Per comprendere senso e intenti della rivoluzione conservatrice italiana che, si badi, fu momento di quella europea, tale fenomeno va contestualizzato storicamente e teoricamente. Per farlo, l’autore richiama le posizioni di Ernst Nolte e, soprattutto, di Augusto Del Noce. Quest’ultimo comprese che la storia del secolo XX poteva essere interpretata esclusivamente in un approccio transpolitico, in quanto in essa, a farsi mondo, è la filosofia moderna, esito dell’immanentizzazione del fine della storia cristiano. I rivoluzionario-conservatori, stante la lezione di Armin Mohler e di Giorgio Locchi, diedero vita a un “contro-movimento” culturale e politico, anti egualitario, mirato a cogliere i limiti della democrazia parlamentare e a superarla, senza alcuna nostalgia passatista. Al contrario, il superamento del presente avrebbe dovuto prendere avvio dalla modernità stessa, addirittura dalla sua accelerazione. La vita e l’opera di D’Annunzio, la loro originalità e centralità, risultano comprensibili solo se inseriti nel panoramaintellettuale di tale ossimorico e attualissimo tentativo. Il titolo del volume allude allo scritto di Malaparte, I custodi del disordine: «Definizione che ben si adatta al “D’Annunzio politico”. Un “custode”(“conservatore”) del “disordine” (“rivoluzionario”)» (p. 25).

Siniscalchi ricostruisce con acribia metodologica, attraverso una messe documentale ampia e significativa e in forza della conoscenza della più significativa bibliografia critica in tema(come dovrebbe fare ogni storico serio), le vicende biografiche nelle quali il Poeta-armato venne coinvolto. Dagli studi a Roma agli esordi nel mondo giornalistico della Capitale. Presenta e analizza le frequentazioni intellettuali, politiche, si intrattiene sulle numerose liaisons sentimentali di D’Annunzio. Si badi, Siniscalchi non si occupa, sic et simpliciter, del momento politico dannunziano ma discute, nei capitoli in cui il libro è articolato, con pertinenza argomentativa e persuasività d’accenti, la produzione letteraria, la tensione all’azione dell’ “esteta decadente” e, successivamente, del “poeta-condottiero” durante l’avventura fiumana, per giungere al “Vate degli italiani”. Il D’Annunzio letterato, a muovere da Il piacere, risulta essere, con Giovanni Verga, l’iniziatore della letteratura italiana del Novecento: «Il contributo dannunziano si manifesta in varie direzioni: il simbolismo narrativo; l’innovativo utilizzo dello spazio e del tempo; la rappresentazione dei personaggi» (p. 32). La fonte cui lo scrittore, in prevalenza, si ispirò, fu la cultura francese. Da essa trasse l’insegnamento, proprio di Drieu, che scrivere di sé e della propria epoca, malata e decadente, implica non solo l’uso dell’inchiostro, ma del “sangue”, vivo pathos esistenziale. In Le vergini delle rocce , il Nostro mise in scena: «tutto il disprezzo per la democrazia rappresentativa» (p. 37) che lo indusse, proprio come Wagner, alla ricerca di “un’opera d’arte totale”, finalizzata all’affermazione di un nuovo ceto dominante di “Eroi” dal profilo alla Carlyle.

Mosso da tale concezione, il confronto con la realtà socio-politica per D’Annunzio risultò sconfortante. Da qui la necessità dell’azione. Fu eletto in Parlamento nelle file della destra, ma ben presto passò a sinistra. Andò, sostenne: «verso la vita» (46), animato dalla ricerca della coincidentia oppositorum in politica. Fu protagonista di primo piano nelle “radiose giornate” di maggio dell’interventismo, che videro sulla stessa barricata nazionalisti, socialisti massimalisti e sindacalisti rivoluzionari e, alla fine del conflitto, dette vita, quale risposta alla “vittoria mutilata”,all’impresa fiumana. Era il 12 settembre 1919. Nella città istriana, D’Annunzio realizzò l’ “opera d’arte totale”. La fantasia, in quelle turbinose giornate, giunse davvero al potere. Tutte le restrizioni furono bandite: religiose, sessuali, politiche. Si celebrò la “festa” della Rivoluzione: Guido Keller e Giovanni Comisso animarono ilgruppo fiumano-esoterico Yoga, mentre: «Harukichi Shimoi fu il “Samurai di Fiume”». Con il “Natale di sangue” e la fine della Reggenza la parabola politica di D’Annunzio, di fatto, si concluse.

Fin dai mesi precedenti, Mussolini, stratega politico, realista scettico e non poietes puro come il pescarese, stava ponendosi quale nuovo punto di aggregazione per quanti erano intenzionati a costruire un’Italia nuova, rispetto all’Italietta giolittiana che, paradossalmente, sembrava poter risorgere dalle macerie del conflitto. A seguito della Marcia su Roma, Il Vate visse nella “prigione dorata” del Vittoriale, riverito dal nuovo regime. Mussolini, ricorda Siniscalchi, gli rese visita. L’ultima parte del saggio affronta i rapporti tra i due. A riguardo, Veneziani commenta: «non si tratta di stabilire se D’Annunzio sia stato o no fascista, ma di riconoscere che il fascismo è stato dannunziano» (p. 9). Merito maggiore di, D’Annunzio custode del disordine, è da cogliersi nell’esegesi delle gesta e delle opere di un grande italiano, in modalità altra dalla vulgata storiografica diffusasi al termine del Secondo conflitto, che ha decretato per D’Annunzio la condanna ad escludendum riservata a tutte le “intelligenze scomode” del secolo XX.

La rivoluzione-conservatrice poietica del pescarese è lascito cui tornare a guardare in un momento storico nel quale, oltre la guerra guerreggiata, in Europa divampa, come colto dal filosofo Stiegler, la guerra estetica. L’ “opera totale” dannunziana può essere strumento atto a liberare l’immaginario contemporaneo dalla colonizzazione mercatista realizzata dalla Forma-Capitale, oggi dominante.

Giovanni Sessa

Giovanni Sessa

Giovanni Sessa su Barbadillo.it

Tags: gabriele d'annunzioGiovanni Sessa

Related Posts

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

15 Ottobre 2026
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

15 Ottobre 2026

John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

Corsica: Pasquale Paoli visto dai diplomatici veneziani a Versailles nel libro di un allievo di Gioacchino Volpe

“Sul declino dell’umano”: un percorso di Alter Spirito sulla postmodernità e la dissoluzione dell’uomo

“Il professore che amava i draghi”: il nuovo saggio di Gianfranco de Turris su J.R.R. Tolkien

Alain de Benoist: “Alla ricerca della culla degli Indoeuropei”

Jean-Paul Belmondo, il magnifico. La Cineteca di Parigi e Cgtv in Italia ricordano il grande attore francese

La forza della poesia. Le quartine di Omar Khayyam tra misticismo ed edonismo

Comments 3

  1. Tullio Zolia says:
    2 anni ago

    Egregio Sessa ,come al solito,i suoi scritti sono ben scritti e curati, ma in questo è incorso in un errore.Come esule fiumano sono costretto a precisare che Fiume non era una città istriana(nulla mi oppone ai fratelli di esilio istriani) ma il capoluogo del Quarnaro(Carnaro).Tale Regione iniziava dal Monte Maggiore ad Ovest e terminava ad Est con la Regione litoranea della Dalmazia che si concludeva con la gloriosa città di Zara. Continuerò a leggerla sempre con piacere .

  2. Guidobono says:
    2 anni ago

    La Vergine delle Rocce: già a 20 anni mi risultava indigesto. Come tutta quella sua narrativa d’imitazione…Ha più punti esclamativi che parole…

  3. Frenzy says:
    2 anni ago

    Lo scrivo qui come commento a D’Annunzio, e all’Italia di quegli anni, perché è impossibile ormai commentare la recensione al bel libro di Follini di 4 anni fa: sarebbe un tema da numero unico.

    “Democrazia Cristiana” è un ossimoro. Cristo è re e non ha niente di democratico. Si vide quando, esauriti i superuomini e gli “esteti armati” (includendo in essi anche lui stesso) Mussolini fu costretto ai Patti Lateranensi. E adesso tutte le forze di destra vorrebbero rifare la DC. Ma i cattolici organizzati puntano allo stato assoluto, come gli USA al genocidio e alla schiavitù: sono i loro rimossi collettivi. E noi, quale rimosso abbiamo? A partire dagli ordini dati da Cristo, sine glossa, ci si arriva, ma sicuramente senza quell’ordine ci si perde nella violenza.

I più recenti

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

15 Ottobre 2026
Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

15 Ottobre 2026
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

15 Ottobre 2026
London calling. Il tifo degli inglesi per il gran Giuseppe

London calling. Il tifo degli inglesi per il gran Giuseppe

14 Ottobre 2026
John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

John Le Carré, Daphne du Maurier, Stephen King, Pankow e “Le vite degli altri”. Esercizi di visione globale

14 Ottobre 2026

Siti amici

  • 10 righe dai libri
  • Appennini di Gian Luca Diamanti
  • Arianna Editrice
  • Associazione Eumeswil Firenze
  • Calcio e statistiche
  • Diretta.it
  • Eclettica edizioni
  • Finanza Sexy
  • Hamelin Prog – Progressive Rock Magazine
  • Il blog di Roberto Perrone
  • Il diario del gigante Paolo Isotta
  • L'eminente dignità del provvisorio
  • linkiesta
  • melascrivo
  • Polémia
  • Rivista Visio
  • SilviaValerio.it
  • Storia in rete
Facebook Twitter Instagram

“All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un’altra isola, per riparsi durante un tifone, o per riposarsi e amare”.
Hugo Pratt

Barbadillo è un laboratorio di idee nel mare del web che, a differenza d’altri, non naviga a vista. Aspira ad essere un hub non conformista, un approdo libero nel quale raccogliere pensieri e parole e dove donne e uomini in marcia possono fermarsi a discutere insieme di politica, ecologia, musica, film, calcio, calci, pugni e rivoluzione.

Ultimi articoli

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

Luigi Caricato, oleologo controcorrente: “Solo una vera politica agricola risolverà la crisi dell’olio in Italia”

15 Ottobre 2026
Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

Usa, 2006: in “Primetime” il conduttore tv Robert Pattinson cerca pedofili per fare ascolti. E salire più in basso

15 Ottobre 2026
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”

Riviste. Arriva “Trasgressioni” con un saggio di Alain de Benoist su Carl Schmitt e la categoria amico-nemico

15 Ottobre 2026

Ultimi commenti

  • Sandro su L’algoritmo e l’anima: perché nell’era dell’intelligenza artificiale servono i classici
  • enrico su Leone XIV parla a Parigi. Prima di battezzare gli ideali del 1789, rileggiamo Burke, de Maistre e Tocqueville
  • Guidobono su Il senso di riscoprire il genio di Giovannino Guareschi
  • Primula Nera su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su La stanza dell’ospite. Vannacci è all’8%? Solo con lui il centrodestra vincerà ancora le elezioni
  • Tullio Zolia su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria
  • GIUSEPPE MONACO su Codreanu, l’arcangelo trafitto tra Romania e una idea virtuosa di patria

with by amdotcom

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessuno risultato
View All Result
  • Politica
    • Difesa
    • Grilleide
    • La Destra riparte da…
    • Tarantelle
  • Corsivi
  • Le interviste
  • Esteri
  • Economia
  • Cronache
  • Cultura
    • Artefatti
    • fedi e religioni
    • Fumetti
    • Libri
    • Musica
    • Ritratti non conformi
    • Sacro
    • Scuola/Questionario proustiano
    • Televisionando
  • Sport
    • Boxe
    • Figurine
    • Il raccattapalle
    • Pallone mon amour
    • Storie di Calcio
  • Scintill&digitali
  • Cinema
  • Parola ai lettori
Questo sito utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Se continui nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.